2 Agosto 2021 di Redazione Redazione

Avete mai sentito parlare del triangolo dell’esposizione? In questa rubrica scopriremo cos’è. E impareremo a prendere il controllo di diaframma, tempo di scatto e ISO per risultati creativi!

Il triangolo dell’esposizione

L’esposizione, correlata direttamente alla quantità di luce che raggiunge il sensore per “creare” l’immagine, è controllata da tre variabili. L’apertura del diaframma determina la “dose” di luce che entra nell’obiettivo. Il tempo di posa detta la durata dell’esposizione alla luce del sensore. Il livello ISO regola la sensibilità del sensore stesso alla luce (anche se, tecnicamente, non è proprio così: il livello ISO regola l’amplificazione del segnale del sensore).

Quale relazione?

Dobbiamo comprendere la relazione tra queste variabili perché ogni decisione che prendiamo in proposito ha un impatto sull’aspetto e sull’atmosfera dell’immagine, oltre che sulla sua luminosità. Per esempio, il diaframma è cruciale per il controllo della profondità di campo, la porzione di scena che appare nitida nell’immagine.

Anche il tempo di posa influenza la nitidezza perché i tempi più lenti possono introdurre mosso, causato dal movimento del soggetto o da un’imperfetta stabilità della fotocamera durante l’esposizione. Gli ISO ci aiutano ad arrivare alla miglior combinazione di tempo e diaframma quando la luce disponibile scarseggia. Ma attenzione: alzare il livello ISO riduce la qualità dello scatto.

Ecco in sostanza cos’è il triangolo dell’esposizione. Quando aumentiamo l’esposizione di una variabile (freccia verde), dobbiamo diminuirla della stessa quantità per uno o entrambi gli altri parametri di scatto (freccia rossa).

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Gli stop

L’esposizione si misura in “stop”. Ogni stop rappresenta un’esposizione pari al doppio o alla metà del vicino. Se aumentiamo l’esposizione di uno stop, il sensore riceve il doppio della luce. Se la diminuiamo di uno stop, la luce dimezza.

Diaframma, tempo di posa e ISO possono essere tutti descritti in termini di stop. Un tempo di scatto di 1/50 di secondo è 1 stop più luminoso di 1/100, perché il sensore viene esposto per il doppio del tempo. Allo stesso modo, 1/50 di secondo è 1 stop più buio di 1/25.

I livelli ISO sono altrettanto chiari. I numeri più bassi sono meno sensibili e quelli più alti più sensibili, quindi ISO 400 è 1 stop più luminoso di ISO 200. Le aperture di diaframma sono simili: aprire il diaframma di 1 stop fa entrare il doppio della luce, mentre chiuderlo di 1 stop ne fa entrare la metà. È la sequenza a essere un po’ meno ovvia: i numeri f/ più alti rappresentano i diaframmi più chiusi, mentre i numeri f/ più bassi corrispondono ai diaframmi ampi. Per ricordarcelo, pensiamo alle frazioni: 1/16 è meno di 1/4.

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