Fotografia sul campo: fotografiamo il… Sottosopra!

Fotografiamo il… Sottosopra! Capovolgiamo il mondo: usiamo le pozzanghere per riprendere riflessi dall’impatto surreale.

Non lasciamo che un po’ di pioggia ci convinca a rinunciare a un’uscita con la fotocamera! Proprio le ore successive a un forte acquazzone sono perfette per catturare un ritratto ambientato originale e mettere i riflessi delle pozzanghere al servizio di un divertente progetto fotografico. I riflessi a specchio sull’acqua possono infatti permetterci di esplorare prospettive diverse e capovolgere l’immagine, in modo che il primo e principale punto di fuoco sia il riflesso, può aggiungere un tocco surreale. La Nikon è ideale per darci il massimo controllo, ma esporre in condizioni mutevoli può essere difficile. Basta un po’ di pratica, però, per perfezionare i risultati.  Impostiamo tutti i parametri in anticipo, per velocizzare gli scatti, e usiamo una modalità semi-automatica, come la priorità di diaframma, per delegare un po’ di lavoro alla fotocamera. Se intendiamo scattare in aree boscose, con alberi alti e fitti in stile… Stranger Things, ricordiamo che  l’abbondanza di verdi e marroni scuri può produrre riflessi spenti e privi di vita: chiediamo al soggetto di indossare abiti luminosi e contrastanti, per dare più ritmo alla composizione. Sperimentiamo anche in ambiente urbano, magari nel tardo pomeriggio o di sera: i riflessi delle luci stradali nelle pozzanghere sono bellissimi!

Fotografiamo il… Sottosopra: passo per passo

  1. Il clima giusto. Immagini come queste possono essere realizzate solo dopo un violento acquazzone. Il cielo ancora grigio o coperto aiuta a dare un’atmosfera minacciosa ai riflessi sull’acqua. Proviamo a dirigerci verso un’area alberata o boscosa: troveremo ampie pozze e i fusti offriranno un fondale interessante per la composizione.
  2. Le pozzanghere migliori. Cerchiamo una pozzanghera liscia, “pulita”, ampia e senza troppe cose che ne spezzino la continuità. Se necessario, tiriamo via sassi e foglie. Se la zona è fangosa, stiamo attenti a che nessuno abbia già lasciato le proprie impronte sul fondo o sui bordi. Controlliamo che il riflesso del paesaggio sia chiaro e ben leggibile.
  3. Impostazioni di scatto. Scattiamo a priorità di diaframma e impostiamo la massima apertura disponibile per sfocare lo sfondo. Teniamo bassi gli ISO, per preservare una buona qualità di immagine, ma evitiamo di allungare troppo il tempo di scatto, soprattutto se pioviggina o cadono gocce dagli alberi: eventuali increspature mosse distorcerebbero il riflesso.
  4. Inquadratura. Per ottenere la prospettiva migliore dobbiamo abbassarci e scattare con l’acqua in primissimo piano, per far sembrare molto più grande la pozzanghera. Mettiamo a fuoco sul riflesso del soggetto, non sul soggetto, e rendiamolo dominante nell’inquadratura. Ci infangheremo un po’, ma ne varrà la pena!
  5. Capovolgere l’immagine. In un software di fotoritocco come Photoshop, ruotiamo lo scatto di 180° (Immagine>Rotazione immagine> 180°) e portiamo in alto il riflesso. Tagliamo ogni distrazione: foglie, sassolini, pezzetti di carta che galleggiano sul “cielo” possono distruggere l’illusione. Infine, schiariamo l’immagine e, se necessario, aumentiamo un po’ la Chiarezza.
  6. Le indicazioni per il soggetto. Chiediamo al soggetto di indossare abiti di tonalità molto diversa da quella dell’ambiente. Portiamo un impermeabile o un berretto dai colori vivaci per introdurre un piacevole contrasto.

L’Articolo completo sul numero 92 di Nphotography, in edicola e online 


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