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Il fotografo Mustafa al-Kharouf arrestato e trattenuto in un centro di deportazione per immigrati stranieri illegali

Il fotografo Mustafa al-Kharouf è stato arrestato lo scorso 22 gennaio dalla polizia israeliana.
Ora, la Federazione Internazionale dei giornalisti ne sollecita la liberazione, inviando in Israele una delegazione per chiedere il rilascio immediato del fotoreporter,  trattenuto da oltre un mese in un centro di deportazione per immigrati stranieri illegali.
I problemi affrontati dal sig. Kharouf, inclusa la sua detenzione e la minaccia di espulsione, sono sorti a seguito del suo lavoro giornalistico – in particolare dopo aver iniziato a lavorare all’Anadolu Press Agency nell’agosto 2018, quando le autorità hanno iniziato a trattarlo come un residente illegale “, ha detto Anthony Bellanger, segretario generale della Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ), in una lettera a Nitzan Chen, capo dell’ufficio stampa del governo israeliano.
In particolare Bellanger sottolinea come il governo israeliano abbia tenuto nascoste le prove che hanno portato all’arresto del fotoreporter sottolineando quanto questo atteggiamento sia inaccettabile e lesivo della libertà dei media e della libertà di espressione: ” Il governo non ha fornito alcuna ragione per il suo arresto e non ci sono casi penali pendenti contro di lui”.
Il problema fondamentale è che ora il Governo israeliano chiede l’espulsione del giornalista dal territorio nazionale con trasferimento in Giordania, Mustafa al-Kharouf non ha nessun collegamento.” Siamo estremamente preoccupati del fatto che, se deportato, il signor Kharouf non avrà alcun paese in cui recarsi visto che è tecnicamente un apolide”, ha affermato. E separarlo dalla sua famiglia, ha aggiunto Griffen, vice direttore dell’Istituto internazionale di stampa di Vienna “costituirebbe una grave violazione dei diritti umani e sarebbe visto come un tentativo di mettere a tacere un giornalista”.

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