Le fotografie e i film: come ricreare i mondi scomparsi

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Fotografie e film: come ricreare mondi scomparsi

Testi a cura di Marina Spada

I film cercano di ricostruire il più esattamente possibile tutti i dettagli e l’atmosfera del periodo che raccontano. Per ottenere un buon risultato, i registi, i direttori della fotografia, i costumisti e gli scenografi pescano a piene mani nella letteratura, ma anche nell’iconografia pittorica e tra le fotografie, se esistenti, dell’epoca che racconteranno.

Fotografie e film: Martin Scorsese in Gangs of New York

Martin Scorsese per Gangs of New York , il suo film del 2002 che trae ispirazione da un saggio sulla criminalità della New York del XIX secolo, ricrea la città dell’epoca in base alle fotografie di Jacob Riis, un emigrato danese diventato fotografo dopo aver esercitato i lavori più disparati.
Riis, grazie a una più leggera camera a cassetta Kodak apparsa nel 1888, riuscì a infilarsi agevolmente e documentare le strade, le baracche e le stanze dei poveri di New York, ambienti che aveva conosciuto bene durante i suoi primi anni negli Stati Uniti. Fotografa anche i Five Points , il quartiere miserevole dove, tra il 1846 e il 1862, è ambientato Gangs of New York  e dove si ammassarono, negli anni, gli irlandesi e i neri liberati dalla schiavitù. È a queste fotografie pubblicate nel 1890, oltre che ai dagherrotipi del museo di Ellis Island, a cui si ispirano Scorsese e i suoi collaboratori per ricreare quel mondo.

Fotografie e film: Steven Spielberg in Salvate il Soldato Ryan

Anche Steven Spielberg si rifà a documenti fotografici storici per trascinare lo spettatore dentro la scena iniziale di Salvate il soldato Ryan  (1998):si tratta delle celebri fotografie dello sbarco in Normandia scattate il 6 giugno del 1943 da Robert Capa che andò verso la spiaggia assieme ai soldati con due fotocamere Contax II. Spielberg si riferisce al repertorio fotografico anche per tracciare le atmosfere tra documentario e fiction di  Schindler’s list (1993). Il lavoro fotografico, dal quale traggono apertamente ispirazione le immagini del film, è quello di Roman Vishniac, il fotografo di origine russa che, con una Rolleiflex e una Leica, documentò la vita quotidiana delle comunità ebraiche dell’Europa orientale tra il 1935 e il 1938.

Fotografie e film: Louis Malle e Stanley Donen

Nel 1978 esce Pretty Baby di Louis Malle, il film che lancerà Brooke Shields, all’epoca dodicenne. Ambientato nel 1917 a Storyville, il quartiere a luci rosse di New Orleans, il film è ispirato alla figura di Ernest J. Bellocq e alle sue fotografie. Bellocq, interpretato da Keith Carradine, fu un fotografo di New Orleans che, dal 1912, comincia a fotografare il quartiere della prostituzione e le donne che lì vivono. Del suo enorme lavoro, scoperto vari anni dopo la sua morte, sopravvissero solo 89 lastre, le uniche scampate alla probabile distruzione da parte del fratello gesuita. Anche Cenerentola a Parigi  del 1957 di Stanley Donen, si ispira alla figura e al lavoro di un fotografo che, in questo caso è Richard Avedon. Le fotografie che appaiono nel film, che racconta di un fotografo di moda, Fred Astaire, e di una commessa tramutata in modella, Audrey Hepburn, sono proprio di Avedon che fece anche da consulente al film. Un’altra fonte di ispirazione molto importante per il cinema è stata sicuramente quella delle fotografie realizzate nella seconda metà degli Anni Trenta per la Farm Security Administration, soprattutto quelle di Walker Evans, raccolte e pubblicate  nel 1938 nel libro American Photographs . Vi si ispireranno le immagini e la qualità del bianco e nero di due film di Peter Bogdanovich: L’ultimo spettacolo  del 1971, ambientato in Texas negli Anni Cinquanta e Paper Moon del 1973, ambientato negli Anni Trenta nella provincia americana del Kansas. A Walker Evans si ispirò anche il regista Wim Wenders, grande appassionato di fotografia e fotografo a sua volta, per il film in bianco e nero Nel corso del tempo  (1976) che diventò  il film-manifesto del Nuovo Cinema Tedesco. American Photographs  nel 1939 arrivò, clandestinamente, anche in Italia. Pubblicato dalla rivista Corrente  e recensito da Alberto Lattuada, futuro regista, influì sia sulla fotografia realista degli Anni Quaranta che sul cinema neorealista. Il cinema di Xavier Dolan, l’ènfant prodige del cinema canadese, dichiara un legame ancora più stretto con la fotografia, poiché trae ispirazione direttamente dal lavoro di grandi fotografi come Nan Goldin che ha suggerito la genesi di Mommy , Premio della Giuria a Cannes nel 2014. I libri fotosopra di Xavier Dolan, l’ènfant prodige del cinema canadese, dichiara un legame ancora più stretto con la fotografia, poiché trae ispirazione direttamente dal lavoro di grandi fotografi come Nan Goldin che ha suggerito la genesi di Mommy , Premio della Giuria a Cannes nel 2014.

L’articolo completo sul nuovo numero de IL FOTOGRAFO, disponibile in edicola dal 20 giugno e online
Immagine in evidenza da Il Fotografo
 


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