27 Settembre 2021 di redazionesf

Se stai cercando un programma “tutto-in-uno” per gestire i tuoi archivi fotografici con la massima efficacia, Lightroom è una scelta pressoché obbligata. Soprattutto nella versione stand alone “Classic”, infatti, è capace di seguirti lungo tutto il flusso di lavoro, dal trasferimento delle immagini dalla memory card della fotocamera alla stampa e al web. Offrendoti strumenti che pochi altri software possono vantare, in particolare dal punto di vista dell’organizzazione e dello sviluppo dei file.

Per scoprirne tutti i segreti, non perderti il nostro nuovo speciale Lightroom – Tutti i segreti del programma di Adobe (in edicola o a questo link). Nelle 132 pagine di questa guida troverai la spiegazione dettagliata di tutti gli strumenti del software, anche nell’edizione “leggera” cloud-centrica chiamata semplicemente Lightroom – snella nelle operazioni e perfetta per lavorare in mobilità sulle nostre foto con qualsiasi dispositivo portatile, dal notebook allo smartphone.

Ti diamo qui una piccola anticipazione dei contenuti della guida parlando di Colour grading.

Lightroom e il pannello Color grading

Color grading è un termine ben conosciuto nel mondo dei filmmaker. Si riferisce alla fase finale del video editing durante la quale si aggiunge una “variante cromatica” al risultato, così da conferirgli la capacità di trasmettere un particolare stato d’animo.

La dominante blu-verde, per esempio, viene associata istintivamente a molti film di distopia urbana oppure fantascientifici – ci basti ricordare la famosa trilogia di Matrix, dove questa variante è appunto preponderante.

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Seppure il processo a livello tecnico sia diverso per le foto, l’analogia è comunque calzante. Nei mondi di Instagram o Snapchat, l’operazione si riduce ad applicare un banale filtro. In Lightroom Classic e cloud based – al posto del vecchio Divisione toni – troviamo oggi il pannello Color Grading che, con l’ausilio di tre nuove “ruote colore” (presenti anche in Adobe Camera Raw e in un software di editing video professionale come Adobe Premiere) consente di assegnare ancor più rapidamente tonalità di colore diverse a luci, alle ombre e, novità, ai mezzitoni – in base quindi alla luminosità dei pixel.

Passo passo in Lightroom…

1 – Le ruote dei colori

Sopra le ruote troviamo una serie di icone per selezionare il tipo di visualizzazione. La prima icona consente di avere sott’occhio tutte e tre le ruote. Cliccando sulle tre successive avremo a schermo una versione ingrandita della ruota di ciascun controllo. Nell’ordine, da sinistra a destra, Ombre, Mezzitoni e Luci. L’ultima icona ci porta alla nuova ruota Globale che permette di applicare sull’intera immagine una regolazione globale di tinta e luminanza.

2 – Saturazione, dal centro alla periferia

Clicchiamo sul cerchietto all’interno della ruota e spostiamolo per regolare sia la tonalità sia la saturazione. La distanza dal centro controlla la saturazione. Quando il cerchietto è al centro della ruota, la saturazione del colore scelto è pari a zero. Quando si trova ai confini della ruota, sul bordo, è uguale a 100. I valori H, S e L che appaiono sopra ciascun cerchio al passare del puntatore mostrano rispettivamente i valori di Tonalità, Saturazione e Luminanza.

3 – Scegliamo la Tonalità

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In modo analogo, la posizione relativa del cerchietto nella ruota consente di scegliere la tonalità. Notiamo che all’esterno della ruota c’è un’ulteriore “maniglia”, dedicata esclusivamente alla tonalità. Muovendola interverremo su quest’ultima senza rischiare di modificare la saturazione. Un doppio clic sui cerchietti o sui cursori riporta questi ultimi in posizione centrale.

4 – Il cursore Luminanza

Sotto ciascuna ruota troviamo il cursore delle Luminanza. Impostabile su valori da -100 a +100 e utile per dare colore anche ai neri e ai bianchi “puri” che altrimenti rimarrebbero tali anche dopo il viraggio dei toni intermedi (i controlli Esposizione, Luci e Ombre restano però la scelta migliore per le regolazioni). Clicchiamo sull’icona a forma di occhio per “spegnere” provvisoriamente l’effetto di ciascuna ruota.

5 – Bilanciamento e fusione

Con il cursore Bilanciamento stabiliamo la “forza” della regolazione a favore dei toni più scuri (spostando il cursore a sinistra) o quelli più chiari (muovendolo verso destra). La posizione del cursore stabilisce quindi anche quali siano i “mezzitoni”. Fusione, invece, ci permette di controllare di quanto ombre, luci e mezzitoni finiscano per “sovrapporsi”.

6 – Il buon equilibrio

Il valore di default per Fusione è 50 e fornisce un buon livello di morbidezza e indipendenza ai differenti range tonali. Ciò non significa che a zero i toni restino completamente separati – la transizione è comunque garantita. E anche spostando il cursore su 100 l’effetto può variare da foto a foto, quindi è bene sperimentare scatto per scatto.

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