Stanley Kubrick con Weegee

Weegee: l’importante è essere se stessi

La vita di Weegee è piuttosto avvincente: ebreo ucraino, all’età di dieci anni (1910) raggiunge il padre nel Lower East Side di New York. La miseria familiare è tanta e Arthur Fellig, questo è il suo vero nome, abbandona gli studi per guadagnare qualche soldo. A 18 anni se ne va di casa stanco dell’oppressione ortodossa del padre aspirante rabbino. Determinato a diventare ricco e famoso, a diciannove anni noleggia un pony per fotografare in strada i bambini tirati a lucido in occasione dei giorni di festa. Poco dopo sviluppa e stampa per l’agenzia Acme fino a che nel 1935 vince 500 dollari con la schedina del baseball e si licenzia. Dal 1936 si dedica alla cronaca nera lavorando quasi esclusivamente di notte. Stupisce tutti gli addetti ai lavori, polizia compresa, poiché spesso e volentieri arriva sul luogo del crimine prima di chiunque altro potendo così fotografare senza limitazioni e consegnare per primo le foto  ai giornali. Il suo soprannome, non a caso, deriva foneticamente da ouija , un popolare gioco dell’epoca con cui si prediceva il futuro. In parallelo comincia a girare alcuni brevi filmati in 16mm sulla vita di New York. Weegee si installa per un decennio nella questura di Manhattan e fotografa circa cinquemila omicidi – avendo fiuto per gli affari sul retro della stampa timbra con la dicitura The famous Weegee . Non passa molto tempo che il MOMA acquista  cinque sue foto.

Weegee e il suo libro Naked City

Nel 1945, Weegee pubblica il suo primo e più importante libro, Naked City, dedicato gli abitanti di New York. Il volume, organizzato in capitoli con titoli come Assassinii, Morti improvvise , ma anche Quelli curiosi  e Domenica mattina a Manhattan , nutrirà negli anni a venire l’immaginario della rappresentazione della metropoli nella fotografia e nel cinema. Lo stesso Stanley Kubrick affermò che nei suoi primi due film prese ispirazione dal clima delle metropoli americane presenti nelle fotografie del suo amico Weegee. Il libro diventa subito un best seller e proclama Weegee il più grande degli street photographer. Col successo arrivano il danaro, le belle donne e le richieste di collaborazione. Si fa avanti anche Hollywood, dove si trasferisce nel 1947 per fare da consulente al film Naked City  (1948) ispirato al suo libro. Incentrato sul ritrovamento del corpo di una modella che aveva cercato il successo a New York, il film, girato da Jules Dessin, uno dei padri del genere noir, riuscì ad aggiudicarsi due Oscar. Weegee si inserisce nell’ambiente del cinema piuttosto bene anche  se soprannomina Hollywood “il paese degli zombie”. Charlie Chaplin gli rivela che Naked City  è per lui una delle cose più toccanti che abbia mai visto, Gene Kelly dà la prima festa in suo onore, negli studios della Disney lo invitano a proiettare i suoi lavori. Attori come Cary Grant gli chiedono l’autografo. È fotografo di scena, consulente speciale, nonché, in alcuni film, attore. Nel 1950 gira gli Stati Uniti come testimonial strapagato per promuovere il film Mentre la città dorme  prodotto dalla Universal, ma poi torna a vivere senza pretese in un monolocale di New York. Nel 1953 pubblica il libro Naked Hollywood . Ormai tutti lo cercano, i giornali mandano i loro  fotografi a osservare come lavora e lui continua la sua carriera anche in Europa, cercando più volte di girare lui stesso un film – non riuscendovi –. In compenso, fu molto ammirato da Stanley Kubrick che lo chiamerà a fare da consulente sul set de Il Dottor Stranamore  (1964) mentre il protagonista Peter Sellers si ispirerà proprio all’accento di Weegee per caratterizzare l’inglese con cadenza austriaca parlato dal suo personaggio. A chi gli chiedeva qual era il segreto del suo successo Weegee rispondeva che era sempre rimasto fedele a se stesso. La sua autobiografia Weegee by Weegee , pubblicata nel 1961, è dedicata alla sua macchina fotografica.


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