Fino al 9 gennaio, Fondazione Sozzani a Milano ospita la mostra del World Press Photo 2021, giunto alla 64esima edizione.

6 Dicembre 2021 di Giada Storelli Giada Storelli

Fino al 9 gennaio 2022, Fondazione Sozzani a Milano ospita la mostra del World Press Photo 2021. Il concorso, uno dei più prestigiosi premi di giornalismo visivo mondiale, è giunto alla 64esima edizione. E ha visto la partecipazione di 74.470 fotografie provenienti da 4.315 fotografi di 130 Paesi.

Il World Press Photo e i legami umani

Negli ultimi due anni di pandemia abbiamo dovuto imparare a sacrificare molte abitudini che davamo per scontate. Tra queste la lontananza e il contatto fisico con le persone care sono state, senza dubbio, il sacrificio più difficile.

Privarsi della vicinanza dei legami, relegare l’incontro a un breve momento attraverso un monitor e non avere certezza dell’incontro ci ha scosso fin nel profondo come esseri viventi.

Ed è proprio questo tema che il World Press Photo ha voluto premiare per l’edizione 2021. La perseveranza delle diverse forme di legame umano nelle loro più varie manifestazioni.

I vincitori della 64esima edizione

Lo scatto di Mads Nissen, The First Embrace, laureato vincitore del World Press Photo of the Year è l’espressione della necessità del conforto umano al di là di qualsiasi impedimento.

Il 5 agosto 2020 Nissen ha colto l’emozione di un piccolo ritorno alla normalità grazie alla “tenda dell’abbraccio”. Come in Europa, anche in Brasile le case di cura avevano chiuso le porte ai visitatori, impedendo a milioni di brasiliani di andare a trovare i loro parenti anziani. Alla clinica Viva Bem, l’invenzione di utilizzare un telo di plastica trasparente tra pazienti e visitatori ha permesso di nuovo alle famiglie di riabbracciarsi.

L’altro prestigioso premio, il World Press Photo Story of the Year è stato assegnato all’italiano Antonio Faccilongo con il progetto Habibi (Amore Mio). Sebbene non legato all’emergenza sanitaria dell’ultimo periodo, il fotografo è riuscito a scavare all’interno di uno dei risvolti della crisi israelo-palestinese che affligge l’area da decenni.

Circa 4.200 palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliane, alcuni dei quali con condanne da vent’anni anni o più. A questi sono negati, per tutto il periodo di detenzione, sia le visite coniugali che il contatto fisico. Così fin dai primi anni 2000 quando queste restrizioni sono state introdotte, i detenuti palestinesi che desiderano avere figli contrabbandano il loro sperma fuori dalla prigione, nascondendolo, per esempio, nei regali agli altri figli di prigionieri.

Habibi racconta proprio il coraggio e la perseveranza di queste persone nel cercare di mantenere un legame affettivo, di coltivarlo e di renderlo vivo, nonostante tutto.

La gallery del World Press Photo

Info

La mostra è allestita fino al 9 gennaio 2022 presso la Fondazione Sozzani (Corso Como 10, Milano).

www.fondazionesozzani.org

Il catalogo è edito da Skira

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