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Steve McCurry: Double vision. Lo sguardo sul mondo

Kabul, Afghanistan, 2008 © Steve McCurry

Tutto ha inizio con un lavoro di cronaca per un giornale locale. Oggi, Steve McCurry  viaggia nel mondo con il desiderio di esplorarne la vita. Fedele al proprio istinto, si è costruito una solida reputazione in Afghanistan seguendo i tragici eventi del conflitto. Aveva 29 anni. Reporter del National Geographic , vincitore quattro volte del World Press Photo, ha proseguito nella ricerca di storie da raccontare recandosi negli angoli più sperduti del pianeta, privilegiando, negli anni, il subcontinente indiano – lo visiterà più di 70 volte –, la Cina e il Medio Oriente. Con il tempo ha arricchito il proprio archivio al punto di poter offrire delle investigazioni tematiche che narrano di popoli e culture. Ne sono un chiaro esempio le esposizioni dedicate al cibo  (Museo San Domenico di Forlì ) e alla lettura  (Gallerie Estensi di Modena ). Una doppia visione dell’opera di Steve McCurry proposta in due città italiane

Steve McCurry: Cibo

Proprio per il suo valore universale, il cibo diviene un magnifico luogo investigativo e di conoscenza per comprendere diversità e ricchezze. Ottanta scatti , molti dei quali inediti, compongono un percorso espositivo che si sviluppa in cinque sezioni : la prima introduce al ciclo della vita per proseguire poi con il pane, inteso come alimento primario, la produzione, la trasformazione e la coesione sociale che il cibo genera nel consumo quotidiano . Prodotta da Civitas con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la mostra guarda ai singoli individui come alle comunità, ai mercati, tra colori e sapori, dando vita a un viaggio tra Europa, Asia e America Latina.

Dove: Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì
Orari: da martedì a domenica ore 9.30-19
Prezzi: 12 euro
Fino al 6 gennaio 2020

Steve McCurry: Leggere

Con settanta immagini, il fotografo statunitense racconta la passione per la lettura e il suo grado di accomunanza a ogni latitudine. Le immagini in mostra alle Gallerie Estensi di Modena ritraggono persone colte nei luoghi di preghiera in Turchia, tra le strade e i mercati in Italia, negli affollati ambienti dell’India e nei silenzi dell’Asia orientale. La lettura è un intimo atto consumato da giovani e anziani immersi tra le pagine di libri, giornali e riviste. Il percorso espositivo ha il lodevole compito di risultare un autentico luogo di scoperta e di ricerca visiva dal carattere sociologico/ antropologico culturale. Le fotografie sono accompagnate, a mo’ di contrappunto, da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo con l’intenzione di coinvolgere il visitatore in un rapporto con la lettura e con le immagini.

Dove: Gallerie Estensi
Largo Porta Sant’Agostino 337, Modena
Orari: da martedì a sabato ore 8.30- 19.30. Domenica e festivi ore 10-18.
Prezzi: 10 euro
Fino al 6 gennaio 2020

 

Questo e molto altro sul nuovo numero de Il Fotografo in edicola e disponibile online 

 

Steve McCurry si racconta. Le storie dietro le fotografie

Steve McCurry. Le storie dietro le fotografie” offre uno sguardo inedito sul lavoro del celebre fotoreporter americano.

14 fotoreportage, realizzati in tutto il mondo nel corso della sua lunga carriera, scandiscono il ritmo di questo volume: ogni storia è illustrata con appunti, immagini, ricordi e circa 120 tavole fotografiche con i lavori più significativi. Accanto alle foto, un vasto archivio formato da materiali non fotografici, molti dei quali inediti: oggetti, diari, documenti, come articoli di giornale, mappe, i lasciapassare iracheni per la stampa. Un affascinante libro fotografico, ma anche storico edito da Electa e Phaidon, che spiega i contesti sociali e storico-politici in cui ciascun reportage è stato realizzato.

Foto Storica: Camels and oil fire. Kuwait, 1991 di Steve McCurry

Camels and oil fire. Kuwait, 1991 Steve McCurry

Una visione apocalittica delle conseguenze delle guerra ci viene offerta da Steve McCurry con la sua Camels and oil fire. Kuwait, 1991
Un incendio petrolifero in Kuwait: dalla terra  salgono le fiamme, in cielo fluttuano nuvole di denso fumo nero e tre cammelli vagano nel campo, alla ricerca di acqua e salvezza.  La fotografia è tratta Dall’opera The Persian Gulf: After the storm. 1991, e simboleggia gli effetti drammatici e devastanti della guerra del Golfo sull’ambiente e sulla fauna selvatica locale.

 

 

 

Ottobre: tempo di mostre e festival!

Lounging Leopard © Skye Meaker – Wildlife Photographer of the Year

A ottobre le mostre e i festival di fotografia si moltiplicano! Non lasciamoci scoraggiare da una giornata di pioggia e dall’inverno che avanza: approfittiamo dei tanti appuntamenti in programma per ritrovare il buonumore e immergerci nelle emozioni che solo l’ottava arte sa regalare. “È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”, diceva Richard Avedon a proposito di un giorno trascorso senza la fotografia… come potremmo dargli torto?

Festival della Fotografia Etica – Lodi

Dal 5 al 27 ottobre, Lodi ospita la decima edizione del Festival della Fotografia Etica: un traguardo importante che premia il lavoro degli organizzatori – Alberto Prina e Aldo Mendichi, con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine – e di tutti coloro che hanno creduto nella volontà del festival di “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di parlare alle coscienze”. Nel corso del festival si potranno ammirare i lavori dei vincitori del concorso World Report Award 2019. A completare il programma, la sezione Uno sguardo sul mondo, dedicata alla cronaca dell’ultimo anno, lo Spazio Approfondimento, lo Spazio Tematico e il Premio Voglino. Ancora una volta, affermano Alberto Prina e Aldo Mendichi, il festival conferma il ruolo della fotografia come «linguaggio principe della nostra epoca. Raggiunge velocemente la sensibilità di chi la fruisce, accendendo la lampadina della riflessione e della discussione».
www.festivaldellafotografiaetica.it

Festival di Fotografia – Gassino Torinese (TO)

Dal 5 al 13 ottobre, l’Associazione Culturale Arketipo, presieduta da Mario Sabatino, presenta la seconda edizione del Festival di fotografia di Gassino Torinese – intitolata “Incroci” – che coinvolgerà anche il comune limitrofo di Castiglione Torinese. Tra gli autori ospiti, Maurizio Galimberti, di cui si potrà scoprire Progetto Emilia. Prime Istantanee, serie che racconta le terre di pianura muovendosi liberamente tra passato e presente, e Daniele Pellegrini, storico frontman della rivista Airone, di cui si potrà condividere una riflessione sul viaggio grazie a una videoproiezione realizzata per la kermesse. Il programma si arricchisce di due mostre firmate dalle associazioni culturali Arketipo e Time-photo, dedicate a La città che cambia e al Parco Dora, e di una collettiva degli X-Photographer Fujifilm. Durante il fine settimana di apertura del festival (5-6 ottobre), la nostra redazione sarà presente per le letture portfolio e per due talk con Daniele Pellegrini e Niccolò Biddau guidati da Giovanni Pelloso.
www.facebook.com/Gassino-Cultura-733783610306507

Sony World Photography Awards – Monza

Fino al 3 novembre, la Villa Reale di Monza ospita la mostra delle immagini vincitrici e finaliste dei Sony World Photography Awards, prestigioso concorso giunto alla dodicesima edizione. A trionfare è stato il fotoreporter italiano Federico Borella, che si è aggiudicato il titolo di Fotografo dell’Anno grazie alla serie Five Degrees, che indaga la piaga dei suicidi maschili nella comunità agricola di Tamil Nadu, nel Sud dell’India, colpita dalla più grave siccità degli ultimi quattordici anni. Altri quattro italiani hanno ricevuto importanti riconoscimenti. Tra loro, Alessandro Grassani è il vincitore della categoria Sport con la serie Boxing Against Violence: The Female Boxers of Goma, che racconta come la box rappresenti un mezzo per affrontare le difficoltà e un luogo sicuro per molte donne a Goma, provincia di Kivu Nord, nella Repubblica Democratica del Congo.
www.worldphoto.org/it

Wildlife Photographer of The Year – Milano

Dal 4 ottobre al 22 dicembre, va in scena presso la Fondazione Luciana Matalon la mostra che raccoglie le cento immagini premiate alla 54esima edizione del Wildlife Photographer of The Year, il prestigioso concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra. Il fotografo olandese Marsel van Oosten ha vinto l’ambito titolo di Wildlife Photographer of the Year 2018 per il suo straordinario scatto, The Golden Couple, che raffigura due scimmie dal naso dorato nella foresta temperata delle montagne cinesi di Qinling, l’unico habitat per queste specie a rischio di estinzione. Sei i fotografi italiani premiati, a partire da Marco Colombo che ha conquistato la vittoria nella categoria “Natura urbana” con lo scatto Crossing Paths: protagonista è un orso marsicano avventuratosi nottetempo nelle strade di un paesino del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’Associazione culturale Radicediunopercento di Roberto Di Leo, che organizza la mostra, propone anche una serie di incontri, seminari e visite guidate.
www.radicediunopercento.it

Steve McCurry. Cibo – Forlì

Fino al 6 gennaio, i Musei San Domenico di Forlì ospitano una mostra tematica che vuole indagare un ambito particolare dell’immensa produzione di Steve McCurry, uno dei nomi più conosciuti della storia della fotografia. Cibo, esposizione inedita a livello mondiale a cura di Monica Fantini e Fabio Lazzari in collaborazione con Sud Est 57-Biba Giacchetti, raccoglie ottanta scatti – in larghissima parte mai esposti e stampati prima – realizzati da McCurry tra America Latina, Asia ed Europa nel corso della sua carriera. Particolare il progetto scenico dell’esposizione, ideato da Peter Bottazzi, che si articola in cinque sezioni: dopo la prima parte, che introduce al ciclo di vita del cibo, la seconda mostra il pane come alimento primario, linguaggio universale. La terza sezione è dedicata alla produzione del cibo e al lavoro nei campi, nelle piantagioni, in mare. La quarta è focalizzata sulla trasformazione del cibo; la quinta, infine, è dedicata alla coesione che questo genera, allo stare insieme nel consumarlo. La mostra – inserita nell’ambito di Buon Vivere, kermesse nazionale ideata da Monica Fantini e dedicata a economia etica, uguaglianza, innovazione responsabile e sostenibilità – riporta, dunque, il cibo al suo valore centrale di vita.
www.mostramccurry.it

Eve Arnold. All About Women – Abano Terme (PD)

Fino all’8 dicembre, la Casa-Museo Villa Bassi ospita un’ampia retrospettiva dedicata ai ritratti femminili di Eve Arnold, a cura di Marco Minuz. Figlia di un rabbino emigrato dalla Russia negli Stati Uniti, l’autrice contende a Inge Morath il primato di prima fotografa donna a essere entrata a far parte della celebre agenzia Magnum. A chiamarla, nel 1951, fu lo stesso Henri Cartier-Bresson, uno dei fondatori dell’agenzia, colpito dalle immagini realizzate dalla Arnold durante le sfilate nel quartiere afroamericano di Harlem, a New York. Da allora, che si trattasse delle donne afroamericane o delle dive di Hollywood (profondo il sodalizio con Marylin Monroe), Eve Arnold ha saputo utilizzare la sua notevole sensibilità per farsi interprete – donna fra le donne – della femminilità in tutte le sue sfumature.
www.museovillabassiabano.it

 

United Colors of Photography – Roseto degli Abruzzi (TE)

Dal 4 al 6 ottobre va in scena a Roseto degli Abruzzi la nona edizione del Festival nazionale di fotografia United Colors of Photography che si arricchisce quest’anno di nuove iniziative e attività legate all’ottava arte in tutte le sue forme. Tra gli ospiti, Tony Gentile, fotogiornalista siciliano con trent’anni di esperienza, che racconterà il suo vissuto e come è cambiato il fotogiornalismo rispetto al passato. In programma anche mostre, letture portfolio, incontri con gli autori e workshop per un’immersione totale nella fotografia.

www.ucop.it 

 

Steve McCurry, Cibo: un racconto fotografico sul cibo come elemento universale

Srinagar, Kashmir, 1996 © Steve McCurry

Steve McCurry, Cibo. Un racconto fotografico sul cibo come elemento universale, pur così diverso da Paese a Paese, un giro del mondo sui modi di produrlo, trasformarlo e consumarlo nella messa in evidenza del suo valore, dell’attenzione al non spreco e della cultura a cui lo stesso rimanda, ponte di conoscenza tra i popoli. 80 gli scatti in mostra del 4 volte vincitore del World Press Photo, Steve McCurry. Da sabato 21 settembre 2019 a lunedì 6 gennaio 2020, i Musei San Domenico di Forlì (Piazza Guido da Montefeltro 12) accolgono la mostra “Cibo” del fotografo americano Steve McCurry: un’esposizione inedita a livello mondiale con immagini per larghissima parte mai esposte e stampate prima. La mostra, prodotta da Civitas srl, con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è parte del capitolo “Mostre del Buon Vivere” dell’omonimo progetto di marketing territoriale. L’inaugurazione riservata alla stampa, alla quale sarà presente lo stesso Steve McCurry si terrà venerdì 20 settembre in occasione del Festival del Buon Vivere. Il fotografo sarà inoltre protagonista di un incontro del ciclo Experience Colloquia venerdì 20 settembre alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Giacomo. Il progetto scenico della mostra, ideato da Peter Bottazzi, si sviluppa in cinque sezioni che seguono il ciclo di vita del cibo. Le fotografie, scattate da McCurry tra America Latina, Asia ed Europa nel corso della sua carriera ultratrentennale, sono accompagnate da strutture scenografiche e da video che rendono la visita un’esperienza immersiva dal punto di vista fisico ed emozionale. Dopo la prima sezione che introduce al ciclo di vita del cibo, la seconda mostra il pane come alimento primario, linguaggio universale. La terza sezione è dedicata alla produzione del cibo e quindi al lavoro nei campi, nelle piantagioni e in mare.
La quarta è focalizzata sulla trasformazione del cibo, mentre la quinta è dedicata alla coesione che questo genera, allo stare insieme nel consumarlo, nello sfamarsi, nel non sprecarlo, il cibo riportato al suo valore centrale di vita.

 

Per informazioni sulla mostra: info@mostramccurry.it, www.mostramccurry.it

“Cibo”, gli scatti di Steve McCurry in anteprima mondiale

“Cibo”, la mostra del famoso fotografo Steve McCurry, prodotta da Civitas con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi, andrà in scena, in anteprima mondiale ai Musei San Domenico di Forlì.
Soggetto protagonista della nuova esposizione è il cibo considerato nella diversità che caratterizza ogni cultura, ma anche come necessità universale che lega tutti gli individui.
Le opere saranno divise in cinque sezioni: un’introduzione al ciclo della vita del cibo, il pane come alimento primario, il lavoro nelle piantagioni e in mare, la trasformazione del cibo e la coesione che esso genera.

Steve McCurry, Cibo
Dal 21 settembre al 6 gennaio 2020
Musei San Domenico Forlì

Steve McCurry a Forlì con la prima mondiale di “Cibo”

Steve McCurry sarà a Forlì con la prima mondiale di una mostra che ha come protagonista il cibo.
Al Museo San Domenico, dal 21 settembre al 6 gennaio si terrà la prima mondiale di un’esposizione inedita con gli scatti di Steve McCurry.
L’esposizione avrà al centro il cibo come elemento universale:  un giro del mondo sui modi di produrlo nei vari paesi, di trasformarlo e di consumarlo nonchè un focus sul non spreco.
Ben 80 gli scatti in mostra la maggior dei quali mai esposti e stampati prima.
La mostra è prodotta da Civitas srl, con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è parte del capitolo “Mostre del Buon Vivere” dell’omonimo progetto di marketing territoriale.

 

Steve McCurry: la mostra Animals ad Aosta

Hajjah, Yemen, 1999

Al Centro Saint-Bénin di Aosta  la mostra Steve McCurry. Animals. Un’antologia di sessanta immagini, selezionate dal fotografo tra le sue più significative, compone una rassegna tematizzata, dopo le tante retrospettive di successo che si sono susseguite in Italia, a cura di Biba Giacchetti.
Il tema degli animali nei racconti fotografici di Steve McCurry trae le origine nel 1991. Steve McCurry negli anni Novanta è un fotografo affermato, ha vinto quattro World Press Photo e ha già fotografato Sharbat Gula, la celebre ragazza afgana.
Sul fronte editoriale ha già sviluppato un importante corpus di lavoro incentrato sulla condizione umana, con un particolare sguardo ai più fragili, i rifugiati, i bambini e in generale alle culture in via di estinzione. In questo contesto si accinge a effettuare la sua prima missione interamente dedicata agli animali. La storia che ha scelto di documentare riguarda gli accadimenti nei territori della prima Guerra del Golfo.
Steve McCurry entra in Kuwait nel 1991, sul finire della guerra con le truppe americane; Saddam Hussein, in ritirata, ordina di bruciare più di seicento pozzi di petrolio disseminati nel Paese. Ha inizio la più grande catastrofe ecologica di tutti tempi e Steve McCurry racconta l’impatto di questo disastro sul sistema ecologico e le conseguenze di tanta umana scelleratezza sul genere animale. McCurry torna con immagini epocali, come i cammelli sull’orizzonte infuocato o gli scatti dedicati alla fauna migratoria, tra cui il celebre uccello dagli occhi rossi completamente sommerso dal petrolio. Le fotografie di McCurry faranno il giro del mondo e vinceranno nel 1992 per la quinta volta il World Press Photo. Ancora oggi queste immagini sono pubblicate dalla stampa mondiale quando si affrontano temi legati alla conservazione del pianeta. Come avviene per tante altre immagini di McCurry, restano emblematiche, vere e proprie icone senza tempo.
Da allora McCurry ha instancabilmente raccontato storie di uomini, che incrociano inevitabilmente storie di animali, genere verso il quale nutre una forte empatia.

Fino al al 6 ottobre al Centro Saint-Bénin, Aosta

Steve McCurry si racconta a Gianni Riotta: Il mondo di Steve McCurry

Dalla nascita alle esperienze della prima infanzia, dal collegio al liceo, dalla fuga per l’Europa alla scoperta dell’amore per il viaggio, soprattutto quello nel “resto del mondo” dove regna una povertà choc che può profondamente incidere sulprovincialismo di ragazzo dei sobborghi…
Mondadori Electa pubblica Il mondo di Steve McCurry. Steve Mccurry si racconta a Gianni Riotta, un libro avvincente, dedicato al racconto di uno dei maggiori fotografi al mondo. Alle storie affascinanti di McCurry, al suo sguardo epico, si affiancano le lucide e critiche riflessioni di Gianni Riotta che inquadra di volta in volta il momento storico e commenta le parole di McCurry. A raccontarci questo mondo è un giornalista e scrittore di grandissima esperienza, viaggiatore e ramingo: lo sguardo del reporter incontra quello del fotografo. Gianni Riotta discute con Steve McCurry e le voci si intrecciano, si mischiano, ognuna con diversa forza e portamento.
Dopo i bellissimi volumi fotografici Electa Le storie dietro le fotografie (2013), oltre 17.000 copie vendute, e India (2015), Mondadori Electa presenta questo nuovo progetto editoriale in anteprima mondiale.
Allegato di posta elettronica

“… girare per il pianeta fece di un ragazzino di Filadelfia che aveva detestato la scuola, una persona riflessiva, meno superficiale … alla fine l’aspetto semplice, solitario, della fotografia mi attrasse … sei solo con te stesso, la tua personalità, la macchina fotografica e il soggetto da inquadrare, l’immagine da costruire … non si tratta di tecnica, ma di attendere, di pazientare, di lasciarsi assorbire dalla scena per poi isolarne un frammento … È la fusione tra etica ed estetica che mi avvince”.

Steve McCurry

Steve McCurry: Leggere. A Torino Le foto di Steve McCurry dedicate alla lettura 

Le foto di Steve McCurry dedicate alla lettura  con un contrappunto di brani letterari  e una sezione dedicata ai suoi libri.
Fino al 1 luglio 2019 nella Corte Medievale di Palazzo Madama, è possibile visitare una nuova rassegna, dedicata a un tema specifico: la passione universale per la lettura.

Steve McCurry. Leggere è una mostra costituita da una selezione di scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera e comprende la serie di immagini che egli stesso ha riunito in un magnifico volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész. Con questa nuova rassegna Steve McCurry presenta le sue foto legate al tema universale della lettura in una città, Torino, che, anche in virtù del Salone del Libro, può essere considerata la “capitale italiana della lettura”.
Curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografiche ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere. Persone catturate dall’obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
Le fotografie che rendono omaggio alla parola scritta sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, in una sorta di percorso parallelo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

Torino, Palazzo Madama, Corte Medievale
Fino al 1 luglio 2019

Immagine in evidenza Varanasi, Uttar Pradesh, India, 1984 © Steve McCurry

Steve McCurry: la mostra Animals sbarca ad Aosta

Chiang Mai, Thailand, 2010, THAILAND

Al Centro Saint-Bénin di Aosta  la mostra Steve McCurry. Animals. Un’antologia di sessanta immagini, selezionate dal fotografo tra le sue più significative, compone una rassegna tematizzata, dopo le tante retrospettive di successo che si sono susseguite in Italia, a cura di Biba Giacchetti.
Il tema degli animali nei racconti fotografici di Steve McCurry trae le origine nel 1991. Steve McCurry negli anni Novanta è un fotografo affermato, ha vinto quattro World Press Photo e ha già fotografato Sharbat Gula, la celebre ragazza afgana.
Sul fronte editoriale ha già sviluppato un importante corpus di lavoro incentrato sulla condizione umana, con un particolare sguardo ai più fragili, i rifugiati, i bambini e in generale alle culture in via di estinzione. In questo contesto si accinge a effettuare la sua prima missione interamente dedicata agli animali. La storia che ha scelto di documentare riguarda gli accadimenti nei territori della prima Guerra del Golfo.
Steve McCurry entra in Kuwait nel 1991, sul finire della guerra con le truppe americane; Saddam Hussein, in ritirata, ordina di bruciare più di seicento pozzi di petrolio disseminati nel Paese. Ha inizio la più grande catastrofe ecologica di tutti tempi e Steve McCurry racconta l’impatto di questo disastro sul sistema ecologico e le conseguenze di tanta umana scelleratezza sul genere animale. McCurry torna con immagini epocali, come i cammelli sull’orizzonte infuocato o gli scatti dedicati alla fauna migratoria, tra cui il celebre uccello dagli occhi rossi completamente sommerso dal petrolio. Le fotografie di McCurry faranno il giro del mondo e vinceranno nel 1992 per la quinta volta il World Press Photo. Ancora oggi queste immagini sono pubblicate dalla stampa mondiale quando si affrontano temi legati alla conservazione del pianeta. Come avviene per tante altre immagini di McCurry, restano emblematiche, vere e proprie icone senza tempo.
Da allora McCurry ha instancabilmente raccontato storie di uomini, che incrociano inevitabilmente storie di animali, genere verso il quale nutre una forte empatia.

Steve McCurry. Animals

La mostra si articola in un percorso espositivo in grado di lasciare il visitatore libero di muoversi in un’alternanza di immagini leggere o più profonde, perché possa assecondare la sua sensibilità e giocare liberamente su registri emotivi diversi. Steve McCurry, esploratore del genere umano, offre un viaggio nella contiguità del pianeta animale; parla di sofferenza e dignità, di relazioni e di conseguenze, invitandoci a riflettere che non siamo soli al mondo e che tra gli esseri viventi c’è una profonda condivisione di quel mistero che è la vita. L’immenso e meraviglioso archivio di Steve McCurry ha generato, inoltre, libri sui temi a lui più cari: le culture in via di estinzione; paesi come India, Afghanistan, Tibet, Italia; collezioni di ritratti, racconti su modi di vivere diversi e sentimenti universali; si è concentrato su buddismo e spiritualità, e infine ha dedicato un libro all’atto della lettura.
Dopo l’impegno del libro biografico, la cui autrice è la sorella di Steve, Bonnie McCurry Reum, è in lavorazione un volume interamente dedicato agli animali. Un progetto inedito in costante divenire, il cui fine è rendere omaggio alla condizione animale con una narrazione su piani diversi.
Scatti più drammatici, come quelli della Guerra del Golfo, si alterneranno a racconti poetici, interazioni con l’uomo, ritratti esilaranti di etnie lontane ma anche personaggi occidentali, e poi animali liberi e selvaggi, o che consentono la sopravvivenza umana, sfruttati per contrastare la miseria.
Un affresco variopinto per un tema tanto vasto quanto vicino al quotidiano di ciascuno, affrontato con la capacità universale di raccontare che solo Steve McCurry possiede.

 

Steve McCurry. Animals.
Centro Saint-Bénin.
Via Festaz 27, Aosta.
Dal martedì alla domenica ore 10-13 e 14-18.

Per informazioni
0165.275937
u-mostre@regione.vda.it

 

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