Tag archive

world press photo

World Press Photo 2019 al Forte di Bard

Crying Girl on the Border di John Moore

Il World Press Photo, il più prestigioso premio al mondo di fotogiornalismo torna al Forte di Bard,  dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020.
Giunto alla 62esima edizione il concorso, ideato nel 1955 dalla World Press Photo Foundation, premia ogni anno i migliori scatti che hanno documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. In esposizione le 140 immagini vincitrici e più rappresentative del 2018, divise in otto diverse categorie: Contemporary issues, Environment, General news, Long Term Projects, Spot news, Nature, Portraits, Sport e Spot news. Le fotografie sono state scelte da una giuria composta da 17 professionisti e presieduta da Whitney C. Johnson, vice-presidente della sezione che si occupa di contenuti visivi ed immersivi del National Geographic. Tre fotografi italiani finalisti per il World Press Photo 2019, sono Marco Gualazzini, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe. Marco Gualazzini ha ricevuto il primo premio nella categoria Ambiente – Storie; Lorenzo Tugnoli, primo classificato, grazie alla sua serie Yemen Crisis, nella categoria General News – Stories; Daniele Volpe con lo scatto sul soggiorno di una casa abbandonata a San Miguel Los Lotes, in Guatemala, secondo classificato nella categoria General news, foto single. Vincitrice di questa edizione è Crying Girl on the Border di John Moore. Lo scatto mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre la madre viene perquisita da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas.

 

 

World Press Photo 2019
Forte di Bard. Valle d’Aosta
6 dicembre 2019 – 6 gennaio 2020

Steve McCurry: Double vision. Lo sguardo sul mondo

Kabul, Afghanistan, 2008 © Steve McCurry

Tutto ha inizio con un lavoro di cronaca per un giornale locale. Oggi, Steve McCurry  viaggia nel mondo con il desiderio di esplorarne la vita. Fedele al proprio istinto, si è costruito una solida reputazione in Afghanistan seguendo i tragici eventi del conflitto. Aveva 29 anni. Reporter del National Geographic , vincitore quattro volte del World Press Photo, ha proseguito nella ricerca di storie da raccontare recandosi negli angoli più sperduti del pianeta, privilegiando, negli anni, il subcontinente indiano – lo visiterà più di 70 volte –, la Cina e il Medio Oriente. Con il tempo ha arricchito il proprio archivio al punto di poter offrire delle investigazioni tematiche che narrano di popoli e culture. Ne sono un chiaro esempio le esposizioni dedicate al cibo  (Museo San Domenico di Forlì ) e alla lettura  (Gallerie Estensi di Modena ). Una doppia visione dell’opera di Steve McCurry proposta in due città italiane

Steve McCurry: Cibo

Proprio per il suo valore universale, il cibo diviene un magnifico luogo investigativo e di conoscenza per comprendere diversità e ricchezze. Ottanta scatti , molti dei quali inediti, compongono un percorso espositivo che si sviluppa in cinque sezioni : la prima introduce al ciclo della vita per proseguire poi con il pane, inteso come alimento primario, la produzione, la trasformazione e la coesione sociale che il cibo genera nel consumo quotidiano . Prodotta da Civitas con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la mostra guarda ai singoli individui come alle comunità, ai mercati, tra colori e sapori, dando vita a un viaggio tra Europa, Asia e America Latina.

Dove: Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì
Orari: da martedì a domenica ore 9.30-19
Prezzi: 12 euro
Fino al 6 gennaio 2020

Steve McCurry: Leggere

Con settanta immagini, il fotografo statunitense racconta la passione per la lettura e il suo grado di accomunanza a ogni latitudine. Le immagini in mostra alle Gallerie Estensi di Modena ritraggono persone colte nei luoghi di preghiera in Turchia, tra le strade e i mercati in Italia, negli affollati ambienti dell’India e nei silenzi dell’Asia orientale. La lettura è un intimo atto consumato da giovani e anziani immersi tra le pagine di libri, giornali e riviste. Il percorso espositivo ha il lodevole compito di risultare un autentico luogo di scoperta e di ricerca visiva dal carattere sociologico/ antropologico culturale. Le fotografie sono accompagnate, a mo’ di contrappunto, da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo con l’intenzione di coinvolgere il visitatore in un rapporto con la lettura e con le immagini.

Dove: Gallerie Estensi
Largo Porta Sant’Agostino 337, Modena
Orari: da martedì a sabato ore 8.30- 19.30. Domenica e festivi ore 10-18.
Prezzi: 10 euro
Fino al 6 gennaio 2020

 

Questo e molto altro sul nuovo numero de Il Fotografo in edicola e disponibile online 

 

World Press Photo Exhibition 2019

Crying Girl on the Border, John Moore, Getty Images.
Crying Girl on the Border, John Moore, Getty Images.

La mostra World Press Photo 2019 è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography.  L’esposizione nel suo insieme rappresenta un documento storico che permette di rivivere le storie che caratterizzano la contemporaneità nelle sue molteplici sfaccettature. Il suo carattere internazionale e le migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche, per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.Quest’anno, il concorso ha visto la partecipazione di 4,783 fotografi da 129 paesi diversi che hanno presentato un totale di 78,801 immagini.  Una giuria indipendente composta, con un numero eguale di uomini e donne, da esperti del settore e presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente Visuals e Immersive Experiences presso National Geographic, ha selezionato anche quest’anno i partecipanti al World Press Photo Contest 2019. John Moore è il vincitore della foto dell’anno dell’edizione 2019 del World Press Photo con lo scatto Crying Girl on the Border che mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre lei e la madre Sandra Sánchez vengono arrestate da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas, il 12 giugno 2018. “Si tratta di uno scatto che suscita una grande emozione, una scena straziante che diventa il simbolo della crisi dei bambini migranti separati dai genitori, situazione che il fotografo John Moore documenta da dieci anni al confine tra Messico e Stati Uniti” ha commentato Francesco Zizola, vincitore del World Press Photo of the Year nel 1996 e direttore creativo di 10b Photography. Ad aggiudicarsi invece il premio World Press Photo Story of the Year, è stato Pieter Ten Hoopen con The Migrant Caravan. L’immagine mostra un gruppo di persone che corre verso un camion che si è fermato per dare loro un passaggio, fuori Tapanatepec, in Messico, il 30 ottobre 2018, per raggiungere gli Stati Uniti.

Fino al 26 Maggio 
Palazzo delle Esposizioni,  Roma

https://www.palazzoesposizioni.it/mostra/world-press-photo-2019

Marco Gualazzini trionfa al World Press Photo con il suo reportage dal Ciad

Trionfo a sorpresa al World Press Photo per Marco Gualazzini con il suo reportage dal Ciad realizzato per “Gli Occhi della Guerra“: lo scatto è stato realizzato dal fotografo durante la sua avventura in Terra Africana e rappresenta il più alto riconoscimento per il fotografo, in grado di portare gli occhi del mondo sugli scenari di guerra sparsi per il pianeta.
“Il World Press Photo per un fotografo rappresenta sia un traguardo ma anche un nuovo punto di partenza”  ha commentato il fotografo già all’indomani della sua nomina alla fase finale del premio. ” E’ stato un processo di selezione lungo. La giuria ha prima voluto verificare la veridicità di quanto documentato e una eventuale manipolazione degli scatti. I momenti successivi sono lunghi e estenuanti per noi fotografi, viviamo in una sorta di limbo”.

Trionfo di Marco Gualazzini al World Press Photo

Il reportage di Gualazzini vuole concentrare l’attenzione sulla situazione delle rive del Lago, una situazione ormai drammatica; inquinamento, risorse sempre minori per la popolazione, ritiro delle acque, morie di pesci in atto da decenni. Un disastro ambientale e conseguente povertà che crea le basi per per l’avanzamento di idee radicali, raccontate, appunto, da Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini.
La foto simbolo immortala un bambino orfano nigeriano, ospitato in Ciad, mentre cammina davanti a una parete dipinta a graffiti.
Lo scatto rappresenta racchiude la drammaticità di tutte le storie che ruotano attorno al lago:l’innocenza di un bambino che vive la sua quotidianità nella guerra e la terribile sorte di chi dalla Nigeria deve fuggire dall’avanzata dei jihadisti di Boko Haram ma anche il dramma dei bambini orfani.
Drammi poco conosciuti ma che forse, grazie a questo premio potranno avere rilevanza a livello internazionale: grazie agli Occhi della Guerra il fotografo ha avuto la possibilità di far luce su una vicenda drammatica, spesso sottovalutata.

 

 

 

 

 

 

 

 

World Press Photo 2019: annunciati i finalisti

World Press Photo Story of The Year © Marco Gualazzini, Contrasto The Lake Chad Crisis

World Press Photo 2019

Sono stati annunciati i finalisti del World Press Photo (WPP), il più importante concorso di fotogiornalismo al mondo.
L’organizzazione, già come l’anno scorso, ha presentato i nomi di tutti i finalisti ma non del vincitore, che sarà invece proclamato il prossimo 11 Aprile.
Per la prima volta quest’anno è stato introdotto il nuovo premio World Press Photo Story of the Year, che premia il fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto una storia con eccellenti editing e sequenza fotografici, su un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2018”.
Tra i tre finalisti del World Press Photo Story of the Year due italiani dell’agenzia Contrasto: Marco Gualazzini, e Lorenzo Tugnoli; il primo ha presentato un reportage sulla crisi nel bacino del Ciad, il secondo un lavoro sulla crisi in Yemen. Il terzo candidato è Pieter Ten Hoopen.
L’italiano Marco Gualazzini è, inoltre, tra i finalisti per il premio più importante, il World Press Photo of The Year con una fotografia scattata sempre per il lavoro sul Ciad.

World Press Photo 2019: i nominati

Mohammed Badra.
Catalina Martin-Chico.
Chris McGrath.
John Moore.
Brent Stirton.

 

Al Forte di Bard il World Press Photo

World Press Photo al Forte di Bard

Dal 7 dicembre al 6 gennaio, il Forte di Bard accoglie l’edizione n. 61 del World Press Photo.  Un appuntamento, quello tra il Forte e il prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo, che è tra gli eventi più attesi nella pur ampia programmazione espositiva del Forte valdostano. Una occasione unica, per vivere attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi e i loro scatti più sensazionali, la cronaca che si fa storia del nostro tempo.

World Press Photo 2018: documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo

L’esposizione del World Press Photo 2018, infatti, non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, i milioni di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.  È il modo di “connettere il mondo con le storie che contano”, come afferma Lars Boering, managing director della World Press Photo Foundation. Le immagini più belle di ogni edizione vengono proposte, come accade al Forte di Bard, in una mostra. L’esposizione tocca 45 paesi e in centinaio di diverse località.   In occasione della 61esima Mostra di World Press Photo, i paesi partecipanti sono stati 125, con 4.548 fotografi e 73.044 immagini proposte. Una giuria internazionale indipendente ha selezionato, tra queste, un totale di 312 immagini – nominate nelle otto categorie, tra cui, quella ambientale che debutta proprio in questa edizione – di 42 fotografi provenienti da 22 paesi: Australia, Bangladesh, Belgio, Canada, Cina, Colombia, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito, Usa e Venezuela. Di questi candidati, 15 hanno vinto precedenti premi World Press Photo, mentre 27 sono stati riconosciuti per la prima volta.

World Press Photo 2018: il reportage “Crisi del Venezuela” del venezuelano Ronaldo Schemidt è vincitore assoluto

Vincitore assoluto del World Press Photo 2018 è il reportage “Crisi del Venezuela” del venezuelano Ronaldo Schemidt, fotografo della Agence France-Presse. Il suo scatto raffigura un giovane in fuga, avvolto dalle fiamme, nel giorno della manifestazione contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas nel maggio 2017.
Il presidente della giuria, nonché photo editor di Geo France, ha così affermato: “È una foto classica, ma che possiede un’energia fortemente dinamica. I colori, il movimento e la forza della composizione trasmettono un’emozione istantanea”.
I sei nominati vincitori delle altrettante sezioni concorrenti alla foto dell’anno sono, in ordine alfabetico: “Crisi Rohingya” di Patrick Brown, Australia, campagna per l’Unicef; “Boko Haram ha attaccato le bombe suicide e contro di loro. In qualche modo queste ragazze adolescenti sono sopravvissute. – Aisha, 14 anni” di Adam Ferguson, Australia, per il New York Times; “Testimoniare le conseguenze immediate di un attacco nel cuore di Londra” di Toby Melville, Regno Unito, Reuters; “La battaglia per Mosul – Allineati per una distribuzione di aiuti” di Ivor Prickett, Irlanda, per il New York Times. Tra i vincitori cinque sono italiani: Alessio Mamo, secondo nella categoria Volti – foto singola; Luca Locatelli, secondo nella categoria Ambiente – reportage; Fausto Podavini, secondo nella categoria progetti a lungo termine; Giulio di Sturco, secondo nella categoria Storie d’attualità – foto singola e Francesco Pistilli, terzo nella categoria Notizie generali – reportage.

World Press Photo 2018: programma

Dal 7 al 23 dicembre
Martedì-venerdì 10.00-18.00
Sabato, domenica, 10.00-19.00
Chiuso il lunedì
Chiuso il 24.12 e 25.12 

Dal 26 dicembre al 6 gennaio
Aperto tutti i giorni
Feriali: 10.00-18.00
Sabato, domenica e festivi 10.00-19.00
Lunedì 31 dicembre: ore 10.00-17.00
Martedì 1° gennaio: ore 13.00-19.00

 Immagine in evidenza Ronaldo Schemidt

 

 

World Press Photo al Forte di Bard

World Press Photo

Dal 7 dicembre al 6 gennaio, il Forte di Bard accoglie la mostra degli scatti finalisti del World Press Photo, uno dei più prestigiosi premi al mondo dedicati al fotogiornalismo. Più di 70mila, da 125 Paesi, le fotografie candidate a questa 61esima edizione, selezionate da una giuria internazionale indipendente. Vincitore assoluto del 2018 è il fotografo venezuelano Ronaldo Schemidt con lo scatto Venezuela Crisis che ritrae un giovane in fuga, avvolto dalle fiamme, nel giorno della manifestazione contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas, nel maggio del 2017.

World Press Photo
Dal 7 dicembre al 6 gennaio
Forte di Bard
www.worldpressphoto.org
 

Immagine in evidenza
© Ronaldo Schemidt

The World Press Photo Digital Storytelling Contest

The World Press Photo Digital Storytelling Contest: con l’arrivo dell’autunno è tempo di mettersi in gioco

A cura di Giada Storelli

Per il nono anno consecutivo il prestigioso concorso del World Press Photo premia le migliori storie di digital storytelling. Nell’ultimo decennio siamo stati testimoni di un’importate evoluzione del visual journalism, guadagnandosi sempre di più lo status di una completa e potente forma di approfondimento giornalistico, ormai totalmente indipendente dalla parola scritta. Un linguaggio con un suo specifico alfabeto, leggibile a livello trasversale e che ha abbattuto qualsiasi limite linguistico correndo alla velocità di internet.

Al concorso sono chiamati tutti i digital storyteller, visual journalist, produttori e aspiranti tali che desiderano mettersi in gioco in una vetrina internazionale. Dallo scorso settembre sul  sito del World Press Photo (www. worldpressphoto.org) sono stati pubblicati i dettagli per partecipare all’edizione 2019. Ai finalisti, selezionati da una giuria internazionale, sarà data la possibilità di prendere parte alla grande cerimonia di premiazione che si terrà ad Amsterdam dall’11 al 13 aprile 2019, oltre a un attestato e al riconoscimento del Golden Eye Award

Info e regolamento

E-mail: digitalstorytelling@ worldpressphoto.org
Web: www.worldpressphoto.org

Immagine in evidenza
Ronaldo Schemidt
Via www.worldpressphoto.org

Le immagini più straordinarie del World Press Photo al Forte di Bard

LE IMMAGINI PIÙ STRAORDINARIE DEL WORLD PRESS PHOTO AL FORTE DI BARD

Oltre 140 scatti sensazionali e 12 video dei più grandi fotoreporter di oggi raccontano la storia dei nostri giorni  

7 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018

Inaugurazione 7 dicembre



Dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 il Forte di Bard presenta la 60esima edizione del World Press Photo. Oltre 140 immagini straordinarie e 12 video dei vincitori del digital storytelling contest in mostra per il più importante riconoscimento internazionale di fotogiornalismo che, per un anno, hanno documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. Un’esposizione unica per scorrere, attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi, gli scatti più sensazionali che raccontano, denunciano, enfatizzano e racchiudono in una cornice la storia del nostro tempo.

Dopo aver esaminato 80.408 immagini pubblicate sui giornali proposte da 5.034 fotografi provenienti da 126 paesi, la giuria del prestigioso concorso ha premiato 45 fotografi di 25 diverse nazionalità: Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, India, Iran, Italia, Nuova Zelanda, Pakistan, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Siria, Turchia, Stati Uniti e Ungheria.

Quattro i fotografi italiani premiati nelle otto categorie del concorso (spot news, notizie generali, attualità, vita quotidiana, ritratti, natura, sport e progetti a lungo termine): Giovanni Capriotti (categoria: sport, primo premio), Antonio Gibotta, Agenzia Controluce (categoria: ritratti, secondo premio), Alessio Romenzi (categoria: notizie generali, terzo premio) e Francesco Comello (categoria: vita quotidiana, terzo premio).


100_Giovanni Capriotti_preview

In mostra al Forte di Bard anche la foto dell’anno 2016An Assassination in Turkey” (Omicidio in Turchia), del fotografo turco, membro dell’Associated Press, Burhan Ozbilici, scattata il 19 dicembre e che ritrae l’attentatore Mevlüt Mert Altıntaş dopo aver assassinato l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, durante un’inaugurazione nella Galleria d’Arte di Ankara. L’immagine ha vinto anche il primo premio per la categoria spot news. A tal proposito Mary F. Calvert, membro della giuria, ha dichiarato: «È stata una decisione molto difficile, ma alla fine abbiamo intuito che la Foto dell’anno doveva essere un’immagine esplosiva che rappresentasse il disprezzo e l’odio dei nostri tempi. È un’immagine talmente dirompente che ogni volta che compariva sullo schermo bisognava allontanarsi, proprio per questo abbiamo capito che incarnava alla perfezione ciò che è il World Press Photo e cosa significa».


Burhan Ozbilici_The Associated Press.jpg

L’esposizione presenta anche i 12 video vincitori del 2017 Digital Storytelling Contest, premio assegnato alle migliori forme di giornalismo visivo grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e alla diffusione di Internet. Quest’anno sono state esaminate 282 produzioni: 135 per la categoria short form, 54 per la categoria long form, 62 per la categoria immersive storytelling e 31 per la categoria innovative storytelling.

Nata nel 1955, la World Press Photo Foundation è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro con sede ad Amsterdam.


I dettagli sul sito ufficiale di World Press Photo  www.worldpressphoto.org

World Press Photo

Forte di Bard. Valle d’Aosta

7 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018

Info

Associazione Forte di Bard, tel. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.itwww.fortedibard.it

Orari

7 dicembre 10.00-18.00

dall’8 al 10 dicembre 10.00-19.00

dal 12 al 22 dicembre: feriali 10-17.00, sabato e domenica 10-19.00

23 e 24 dicembre: 10.00-18.00

Chiuso l’11, il 18 e il 25 dicembre

dal 26 dicembre al 7 gennaio aperta tutti i giorni:

feriali 10.00-18.00, sabato, domenica, festivi 10.00-19.00

1° gennaio: 13.00-19.00

Tariffe

Intero 7,00 euro | Ridotto 5,00 euro

Cumulativo con mostra Da Raffaello a Balla. Capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca Intero 11,00 euro | Ridotto 8,00 euro

Ufficio Stampa Forte di Bard

Equipe International Tel. +39 0234538354

Maria Grazia Vernuccio cell. +39 3351282864 | mariagrazia.vernuccio@equipemilano.com

Agnese Paris cell. +39 3203506955 | agnese.paris@equipemilano.com

PhotoWeek
: Incontro con Francesco Comello e Denis Curti

Denis Curti sul palco degli SWPA 2017 premia i vincitori.

Mercoledì 7 giugno 2017, alle 19.00, in occasione di PhotoWeek, in collaborazione con il Comune di Milano, la Galleria Carla Sozzani propone un incontro con Francesco Comello, uno dei quattro fotografi italiani vincitori del World Press Photo’17, e Denis Curti, direttore del mensile Il Fotografo.


Francesco Comello ha vinto il Word Press Photo con “Isola della salvezza” – terzo premio nella categoria Vita Quotidiana-Storie. L’Isola della Salvezza è una comunità spirituale ed educativa, fondata negli anni Novanta da un prete ortodosso, in una località segreta lungo la strada da Mosca e Yaroslav, in Russia. Inizialmente formata da una trentina di persone, oggi l’Isola della salvezza si occupa di bambini con problemi familiari e accoglie circa 300 ragazzi e ragazze. Niente Tv, Internet, cellulari e niente denaro. Un’utopia educativa fuori dal mondo ma immersa nella storia, dove l’impegno collettivo per un cambiamento individuale e una crescita armoniosa mantiene viva la speranza.
Francesco Comello è nato a Udine nel 1963. Ha lavorato con studi e agenzie fotografiche fino al 1996, anno in cui decide di diventare freelance. Negli ultimi dieci anni intensifica il suo interesse nei confronti dei racconti fotografici. Per far questo compie viaggi che lo mettono in contatto con realtà lontane e culturalmente diverse dalla sua. 
Nel 2013 ha esposto alla Galleria San Fedele di Milano, al Centro Italiano della Fotografia d’autore e al Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia, nel 2014 a FacePhotoNews di Sassoferrato e ha vinto il primo premio Trentino immagini. Nel 2016, il premio Rosignano Fotofestival e il World Report Spot Light Award.


Denis Curti Direttore del mensile Il Fotografo e direttore artistico della Casa dei tre Oci a Venezia, direttore artistico del Festival della Fotografia di Capri. Direttore del master di fotografia Ten presso la scuola Raffles di Milano. Consulente della Fondazione di Venezia per la gestione del patrimonio fotografico. Fondatore di Still (fotografia, show room e galleria). Curatore di mostre e rassegne fotografiche, autore di libri, critico fotografico per testate giornalistiche e quotidiani, è stato per diversi anni direttore dell’Agenzia Contrasto.


[amz-related-products search_index=’All’ keywords=’denis curti’ unit=’list’]

Le foto del WPP 2017 in mostra alla Galleria Carla Sozzani

Burhan Ozbilici, The Associated Press - Un assassinio in Turchia

WORLD PRESS PHOTO’17 – Fotografia e Giornalismo

Le foto della 60a edizione del World Press Photo saranno in mostra alla Galleria Carla Sozzani di Milano (Corso Como 10) dal 7 maggio all’11 giugno 2017.

Da ventitré anni la Galleria Carla Sozzani presenta a Milano il World Press Photo, uno dei più significativi premi di fotogiornalismo del mondo, quest’anno alla sua 60° edizione.
Il World Press Photo premia il fotografo che nel corso dell’ultimo anno, con creatività visiva e competenza, sia riuscito a catturare o a rappresentare un avvenimento o un argomento di forte rilevanza giornalistica.

Vincitore della Foto dell’anno 2016 e della categoria Spot News, è stato nominato Burhan Ozbilici, fotografo turco dell’Associated Press da 28 anni che, con An Assassination in Turkey,  ha ritratto Mevlüt Mert Altıntaş l’attentatore dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov, dopo l’omicidio del 19 dicembre 2016, in una galleria d’arte ad Ankara.

La giuria internazionale di quest’anno, presieduta da Stuart Franklin, fotografo di Magnum Photos, ha esaminato 80.408 immagini scattate nell’anno precedente da 5.034 fotografi provenienti da 125 Stati.


Burhan Ozbilici, The Associated Press – Un assassinio in Turchia

dal 7 maggio all’ 11 giugno 
Orari: tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00

Indirizzo:Corso Como 10 – 20154 Milan, Italy
Tel: +39 02 653531
E-mail: press@galleriacarlasozzani.org
Web: www.galleriacarlasozzani.org


[amz-related-products search_index=’All’ keywords=’world press photo’ unit=’list’]

0 0,00
Go to Top