Larry Towell accompagna musicalmente la proiezione delle sue foto alla Sem Presser Lecture, durante la cerimonia di premiazione del World Press Photo ad Amsterdam nel 2013 (foto ©Cecile Mella)

Larry Towell: il fotografo Magnum che fa concerti e vende dischi

Può sembrare strana l’agenda con gli impegni lavorativi di Larry Towell. Un giorno inaugura una mostra fotografica e un altro è in sala di registrazione per il nuovo disco. In viaggio per scattare un reportage e per esibirsi in un concerto. Non parliamo di un fotografo professionista con un semplice interesse per la musica o, viceversa, di un affermato cantautore che, nel privato, coltiva e pratica la fotografia. Il caso Towell è decisamente unico e sorprendente: due respiri in una sorta di magnifico anfibio, due forme espressive giocate entrambe ad altissimo livello e con potentissimi intrecci tra di loro.
Nato in Ontario nel 1953, figlio di un carrozziere, nella sua città studia arti visive; dopo un periodo di volontariato in India nel 1976, una volta rientrato, decide di dare lezioni di chitarra. Tutti, in famiglia, suonano e questa “famiglia musicale” arrotonda le entrate prestandosi per matrimoni e feste. È solo nel 1984 che intraprende la strada del reportage come freelance lavorando, tra l’altro, in Nicaragua al tempo della guerra tra i contras e il governo sandinista, durante la guerra civile in Salvador, sui veterani della guerra del Vietnam. Recupera in fretta e solo quattro anni dopo è candidato per l’ingresso nell’agenzia Magnum, ufficializzato poi nel 1993 dopo il lungo iter di iniziazione. Pubblica sulle maggiori testate del mondo e si dedica anche a progetti di lungo respiro, tra cui quello sui Mennoniti– minoranza religiosa che vive rifiutando la modernità – e sul conflitto israelo-palestinese, lavori che daranno vita a libri fotografici memorabili: The Mennonites  (2000) e Then Palestine  (1999); sarà poi in Afghanistan per ben cinque volte tra il 2008 e il 2011. Un’intensa carriera, tutt’ora in corso, che lo ha visto anche ricevere prestigiosi premi del settore come il W. Eugene Smith Award (1991), il World Press Photo (1994), l’Alfred Eisenstadt Award (1998) e l’Hasselblad Foundation Award (1999).
E la musica, dunque, è rimasta nel ricordo di quel giovane che si guadagnava da vivere insegnando chitarra e suonando ai matrimoni insieme al padre? Niente affatto! Non solo ha continuato a coltivarla, ma ne ha fatto una seconda carriera, e non una seconda vita, giacché la vita di un uomo è una sola. Tra un reportage e un concerto, sempre più le due attività di Larry Towell sono andate, com’era forse scritto nel suo destino, a confluire. E da diversi anni, questo singolare autore che è fotografo, musicista, ma anche poeta e scrittore, si esibisce in pubblico con l’esplosione multimediale della sua visione del mondo. Una multimedialità – sia chiaro – molto analogica, ruspante ed emozionante in un teatro puntualmente sold out. Lui, bretellone e cappello di paglia in testa, con chitarra e vecchi strumenti musicali country in legno, tasti e mantici, canta e suona mentre sullo sfondo sono proiettate le sue celebri fotografie. Lui musicista è la colonna sonora, dal vivo, di se stesso fotografo. Una meraviglia e una forza della natura.

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Larry Towell accompagna musicalmente la proiezione delle sue foto alla Sem Presser Lecture, durante la cerimonia di premiazione del World Press Photo ad Amsterdam nel 2013 (foto ©Cecile Mella)

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