12 Marzo 2019 di Vanessa Avatar

Paolo Pellegrin, membro di Magnum Photos, vincitore di 10 World Press Photo Award e di riconoscimenti come l’Eugene Smith Grant in Humanistic Photography e il Robert Capa Gold Medal Award, sarà protagonista, con i suoi scatti, della mostra organizzata per il decennale del festival di antropologia Pistoia – Dialoghi sull’uomo, che quest’anno avrà come tema “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini”.
Il festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo, che lo scorso anno ha registrato 30.000 presenze, taglia il traguardo dei dieci anni. La decima edizione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, si terrà a Pistoia dal 24 al 26 maggio 2019. Per il decennale la direttrice Giulia Cogoli, che firma il programma sin dalla prima edizione, ha scelto il tema “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini”. Con-vivere è un “mestiere”, nel senso che la società è un ambito di costruzione, non un approdo naturale dell’essere umano. In un ecosistema sociale complesso, segnato da continui mutamenti e da un’accelerazione generale, in cui i rapporti sono costantemente mediati dal digitale, diventa sempre più difficile dialogare in modo profondo ed egualitario.
Voci autorevoli del panorama culturale italiano e internazionale rifletteranno su come e perché noi umani stiamo insieme, su come ci rapportiamo con gli altri esseri viventi, con gli animali e con la natura. Con-vivere significa “vivere con”, vivere assieme nel rispetto dell’altro.
Proporre il tema convivenza significa interrogarsi su come si forma il legame sociale, scandagliare il rapporto tra convivenza e conflitto, parlare di famiglia e comunità, analizzare come altre società e altre epoche hanno realizzato la convivenza. «Riflettere sui linguaggi e sulle pratiche del vivere insieme vuole essere anche un modo per valorizzare e riprendere il percorso decennale che i Dialoghi hanno compiuto – afferma Giulia Cogoli. Un percorso di tematiche che si tengono assieme e che compongo, anche grazie ai contributi di alcuni fra i più importanti intellettuali contemporanei, un grande mosaico culturale, fatto di tante tessere, pensieri, approfondimenti, con una forte visione e valenza unitaria. Questo è forse il punto di eccellenza e di forza dei Dialoghi: produrre cultura – una cultura della convivenza – e farlo in un percorso ideato e costruito appositamente, sia all’interno del singolo programma di ogni anno, sia nella visione più ampia del decennale».

 

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