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Dal ritratto al nudo artistico: come affrontare il set #1

Dal ritratto al nudo artistico: in ogni occasione, bisogna saper affrontare il set nel modo giusto! Non solo bisogna saper disporre le luci o guidare chi sta posando. Ma anche gestire e superare il naturale imbarazzo che può esserci quando ci si trova a ritrarre una modella in vari stadi di nudità. La modella e fotografa Natasha J Bella ci dà qualche utile consiglio!

In questa prima parte della rubrica analizzeremo il ritratto e la fotografia in stile rivista di moda. Cominciamo?

Scatto 1 – Ritratto flower power

Per il primo scatto, Natasha ha montato un beauty-dish su un C-stand (un robusto stativo con braccio “a giraffa”). «Permette di portare la luce direttamente sopra la posizione di scatto. Così è possibile lavorare liberamente, senza dover costantemente girare attorno a uno stativo», ha spiegato. Per alleggerire le ombre proiettate dalla luce sotto il mento, la fotografa ha anche posizionato direttamente davanti a sé un riflettore argentato.

Con fiori nei capelli e un fondale giallo, ha dato allo scatto un’atmosfera fresca, solare, estiva. Il nostro fotografo ha realizzato un primo scatto di prova e Natasha ha controllato esposizione e composizione, poi lo ha invitato a iniziare sul serio la sessione e ha cominciato a cambiare posa ed espressione a ogni clic.

Scatto 2 – Ritratto in bianco e nero

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Senza modificare l’allestimento luci, Natasha ha chiesto al fotografo di passare al Picture Control Monocromatico e si è cambiata d’abito per il secondo scatto. «Fotografiamo in RAW, quindi le immagini conserveranno i dati sul colore, ma è importante che l’anteprima sia vicina al risultato finale», ha spiegato quando è riapparsa con una parrucca metallica. Nel mentre srotolava uno sfondo pieghevole con un motivo invecchiato. «L’illuminazione è la stessa, le impostazioni sono le stesse. Ma le immagini avranno un aspetto completamente diverso».

Scatto 3 – Il glamour

Il passaggio successivo è la fotografia in stile rivista di moda. Abbiamo chiesto alla fotografa quali siano le differenze tra glamour, nudo artistico e boudoir: «Il glamour è molto suggestivo, la modella affronta la fotocamera direttamente, c’è un contatto diretto di sguardo. Mentre i nudi artistici sono costruiti molto di più su contorni e forme, giocano con luce e ombra. Il boudoir è un’altra cosa. È divertente, giocoso, e nelle inquadrature è inclusa una porzione molto più ampia dell’ambiente».

Per il terzo scatto, Natasha si è cambiata, indossando un body semi-trasparente e bigiotteria dorata. Un look deliberatamente barocco e sensuale. Ha montato un fondale di carta bianca, verso cui ha puntato due luci, una per lato. Una terza luce è angolata di tre quarti sul davanti. Ha chiesto al nostro fotografo di eseguire uno scatto di prova attivando solo i flash sul fondale, che è venuto quasi completamente bruciato. «Proprio come è giusto che sia!», ha commentato. «Adesso proseguiamo a illuminare me!».

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Una volta soddisfatto delle luci, il fotografo ha realizzato una sequenza di scatti, mentre Natasha cambiava posa di continuo. Insieme, ne hanno verificato la nitidezza dal dorso della fotocamera. Si è fatta l’ora di pranzo. «È importante fare pause», ha specificato Natasha, tirando fuori un vassoio di tramezzini preparati in precedenza. «Ci dà il tempo di ripensare all’andamento della sessione, di prepararci alla prossima. Serve al fotografo e alla modella. Costringersi a produrre infiniti sorrisi dopo un po’ è davvero stancante!».


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