Cavallo in movimento, 1878 - © Eadweard Muybridge/ Wikimedia Commons

Nasce Eadweard Muybridge, pioniere della fotografia di movimento: è il 9 aprile del 1830

Eadweard Muybridge è il pioniere della fotografia del movimento. Dalla carriera di libraio ed editore, passò alla fotografia eseguendo inizialmente delle immagini di grande pregio dedicate al Parco Nazionale di Yosemite – le opere furono d’ispirazione al lavoro di Ansel Adams –. Ma il suo nome entrò di diritto nella storia della fotografia quando, nel 1872, l’uomo d’affari e governatore della California, nonché grande appassionato di cavalli, Leland Stanford gli chiese di utilizzare questo medium per comprendere al meglio come l’animale si muovesse alle varie andature, soprattutto al galoppo. Muybridge s’ingegno e nel 1878 riuscì a fotografare con assoluta precisione un cavallo in corsa utilizzando 24 fotocamere collocate parallelamente lungo il tracciato. Ogni macchina era azionata da un filo colpito dagli zoccoli. La sequenza chiamata The Horse in motion evidenziava come gli zoccoli si sollevassero dal terreno contemporaneamente, ma in modo del tutto diverso da quello presupposto. Fino ad allora si pensava che il sollevamento avvenisse nella posizione di massima estensione – significativi, a tal proposito, rimangono i dipinti e i disegni di inizio Ottocento come quello dell’artista francese Théodore Géricault dal titolo Il Derby a Epsom (1821) –. Si comprese, invece, che, al galoppo, un cavallo colpisce il terreno in tre tempi e poi ha un momento di sospensione nella contrazione, prima di riprendere la spinta con le zampe posteriori. I risultati ottenuti destarono grande interesse e influenzarono l’attività di scultori e pittori, anche dei più scettici, convinti ormai ad affidarsi al mezzo fotografico per meglio riprodurre quello che la normale capacità visiva dell’uomo non riusciva a cogliere. Dal cavallo, Muybridge passò ben presto allo studio del volo degli uccelli e  al movimento di vari animali dello zoo di Filadelfia, fino a giungere allo studio dell’essere umano. Famosissimi rimangono i suoi nudi in movimento fotografati in corsa, nel salire le scale, nel portare secchi d’acqua e in altre situazioni.


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