1 Ottobre 2021 di Redazione Redazione

Sentiamo sempre più spesso parlare di sensori full-frame. Ma di cosa si tratta esattamente? E perché abbandonare i sensori più piccoli a favore di quelli più grandi?

Full-frame e rumore

I pixel più piccoli sono più soggetti al rumore, mentre quelli più grandi catturano più luce. Dunque, a parità di sensibilità ISO, permettono di ottenere immagini più pulite. Un sensore full-frame ha un’area più grande e i suoi pixel possono essere fisicamente più grandi. Ecco perché una fotocamera full-frame di norma offre impostazioni ISO standard più elevate

La gamma dinamica

La “gamma dinamica” è il range di intensità della luce in un’immagine, dalle ombre più scure (1) alle luci più alte (2). Non tutte le fotocamere hanno un intervallo di pari estensione. Ma i sensori full-frame, con i loro pixel più grandi, partono avvantaggiati e riescono a catturare più toni in una singola esposizione.

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L’istogramma è la nostra guida. Se il tracciato (la gamma dinamica dell’immagine) rimane inscritto nei confini dell’asse orizzontale (la gamma della fotocamera – 3), significa che abbiamo catturato tutta l’estensione tonale della scena.

La profondità di campo

Un obiettivo può essere a fuoco solo su una particolare distanza, ma la nitidezza non inizia e finisce in quel preciso punto. La perdita di definizione è graduale, sia davanti sia dietro il punto di fuoco. La fascia di apparente nitidezza che si genera è detta profondità di campo.

L’ampiezza della profondità di campo è influenzata da diversi fattori, tra cui l’apertura del diaframma, la distanza di fuoco e, sì, la dimensione del sensore. I sensori full-frame rendono più semplice ottenere una profondità di campo ridotta rispetto ai sensori più piccoli. Non è che creino una più ridotta profondità di campo. È solo che, per ottenere lo stesso ingrandimento, devono essere più vicini al soggetto rispetto ai sensori APS-C o Micro Quattro Terzi.

Più vicino si mette a fuoco e più si riduce la profondità di campo, ed ecco spiegato l’arcano. Naturalmente, è possibile ridurre la profondità di campo anche con un sensore piccolo, ma servono un obiettivo più lungo, un diaframma più aperto (come f/1.8 o f/2.8) o uno sfondo più lontano. I sensori full-frame offrono più controllo su questo processo.

Una profondità di campo estesa è ideale per esempio per un paesaggio, quando vogliamo mostrare nitidi quanti più dettagli possibili, ma una profondità ridotta aiuta a dare più enfasi al soggetto ed è la scelta perfetta per ritratti di persone o animali.

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Full-frame

Rispetto a una fotocamera con sensore più piccolo, una full-frame impone di arrivare più vicini al soggetto per catturarlo delle stesse dimensioni, con la conseguenza di una riduzione della profondità di campo. Se vogliamo estenderla, chiudiamo il diaframma o allontaniamoci e ritagliamo l’immagine in post-produzione.

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APS-C

Il fattore di moltiplicazione focale dei sensori più piccoli, come gli APS-C, fa sì che il soggetto debba essere inquadrato da maggiore distanza per ottenere lo stesso ingrandimento. A parità di lunghezza focale, l’immagine guadagna una profondità di campo più estesa.

 

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