Un professionista ci svela i segreti dei ritratti in studio, in particolare la gestione del set e delle luci: replichiamoli anche a casa!

16 Agosto 2022 di Redazione Redazione

Il fotografo professionista Canon Phil Barker ci svela tutti i segreti dei ritratti in studio. In particolare, come allestire il set, gestire la luce e interagire con il soggetto. E il bello è che tutte le tecniche che vedremo applicate in studio sono facili da replicare anche a casa!

Ritratti in studio #1

ritratti in studio

Come primo approccio all’uso delle luci da studio, Phil propone un allestimento davvero semplice, con una sola unità flash e un softbox ottagonale alla destra del soggetto (1). Qui abbiamo usato un grande fondale di velluto nero (2) per assorbire tutta la luce e ottenere uno sfondo scurissimo, in armonia con l’illuminazione d’atmosfera.

Per dare più enfasi alle ombre sul lato del viso opposto alla luce, Phil ha posizionato un pannello di polistirolo nero (3) vicino al flash, per ridurre le ombre su quel lato. Ha poi montato un obiettivo EF 85 mm per un primo piano molto stretto, esposto a f/2.8 e messo a fuoco sull’occhio più vicino.

I preparativi

Modalità manuale
«Anche se siete abituati a esporre in manuale, quando usate unità flash in studio il processo è diverso. Non avete alcuna illuminazione ambientale di cui tenere conto: scegliete diaframma, tempo di scatto e ISO e poi regolate le luci per la luminosità che volete. Provate a partire con la fotocamera impostata su f/5.6, 1/200 di secondo e ISO 100 e la potenza delle luci intorno alla metà scala», consiglia Phil.

Impostazione dell’autofocus
Per un ritratto perfetto, dobbiamo sfruttare il meglio che il nostro sistema AF può offrirci. Se non possediamo una fotocamera dotata di riconoscimento degli occhi, Phil suggerisce di impostare la modalità 1 punto AF, per una messa a fuoco accurata, ma sottolinea: «Dovete essere molto precisi e portare il punto AF esattamente sull’occhio più vicino del soggetto». Inoltre, più il diaframma è aperto (per esempio su f/4) e più è vicino il punto di fuoco, più si riduce la profondità di campo – e i sensori di oggi hanno una risoluzione tale da mettere in luce il minimo errore!

Il kit pro: luci da studio e trigger wireless

Phil è soddisfatto dell’eccellente qualità, dell’affidabilità e della solidità delle unità da studio Profoto D4: «Oltre che essere molto potenti, permettono di portare l’intensità del lampo a impostazioni molto basse, per gli scatti a diaframma più aperto, e, grazie alle batterie alimentate a corrente, i tempi di ricarica sono rapidissimi. Per attivarle in remoto uso i trigger PocketWizard Plus X». Phil però ha anche aggiunto: «Fuori dallo studio uso le più economiche unità a batteria Godox con i loro trigger».

Ritratti in studio: l’idea pro

Prima di mettersi al lavoro, e prima che la modella, Tyla, arrivasse, Phil ci ha mostrato alcuni suoi ritratti, realizzati in studio con diversi allestimenti luce. «Studiare a schermo precedenti ritratti e stili di illuminazione può aiutarvi a prepararvi e pianificare, così potete cominciare a montare unità flash, modificatori e fondali ancora prima che la modella arrivi!», spiega.

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