Guadagnare con la fotografia: qualche spunto per ben cominciare!

Guadagnare con la fotografia: qualche spunto

Dall’acquisto di una nuova ottica ai viaggi per raggiungere mete esotiche e soggetti fotogenici, la fotografia sa essere costosa. Se siamo in grado di catturare splendide immagini e sappiamo usare bene, anzi benissimo, la nostra macchina, forse è arrivato il momento di cominciare a guadagnarci qualcosa. Possiamo vendere gli scatti attraverso le agenzie stock, proporre stampe, fotografare su commissione, metterci a disposizione per matrimoni e ritratti o ancora monetizzare la nostra esperienza e tenere corsi e workshop: non ci sono mai stati tanti modi per mettere a frutto le nostre capacità fotografiche! Certo, il mercato è saturo e più difficile che mai. È dunque importante essere realisti su come avviare l’attività, su quali strade si possano esplorare e su quali siano i plausibili margini di crescita. Dobbiamo anche farci un’idea di quanto dovremo spendere per cominciare e di quanto possiamo aspettarci di guadagnare a fronte dell’investimento. Non illudiamoci: non diventeremo milionari dall’oggi al domani… e neppure ci scopriremo professionisti nel giro di una notte, ma forse riusciremo a guadagnare abbastanza da finanziare un nuovo equipaggiamento e, dopo esserci fatti le ossa, anche da considerare l’idea di intraprendere una nuova carriera, magari come freelance o nel tempo libero. Anche se cambiare lavoro non è il nostro sogno, studiare strade per guadagnare con la fotografia è comunque un valido modo per trovare nuove ispirazioni e scoprire nuove tecniche.

Diamo un’occhiata insieme alle possibilità  di rendere la fotografia una fonte di guadagno, anziché una costante emorragia finanziaria!

Le agenzie stock:  L’idea di caricare un po’ di immagini su un sito specializzato e aspettare che i soldi cadano dal cielo è bellissima. Peccato, però, che non corrisponda alla realtà di come si può guadagnare con la fotografia stock… Il mercato richiede scatti in grado di illustrare specifici temi e concetti, più che semplici “belle foto”. Il settore è in costante evoluzione: vale sempre la pena osservare le immagini già offerte dalle diverse agenzie, ma  il modo più sicuro per vendere non è copiare quanto rendere le nostre immagini spendibili per agenzie e media. Di recente, per esempio, si è assistito a un cambiamento: c’è ancora e ci sarà sempre mercato per i soggetti di bell’aspetto, ma per illustrare le idee di “persone d’affari”, “vita d’ufficio” e simili c’è più interesse per immagini di persone “vere”, anziché modelli perfetti in pose artificiali. Hanno anche sempre più successo le immagini che mostrano esperienze, più che cose e luoghi, sebbene splendide immagini di splendide location siano ancora vendibili. Sono in enorme aumento anche le agenzie microstock, che offrono immagini da pochi centesimi a siti web e piccole imprese. Questo modello prevede un guadagno sul numero delle vendite, non sul valore di ogni transazione. Capiamo cosa e quanto possiamo offrire prima di decidere a quale specifica agenzia affidarci. Con la maggior parte delle agenzie più grandi, come Getty, Alamy e Shutterstock, è  necessario fare richiesta per diventare contributori. Il processo varia da agenzia ad agenzia, ma in genere dobbiamo caricare tre o quattro immagini che saranno valutate per qualità tecnica e contenuto creativo. Se la nostra richiesta viene approvata, possiamo cominciare a caricare immagini sul sito. Possiamo partire dagli scatti del nostro archivio, ma non è il modo più sicuro per guadagnare. A meno che le immagini del nostro portfolio non riguardino temi e concetti, più che essere semplicemente belle, è improbabile che si facciano notare nella marea di altre immagini già presenti. Per avere una possibilità concreta di emergere dalla massa, gli scatti devono riuscire a illustrare idee e metafore che possano plausibilmente servire agli acquirenti finali. Non è facile realizzare immagini del genere: è il caso di fare un passo indietro e ragionare su come rendere idee astratte come l’amore, la crescita o l’inquinamento ambientale.  Molte agenzie pubblicano liste “delle richieste” o dei trend più recenti, che possono essere molto utili per orientarci. Possiamo tenerci al passo della concorrenza anche studiando il calendario degli eventi del prossimo anno o due per capire quali temi e idee potrebbero essere più richiesti. In generale, anziché proporre un semplice paesaggio, proviamo a includere persone che lo ammirano o lo esplorano: l’immagine sarà più interessante per chiunque voglia illustrare un articolo o una campagna pubblicitaria. Ricordiamo però sempre che  includere persone riconoscibili (così come monumenti o panorami famosi) può ridurre la spendibilità delle immagini, che diventano inservibili per molti usi commerciali a meno che non siano corredate di una dettagliata e specifica liberatoria. Alcune agenzie, addirittura, non accettano immagini che ne siano prive. Altre le accettano, ma solo a uso “editoriale”, che limita molto la speranza di guadagno. Per lo stesso motivo, è importante non mostrare mai loghi, marchi e prodotti riconoscibili: sono protetti da copyright e le agenzie non possono accettarli.

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