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Libri di fotografia: Steve McCurry. Le storie dietro le fotografie

Steve McCurry. Le storie dietro le fotografie

Steve McCurry. Le storie dietro le fotografie offre uno sguardo senza precedenti del “dietro le quinte” del lavoro di Steve McCurry uno dei fotoreporter più famosi e stimati. Un documentario con 14 fotoreportage realizzati in tutto il mondo. Un racconto illustrato: appunti, immagini, ritratti, mappe e articoli di giornali provenienti dall’archivio personale del reporter ( Per altri articoli sul grande fotografo clicca qui)
Una narrazione dei retroscena e delle esperienze che hanno portato alla realizzazione di queste fotografie.
Ci troviamo di fronte non a un semplice volume fotografico ma un vero e proprio racconto storico –  dove le fotografie vengono inserite in un preciso contesto storico-politico –  che ci offre una prospettiva inedita su Steve McCurry. Una delle storie più affascinanti del volume è sicuramente quella della “Ragazza afgana” la fotografia più famosa nella storia della rivista National Geographic ( Per scoprire la storia dietro alla fotografia Afghan Girl clicca qui).

I fotografi che hanno fatto la storia dell’ottava arte

I Fotografi che hanno fatto la storia della fotografia

Una piccola classifica dei migliori fotografici internazionali, che sono distinti per la loro unicità, la loro creatività e il loro coraggio, che alle volte li ha spinti oltre il limite del consentito.Cliccando sul nome dei singoli fotografi potrete scoprire la loro storia.

  1. Henri Cartier-Bresson (22 agosto 1908 – 3 agosto 2004): pioniere del foto-giornalismo.  Ha fondato la famosa agenzia fotografica Magnum Photos insieme a Robert Capa, David Seymour e George Rodger.
  2. Sebastião Salgado (8 febbraio 1944): non nasce come fotografo ma come economista e approda nel mondo della fotografia in tarda età dopo un viaggio in Africa, che lo ispirerà per tutti i suoi successivi lavori di denunce sociali.  La fotografia si Salgado è usata come denuncia sociale, sopratutto con riferimento ai diritti dei lavoratori e la povertà nei paesi in via di sviluppo. Il fotografo ha sempre utilizzato macchine Leica, per foto sempre in bianco e nero.
  3. Ansel Adams (20 febbraio 1902 – 22 aprile 1984): fotografo famoso per gli scatti in bianco e nero dei parchi nazionali americani.  E’ stato l’inventore del sistema zonale: tecnica che permette di trasporre la luce in specifiche densità sul negativo e sulla carta, in modo da avere un maggiore controllo sulla foto.
  4. Irving Penn (16 giugno 1917 – 7 ottobre 2009): precursore di una stile fotografico unico soggetti posti in forte contrasto con lo sfondo, al fine di far risaltare l’abbigliamento.
  5. Robert Capa (22 ottobre 1913 –  25 maggio 1954):  è stato un fotografo di guerra, il più famoso del mondo e nel 1936 è autore di una delle foto di guerra più famose della storia, il soldato con la camicia bianca colpito a morte, considerata come la più famosa tra le fotografie di guerra mai esistite.
  6. Robert Doisneau (14 aprile 1912 – 1º aprile 1994): la sua fotografia più famosa  Bacio davanti all’Hotel de Ville, scattata nel 1950, nella quale una coppia di ragazzi si bacia serenamente per le vie caotiche di Parigi; lo stile unico del fotografo prevedeva la caratterizzazione della società e dell’ambiente parigino.
  7. David LaChapelle (11 marzo 1963): famoso nel campo della moda e della pubblicità per il suo stile surreale; le sue fotografie sono caratterizzate da una estremizzazione dei dettagli. Fu notato da Andy Warhol, che gli offri un lavoro per la rivista Interview magazine.
  8. Steve McCurry (24 febbraio 1950): fotoreporter famoso per la sua fotografia La Ragazza Afghana diventata una delle copertine più famose della rivista National Geographic.
  9. Diane Arbus (14 marzo 1923 –  26 luglio 1971): fotografa Newyorkese conosciuta soprattutto per i suoi fotoritratti. La sua fotografia più famosa è Il ragazzo con la granada giocattolo scattata a Central Park nel 1962.

Steve McCurry torna a Monza con la mostra “Leggere”

Steve McCurry, Mandalay, Birmania, 2013 © Steve McCurry

Grande ritorno a Monza per Steve McCurry con la mostra “Leggere”

Il grande fotografo Steve McCurry torna a Monza, e precisamente all’Arengario, dal 17 Gennaio con la mostra “Leggere”. Gli scatti saranno in mostra all’Arengario dal 17 gennaio al 13 aprile grazie al progetto promosso da ViDi e dal Comune di Monza, con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei e in collaborazione con Sudest57.  La curatela sarà affidata, come sempre, a Biba Giacchetti, con i contributi letterari dello scrittore Roberto Cotroneo. Gli scatti ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo di leggere, còlte dall’obiettivo di McCurry che testimoniano la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. I contesti sono i più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono immagini che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici; per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura. In una sorta di percorso parallelo, le fotografie sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.

«Questa mostra è un’occasione per guardare diversamente l’opera di Steve McCurry – spiegano il sindaco Dario Allevi e l’assessore alla Cultura Massimiliano Longo – che pone al centro della propria ricerca artistica la forza della lettura come valore universale e individuale. L’esposizione ha la capacità di coniugare qualità artistica e coinvolgimento: un’opportunità importante per guardare e comprendere il piacere necessario della lettura».

 

Steve McCurry “Leggere”

Dal Martedì al Venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19,
Sabato e Domenica dalle 10 alle 20.
Biglietto intero 10 euro, ridotto 8 euro (Over 65, ragazzi 13-18), ridotto bambini 5 euro (4-12 anni).

Steve McCurry da record: oltre 29.000 i visitatori per “Cibo”

Shikaras on Dal Lake, Srinagar, Kashmir, 1996 © Steve McCurry

Sono oltre 29mila i visitatori, fino a oggi, della mostra “Cibo” del fotografo statunitense Steve McCurry, in corso fino al 6 gennaio 2020 ai Musei San Domenico di Forlì (piazza Guido da Montefeltro 12). Prodotta da Civitas srl e curata da Monica Fantini, Fabio Lazzari e Biba Giacchetti con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, l’esposizione presenta un’ottantina di scatti, per larghissima parte mai esposti e stampati prima, del 4 volte vincitore del World Press Photo: un racconto fotografico sul cibo come elemento universale, seppur così diverso da Paese a Paese; un giro del mondo sui modi di produrlo, trasformarlo e consumarlo nella messa in evidenza del suo valore, dell’attenzione al non spreco e della cultura a cui rimanda, ponte di conoscenza tra i popoli.

INFORMAZIONI
La mostra “Cibo” di Steve McCurry è aperta al pubblico fino a lunedì 6 gennaio 2020 presso i Musei San Domenico di Forlì (piazza Guido da Montefeltro 12). Prevendita dei biglietti su Ticketone.

Apertura: dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle 19.00. La biglietteria chiude un’ora prima

Chiusura: tutti i lunedì.

Aperture straordinarie: 31 dicembre dalle 9.30 alle 13.30 – 1° gennaio 2020 dalle 14.30 alle 19.

 

Per informazioni sulla mostra:

info@mostramccurry.it

www.mostramccurry.it

Elliott Erwitt, Steve McCurry e Dario Mitideri: mostra per la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

USA, Walden, Colorado. 1955_Erwitt_860x480

Il 20 novembre è la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia proclamata dalle Nazioni Unite per ricordare l’adozione, nel 1959, della Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo e trent’anni dopo, il 20 novembre 1989, della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Per la prima volta insieme, gli scatti di Elliott ErwittSteve McCurry e Dario Mitideri: tre autori profondamente diversi dal punto di vista espressivo, ma accomunati dalla volontà di testimoniare in prima persona la partecipazione emotiva alle vicende dei bambini che hanno incontrato negli angoli più remoti del mondo, laddove il diritto primario all’esistenza e quelli irrinunciabili all’uguaglianza, alla giustizia, alla libertà e alla pace, vengono calpestati nel silenzio e nell’oblio. La mostra “Children”è promossa da Legacoop Bologna e da Legacoopsociali, e curata da Monica Fantini e Fabio Lazzari con fotografie a cura di Biba Giacchetti.  Pensando alle condizioni delle bambine e dei bambini nelle aree più disagiate del mondo, ai loro diritti e ai nostri doveri, Children traccia un percorso che attraversa luoghi diversi e, facendolo, ci racconta come adulti e umanità non sempre degna di essere definita tale. L’infanzia, protagonista, trova spazio al centro di immagini che non celano i contesti di vita che, minacciandola, ne sospendono il futuro. Questo viaggio nasce da qui e a parlare sono proprio loro, le bambine e i bambini del mondo, attraverso i loro volti e i loro gesti. Il gioco, il divertimento, lo studio, la salute, ma anche i diritti negati, lo sfruttamento, la povertà, la guerra.

Il gioco e la negazione del gioco sono il tema della mostra, in cui le fotografie di McCurry, Elliott e Mitidieri, in dialogo con la scenografia di Peter Bottazzi, ci conducono a riflettere sul primario diritto di spensieratezza dei bambini e sul nostro dovere come adulti di garantire loro un ‘tempo buono’ in cui possano crescere uguali – dicono i curatori –. Una mostra che guarda l’universale della popolazione per riposizionarla proprio all’altezza dei più piccoli: ossia al futuro”.

Per informazioni  info@childrenbologna.it

Prevendita dei biglietti su https://www.midaticket.it/

La mostra è aperta al pubblico da mercoledì 20 novembre 2019 a lunedì 6 gennaio 2020

 

Steve McCurry: Double vision. Lo sguardo sul mondo

Kabul, Afghanistan, 2008 © Steve McCurry

Tutto ha inizio con un lavoro di cronaca per un giornale locale. Oggi, Steve McCurry  viaggia nel mondo con il desiderio di esplorarne la vita. Fedele al proprio istinto, si è costruito una solida reputazione in Afghanistan seguendo i tragici eventi del conflitto. Aveva 29 anni. Reporter del National Geographic , vincitore quattro volte del World Press Photo, ha proseguito nella ricerca di storie da raccontare recandosi negli angoli più sperduti del pianeta, privilegiando, negli anni, il subcontinente indiano – lo visiterà più di 70 volte –, la Cina e il Medio Oriente. Con il tempo ha arricchito il proprio archivio al punto di poter offrire delle investigazioni tematiche che narrano di popoli e culture. Ne sono un chiaro esempio le esposizioni dedicate al cibo  (Museo San Domenico di Forlì ) e alla lettura  (Gallerie Estensi di Modena ). Una doppia visione dell’opera di Steve McCurry proposta in due città italiane

Steve McCurry: Cibo

Proprio per il suo valore universale, il cibo diviene un magnifico luogo investigativo e di conoscenza per comprendere diversità e ricchezze. Ottanta scatti , molti dei quali inediti, compongono un percorso espositivo che si sviluppa in cinque sezioni : la prima introduce al ciclo della vita per proseguire poi con il pane, inteso come alimento primario, la produzione, la trasformazione e la coesione sociale che il cibo genera nel consumo quotidiano . Prodotta da Civitas con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la mostra guarda ai singoli individui come alle comunità, ai mercati, tra colori e sapori, dando vita a un viaggio tra Europa, Asia e America Latina.

Dove: Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì
Orari: da martedì a domenica ore 9.30-19
Prezzi: 12 euro
Fino al 6 gennaio 2020

Steve McCurry: Leggere

Con settanta immagini, il fotografo statunitense racconta la passione per la lettura e il suo grado di accomunanza a ogni latitudine. Le immagini in mostra alle Gallerie Estensi di Modena ritraggono persone colte nei luoghi di preghiera in Turchia, tra le strade e i mercati in Italia, negli affollati ambienti dell’India e nei silenzi dell’Asia orientale. La lettura è un intimo atto consumato da giovani e anziani immersi tra le pagine di libri, giornali e riviste. Il percorso espositivo ha il lodevole compito di risultare un autentico luogo di scoperta e di ricerca visiva dal carattere sociologico/ antropologico culturale. Le fotografie sono accompagnate, a mo’ di contrappunto, da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo con l’intenzione di coinvolgere il visitatore in un rapporto con la lettura e con le immagini.

Dove: Gallerie Estensi
Largo Porta Sant’Agostino 337, Modena
Orari: da martedì a sabato ore 8.30- 19.30. Domenica e festivi ore 10-18.
Prezzi: 10 euro
Fino al 6 gennaio 2020

 

Questo e molto altro sul nuovo numero de Il Fotografo in edicola e disponibile online 

 

Steve McCurry si racconta. Le storie dietro le fotografie

Steve McCurry. Le storie dietro le fotografie” offre uno sguardo inedito sul lavoro del celebre fotoreporter americano.

14 fotoreportage, realizzati in tutto il mondo nel corso della sua lunga carriera, scandiscono il ritmo di questo volume: ogni storia è illustrata con appunti, immagini, ricordi e circa 120 tavole fotografiche con i lavori più significativi. Accanto alle foto, un vasto archivio formato da materiali non fotografici, molti dei quali inediti: oggetti, diari, documenti, come articoli di giornale, mappe, i lasciapassare iracheni per la stampa. Un affascinante libro fotografico, ma anche storico edito da Electa e Phaidon, che spiega i contesti sociali e storico-politici in cui ciascun reportage è stato realizzato.

Foto Storica: Camels and oil fire. Kuwait, 1991 di Steve McCurry

Camels and oil fire. Kuwait, 1991 Steve McCurry

Una visione apocalittica delle conseguenze delle guerra ci viene offerta da Steve McCurry con la sua Camels and oil fire. Kuwait, 1991
Un incendio petrolifero in Kuwait: dalla terra  salgono le fiamme, in cielo fluttuano nuvole di denso fumo nero e tre cammelli vagano nel campo, alla ricerca di acqua e salvezza.  La fotografia è tratta Dall’opera The Persian Gulf: After the storm. 1991, e simboleggia gli effetti drammatici e devastanti della guerra del Golfo sull’ambiente e sulla fauna selvatica locale.

 

 

 

Ottobre: tempo di mostre e festival!

Lounging Leopard © Skye Meaker – Wildlife Photographer of the Year

A ottobre le mostre e i festival di fotografia si moltiplicano! Non lasciamoci scoraggiare da una giornata di pioggia e dall’inverno che avanza: approfittiamo dei tanti appuntamenti in programma per ritrovare il buonumore e immergerci nelle emozioni che solo l’ottava arte sa regalare. “È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi”, diceva Richard Avedon a proposito di un giorno trascorso senza la fotografia… come potremmo dargli torto?

Festival della Fotografia Etica – Lodi

Dal 5 al 27 ottobre, Lodi ospita la decima edizione del Festival della Fotografia Etica: un traguardo importante che premia il lavoro degli organizzatori – Alberto Prina e Aldo Mendichi, con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine – e di tutti coloro che hanno creduto nella volontà del festival di “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di parlare alle coscienze”. Nel corso del festival si potranno ammirare i lavori dei vincitori del concorso World Report Award 2019. A completare il programma, la sezione Uno sguardo sul mondo, dedicata alla cronaca dell’ultimo anno, lo Spazio Approfondimento, lo Spazio Tematico e il Premio Voglino. Ancora una volta, affermano Alberto Prina e Aldo Mendichi, il festival conferma il ruolo della fotografia come «linguaggio principe della nostra epoca. Raggiunge velocemente la sensibilità di chi la fruisce, accendendo la lampadina della riflessione e della discussione».
www.festivaldellafotografiaetica.it

Festival di Fotografia – Gassino Torinese (TO)

Dal 5 al 13 ottobre, l’Associazione Culturale Arketipo, presieduta da Mario Sabatino, presenta la seconda edizione del Festival di fotografia di Gassino Torinese – intitolata “Incroci” – che coinvolgerà anche il comune limitrofo di Castiglione Torinese. Tra gli autori ospiti, Maurizio Galimberti, di cui si potrà scoprire Progetto Emilia. Prime Istantanee, serie che racconta le terre di pianura muovendosi liberamente tra passato e presente, e Daniele Pellegrini, storico frontman della rivista Airone, di cui si potrà condividere una riflessione sul viaggio grazie a una videoproiezione realizzata per la kermesse. Il programma si arricchisce di due mostre firmate dalle associazioni culturali Arketipo e Time-photo, dedicate a La città che cambia e al Parco Dora, e di una collettiva degli X-Photographer Fujifilm. Durante il fine settimana di apertura del festival (5-6 ottobre), la nostra redazione sarà presente per le letture portfolio e per due talk con Daniele Pellegrini e Niccolò Biddau guidati da Giovanni Pelloso.
www.facebook.com/Gassino-Cultura-733783610306507

Sony World Photography Awards – Monza

Fino al 3 novembre, la Villa Reale di Monza ospita la mostra delle immagini vincitrici e finaliste dei Sony World Photography Awards, prestigioso concorso giunto alla dodicesima edizione. A trionfare è stato il fotoreporter italiano Federico Borella, che si è aggiudicato il titolo di Fotografo dell’Anno grazie alla serie Five Degrees, che indaga la piaga dei suicidi maschili nella comunità agricola di Tamil Nadu, nel Sud dell’India, colpita dalla più grave siccità degli ultimi quattordici anni. Altri quattro italiani hanno ricevuto importanti riconoscimenti. Tra loro, Alessandro Grassani è il vincitore della categoria Sport con la serie Boxing Against Violence: The Female Boxers of Goma, che racconta come la box rappresenti un mezzo per affrontare le difficoltà e un luogo sicuro per molte donne a Goma, provincia di Kivu Nord, nella Repubblica Democratica del Congo.
www.worldphoto.org/it

Wildlife Photographer of The Year – Milano

Dal 4 ottobre al 22 dicembre, va in scena presso la Fondazione Luciana Matalon la mostra che raccoglie le cento immagini premiate alla 54esima edizione del Wildlife Photographer of The Year, il prestigioso concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra. Il fotografo olandese Marsel van Oosten ha vinto l’ambito titolo di Wildlife Photographer of the Year 2018 per il suo straordinario scatto, The Golden Couple, che raffigura due scimmie dal naso dorato nella foresta temperata delle montagne cinesi di Qinling, l’unico habitat per queste specie a rischio di estinzione. Sei i fotografi italiani premiati, a partire da Marco Colombo che ha conquistato la vittoria nella categoria “Natura urbana” con lo scatto Crossing Paths: protagonista è un orso marsicano avventuratosi nottetempo nelle strade di un paesino del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’Associazione culturale Radicediunopercento di Roberto Di Leo, che organizza la mostra, propone anche una serie di incontri, seminari e visite guidate.
www.radicediunopercento.it

Steve McCurry. Cibo – Forlì

Fino al 6 gennaio, i Musei San Domenico di Forlì ospitano una mostra tematica che vuole indagare un ambito particolare dell’immensa produzione di Steve McCurry, uno dei nomi più conosciuti della storia della fotografia. Cibo, esposizione inedita a livello mondiale a cura di Monica Fantini e Fabio Lazzari in collaborazione con Sud Est 57-Biba Giacchetti, raccoglie ottanta scatti – in larghissima parte mai esposti e stampati prima – realizzati da McCurry tra America Latina, Asia ed Europa nel corso della sua carriera. Particolare il progetto scenico dell’esposizione, ideato da Peter Bottazzi, che si articola in cinque sezioni: dopo la prima parte, che introduce al ciclo di vita del cibo, la seconda mostra il pane come alimento primario, linguaggio universale. La terza sezione è dedicata alla produzione del cibo e al lavoro nei campi, nelle piantagioni, in mare. La quarta è focalizzata sulla trasformazione del cibo; la quinta, infine, è dedicata alla coesione che questo genera, allo stare insieme nel consumarlo. La mostra – inserita nell’ambito di Buon Vivere, kermesse nazionale ideata da Monica Fantini e dedicata a economia etica, uguaglianza, innovazione responsabile e sostenibilità – riporta, dunque, il cibo al suo valore centrale di vita.
www.mostramccurry.it

Eve Arnold. All About Women – Abano Terme (PD)

Fino all’8 dicembre, la Casa-Museo Villa Bassi ospita un’ampia retrospettiva dedicata ai ritratti femminili di Eve Arnold, a cura di Marco Minuz. Figlia di un rabbino emigrato dalla Russia negli Stati Uniti, l’autrice contende a Inge Morath il primato di prima fotografa donna a essere entrata a far parte della celebre agenzia Magnum. A chiamarla, nel 1951, fu lo stesso Henri Cartier-Bresson, uno dei fondatori dell’agenzia, colpito dalle immagini realizzate dalla Arnold durante le sfilate nel quartiere afroamericano di Harlem, a New York. Da allora, che si trattasse delle donne afroamericane o delle dive di Hollywood (profondo il sodalizio con Marylin Monroe), Eve Arnold ha saputo utilizzare la sua notevole sensibilità per farsi interprete – donna fra le donne – della femminilità in tutte le sue sfumature.
www.museovillabassiabano.it

 

United Colors of Photography – Roseto degli Abruzzi (TE)

Dal 4 al 6 ottobre va in scena a Roseto degli Abruzzi la nona edizione del Festival nazionale di fotografia United Colors of Photography che si arricchisce quest’anno di nuove iniziative e attività legate all’ottava arte in tutte le sue forme. Tra gli ospiti, Tony Gentile, fotogiornalista siciliano con trent’anni di esperienza, che racconterà il suo vissuto e come è cambiato il fotogiornalismo rispetto al passato. In programma anche mostre, letture portfolio, incontri con gli autori e workshop per un’immersione totale nella fotografia.

www.ucop.it 

 

Steve McCurry, Cibo: un racconto fotografico sul cibo come elemento universale

Srinagar, Kashmir, 1996 © Steve McCurry

Steve McCurry, Cibo. Un racconto fotografico sul cibo come elemento universale, pur così diverso da Paese a Paese, un giro del mondo sui modi di produrlo, trasformarlo e consumarlo nella messa in evidenza del suo valore, dell’attenzione al non spreco e della cultura a cui lo stesso rimanda, ponte di conoscenza tra i popoli. 80 gli scatti in mostra del 4 volte vincitore del World Press Photo, Steve McCurry. Da sabato 21 settembre 2019 a lunedì 6 gennaio 2020, i Musei San Domenico di Forlì (Piazza Guido da Montefeltro 12) accolgono la mostra “Cibo” del fotografo americano Steve McCurry: un’esposizione inedita a livello mondiale con immagini per larghissima parte mai esposte e stampate prima. La mostra, prodotta da Civitas srl, con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è parte del capitolo “Mostre del Buon Vivere” dell’omonimo progetto di marketing territoriale. L’inaugurazione riservata alla stampa, alla quale sarà presente lo stesso Steve McCurry si terrà venerdì 20 settembre in occasione del Festival del Buon Vivere. Il fotografo sarà inoltre protagonista di un incontro del ciclo Experience Colloquia venerdì 20 settembre alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Giacomo. Il progetto scenico della mostra, ideato da Peter Bottazzi, si sviluppa in cinque sezioni che seguono il ciclo di vita del cibo. Le fotografie, scattate da McCurry tra America Latina, Asia ed Europa nel corso della sua carriera ultratrentennale, sono accompagnate da strutture scenografiche e da video che rendono la visita un’esperienza immersiva dal punto di vista fisico ed emozionale. Dopo la prima sezione che introduce al ciclo di vita del cibo, la seconda mostra il pane come alimento primario, linguaggio universale. La terza sezione è dedicata alla produzione del cibo e quindi al lavoro nei campi, nelle piantagioni e in mare.
La quarta è focalizzata sulla trasformazione del cibo, mentre la quinta è dedicata alla coesione che questo genera, allo stare insieme nel consumarlo, nello sfamarsi, nel non sprecarlo, il cibo riportato al suo valore centrale di vita.

 

Per informazioni sulla mostra: info@mostramccurry.it, www.mostramccurry.it

“Cibo”, gli scatti di Steve McCurry in anteprima mondiale

“Cibo”, la mostra del famoso fotografo Steve McCurry, prodotta da Civitas con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi, andrà in scena, in anteprima mondiale ai Musei San Domenico di Forlì.
Soggetto protagonista della nuova esposizione è il cibo considerato nella diversità che caratterizza ogni cultura, ma anche come necessità universale che lega tutti gli individui.
Le opere saranno divise in cinque sezioni: un’introduzione al ciclo della vita del cibo, il pane come alimento primario, il lavoro nelle piantagioni e in mare, la trasformazione del cibo e la coesione che esso genera.

Steve McCurry, Cibo
Dal 21 settembre al 6 gennaio 2020
Musei San Domenico Forlì

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