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Mountains by Magnum Photographers: la montagna fotografata dai fotografi Magnum

Zermatt, Switzerland, 1950 Robert Capa © International center Of Photography / Magnum Photos

Mountains by Magnum Photographers: la montagna vista, vissuta e fotografata dai fotografi dell’Agenzia Magnum Photos, l’agenzia di fotogiornalismo fondata nel 1947 da Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, David Seymour e George Rodger, che riunisce oggi i migliori fotografi del mondo. La mostra Mountains by Magnum Photographers, frutto di una co-produzione tra Forte di Bard e Magnum Photos Paris, presenta al Forte di Bard, dal 17 luglio 2019 al 6 gennaio 2020, un viaggio nel tempo e nello spazio, un percorso cronologico che raccoglie oltre 130 immagini esposte in una prospettiva di sviluppo storico della rappresentazione dell’ambiente montano, declinata in base ai diversi temi affrontati da ciascun autore. Dai pionieri della fotografia di montagna, come Werner Bischof – alpinista lui stesso – a Robert Capa, George Rodger, passando per Inge Morath, Herbert List per arrivare ai nostri giorni con Ferdinando Scianna, Martin Parr, Steve McCurry.

Mountains by Magnum Photographers

Prima dell’avvento della fotografia le montagne erano già un motivo iconografico in pittura, dove erano rappresentate da rocce o massi fino al Rinascimento, quando divennero uno sfondo maestoso che contribuì all’idea prevalente della natura. Le montagne erano state tradizionalmente viste come le sedi di potere mistico e sovrumano, qualcosa di pericoloso e inaccessibile agli umani da poter essere osservato solo da lontano.Durante il XIX secolo, con lo sviluppo dell’alpinismo, i fotografi hanno iniziato a fornire emozioni vertiginose grazie ai primi documenti sulla conquista delle vette fino ad allora inesplorate. Le fotografie non erano solo semplici prove del successo di un’ascensione – erano anche un modo per viaggiare attraverso le immagini. Le prime spedizioni fotografiche sulle Alpi iniziarono negli anni Cinquanta del XIX secolo e furono vere prodezze di sforzo fisico: i fotografi alpinisti erano aiutati da portatori che trasportavano la loro attrezzatura ingombrante e delicata. Le loro immagini stupirono il pubblico che non aveva mai visto le cime delle montagne da così vicino e con così tanti dettagli. Le foto mostravano un mondo nuovo, inesplorato e ancora intatto, promettendo viaggi in territori vergini che evocavano le origini del mondo. Fin dalla nascita della fotografia, quindi, il paesaggio di montagna è stato un soggetto che ha affascinato i fotografi.
Queste immagini non sono solo una testimonianza dell’ammirazione che l’uomo ha per le alte vette, ma mettono in risalto anche la venerazione e il timore che l’uomo, da secoli, ha per le montagne. Da 180 anni, i fotografi che hanno eletto le montagne a soggetto privilegiato del loro lavoro ne esplorano le forme e le trame da ogni angolazione. Artisti passati e presenti hanno reso omaggio alla loro immensità, variando i punti di vista e cercando talvolta di amplificarne la natura spettacolare.

Mountains by Magnum Photographers: i fotografi Magnum hanno costruito e reinventato l’iconografia montana

I fotografi Magnum hanno costruito e reinventato l’iconografia montana. Nelle loro fotografie le montagne sono osservate, sfruttate e attraversate. Vediamo persone che trascorrono tutta la loro vita ad alta quota, ma anche persone di passaggio che cercano una guida spirituale, il piacere, un rifugio dalla guerra o semplice sopravvivenza. L’esposizione al Forte di Bard è un viaggio attraverso gli archivi Magnum, un’esplorazione fotografica di come gli uomini hanno fatto proprie le montagne, che in questi scatti hanno poco in comune con quelle che vediamo nelle cartoline. Il tema della montagna, inoltre, permette di avere un’idea dei viaggi dei fotografi Magnum attraverso tutti i continenti e fa comprendere meglio che cosa di volta in volta cattura la loro attenzione.
La mostra comprende inoltre una sezione dedicata a un importante progetto su commissione dedicato al territorio della Valle d’Aosta, firmato da Paolo Pellegrin, fotografo di fama internazionale e, tra altri prestigiosissimi riconoscimenti, vincitore di dieci World Press Photo Award, frutto di uno shooting realizzato nella primavera 2019.
Per realizzare le immagini presenti in mostra Pellegrin ha dovuto recarsi più e più volte, alla ricerca di quelle luci che lui, amante del bianco e nero, predilige. Sono le luci filtrate dalle nubi sfilacciate dal vento, i violenti controluce sulla superficie della neve, le buie increspature dei crepacci, le scure torri delle creste rocciose, gli arabeschi disegnati sulla superficie dei laghi ghiacciati.

La mostra è accompagnata da un volume edito da Prestel Publishing/Random House, New York.

Mountains by Magnum Photographers
Forte di Bard.
Fino al 6 gennaio 2020
A cura di 
Andrea Holzherr, Annalisa Cittera
Partner 
Regione autonoma Valle d’Aosta, Compagnia San Paolo, Fondazione Crt
Media Partner, 
RMC Radio Monte Carlo

Associazione Forte di Bard
T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it

 

World Press Photo 2019 al Forte di Bard

Crying Girl on the Border di John Moore

Il World Press Photo, il più prestigioso premio al mondo di fotogiornalismo torna al Forte di Bard,  dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020.
Giunto alla 62esima edizione il concorso, ideato nel 1955 dalla World Press Photo Foundation, premia ogni anno i migliori scatti che hanno documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. In esposizione le 140 immagini vincitrici e più rappresentative del 2018, divise in otto diverse categorie: Contemporary issues, Environment, General news, Long Term Projects, Spot news, Nature, Portraits, Sport e Spot news. Le fotografie sono state scelte da una giuria composta da 17 professionisti e presieduta da Whitney C. Johnson, vice-presidente della sezione che si occupa di contenuti visivi ed immersivi del National Geographic. Tre fotografi italiani finalisti per il World Press Photo 2019, sono Marco Gualazzini, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe. Marco Gualazzini ha ricevuto il primo premio nella categoria Ambiente – Storie; Lorenzo Tugnoli, primo classificato, grazie alla sua serie Yemen Crisis, nella categoria General News – Stories; Daniele Volpe con lo scatto sul soggiorno di una casa abbandonata a San Miguel Los Lotes, in Guatemala, secondo classificato nella categoria General news, foto single. Vincitrice di questa edizione è Crying Girl on the Border di John Moore. Lo scatto mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre la madre viene perquisita da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas.

 

 

World Press Photo 2019
Forte di Bard. Valle d’Aosta
6 dicembre 2019 – 6 gennaio 2020

On Assignment, una vita selvaggia. Fotografie di Stefano Unterthiner

L’immagine del cinopiteco ‘Troublemaker’ realizzata nel 2007 lungo la costa di Tangkoko. Il nome, che letteralmente significa ‘combina guai’, gli fu dato da alcuni ricercatori per il carattere curioso e particolarmente dispettoso del giovane maschio.

La mostra On Assignment, una vita selvaggia presenta per la prima volta al pubblico al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, dal 14 dicembre 2019 al 2 giugno 2020, le immagini dei reportage realizzati dal fotografo Stefano Unterthiner nel periodo dal 2006 al 2017 su commissione del National Geographic Magazine. Una retrospettiva che vuole invitare il pubblico a scoprire il mondo della fotografia naturalistica provando a raccontare, attraverso la vita e lo sguardo di un grande fotografo, il nostro rapporto con la natura e le altre specie. La mostra documenta, in particolare, il lavoro realizzato da Unterthiner per il celebre magazine americano, di cui è collaboratore dal 2009 (e primo italiano nella storia della fotografia moderna). Ben 77 le immagini esposte, suddivise in dieci storie che mostrano un grande ritratto del mondo animale: dalle fotografie realizzate nel remoto arcipelago di Crozet, a quelle prodotte, sulle tracce del puma, in Cile; dalle suggestive immagini sul cigno selvatico, ai drammatici scatti che documentano il declino del cinopiteco in Indonesia.

On Assignment, una vita selvaggia: i reportage

I dieci reportage sono:
. Crozet (2006-2007): pinguino reale e altre specie subantartiche. Una spedizione lunga cinque mesi in uno tra i luoghi più selvaggi e incontaminati del nostro pianeta.
. Giappone (2010): cigno selvatico. Un ritratto poetico di uno dei simboli della natura del grande Nord.
. India (2010): entello. Una primate venerato che lotta per sopravvivere in una delle regioni più aride dell’India.
. Cile (2011): fauna della Patagonia andina. Una spedizione sulle Ande per fotografare il più elusivo e misterioso tra i felini: il puma.
. Seychelles (2011): sterne tropicali. Un reportage che documenta alcune popolazioni di sterne che rischiano di scomparire per il cambiamento climatico.
. Indonesia (2012): varano di Komodo. Spedizione tra i ‘draghi’ di Komodo in compagnia del ricercatore Claudio Ciofi.
. Italia (2013): fauna alpina. Un grande ritratto del primo Parco Nazionale italiano: il Gran Paradiso.
. Indonesia (2007 e 2015): cinopiteco. Un reportage che racconta le cause del declino di uno dei venticinque primati più minacciati di estinzione.
. Italia (2016): falco grillaio. Una città storica, Matera, e una piccola specie di rapace. Quando la convivenza tra uomo e natura diventa possibile.
. Australia (2017): varie specie di Macropodidi. Simbolo dell’Australia, oggi il canguro è oggetto della più grande caccia legale al mondo.

A questi dieci reportage si aggiunge un’anteprima del progetto “Una famiglia nell’Artico”, dedicato al soggiorno di un oltre un anno, che il fotografo e la sua famiglia stanno trascorrendo alle Isole Svalbard, con l’intento di documentare e comunicare il fenomeno del cambiamento climatico. Sarà inoltre presentato il documentario “Una vita selvaggia” che racconta il lavoro di campo di Stefano Unterthiner attraverso il materiale inedito girato nel corso di alcuni assignment realizzati dal fotografo e presentati in mostra.
L’esposizione si inserisce a pieno titolo nella linea culturale che il Forte di Bard dedica all’esplorazione e alla documentazione fotografica dell’ambiente naturale attraverso artisti di livello nazionale e internazionale.

On Assignment, una vita selvaggia
Fotografie di Stefano Unterthiner
14 dicembre 2019 – 2 giugno 2020
Forte di Bard, Valle d’Aosta

Forte di Bard: premiati i vincitori di Wildlife Photographer of the Year

Lounging Leopard ©Skye Meaker
Lounging Leopard ©Skye Meaker

Al Forte di Bard premiati i fotografi vincitori di Wildlife Photographer of the Year

L’anteprima italiana della 54esima edizione del Wildlife Photographer of the Year, il più importante premio dedicato alla fotografia naturalistica promosso dal Natural History Museum di Londra, sarà ospitata presso Il Forte di Bard dal 2 febbraio al 2 giugno 2019.
Una giuria internazionale di esperti e fotografi naturalisti ha selezionato oltre cento immagini vincitrici tra le 45.000 fotografie provenienti da novantacinque paesi del mondo.

Wildlife Photographer of the Year: vince Marsel Van Oosten

Il fotografo olandese Marsel Van Oosten con lo scatto The Golden Couple è il vincitore del titolo Wildlife Photographer of the Year 2018.
Lo scatto coglie la bellezza e la fragilità della vita sulla terra riprendendo due scimmie dal naso dorato nella foresta delle montagne cinesi di Qinling, l’unico habitat adatto a questa specie a rischio di estinzione.  Roz Kidman Cox, presidente della giuria, afferma: “Quest’immagine è un ritratto. È un richiamo simbolico alla bellezza della natura e al modo in cui ci stiamo impoverendo mentre la natura diminuisce. È un’opera degna di essere esposta in qualsiasi galleria del mondo“.   Il sedicenne Skye Meaker, invece, ha vinto per Young Wildlife Photographer of the Year 2018 con il suo scatto “Lounging Leopard”, che immortala appunto un leopardo che si sveglia dal sonno nella Mashatu Game Reserve, nel Botswana.

Wildlife Photographer of the Year: l’italiano Marco Colombo vince nella sezione Urban Wildlife

In gara anche sei italiani; il fotografo Marco Colombo ha vinto nella sezione Urban Wildlife con lo scatto “Crossing Paths”,  raffigurante un orso marsicano che attraversa le strade deserte di un borgodel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
La cerimonia inaugurale è in programma venerdì 1° febbraio e saranno presenti i fotografi Valter Bernardeschi e Lorenzo Shoubridge

Immagine in evidenza  Lounging Leopard

©Skye Meaker

Al Forte di Bard il World Press Photo

World Press Photo al Forte di Bard

Dal 7 dicembre al 6 gennaio, il Forte di Bard accoglie l’edizione n. 61 del World Press Photo.  Un appuntamento, quello tra il Forte e il prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo, che è tra gli eventi più attesi nella pur ampia programmazione espositiva del Forte valdostano. Una occasione unica, per vivere attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi e i loro scatti più sensazionali, la cronaca che si fa storia del nostro tempo.

World Press Photo 2018: documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo

L’esposizione del World Press Photo 2018, infatti, non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, i milioni di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.  È il modo di “connettere il mondo con le storie che contano”, come afferma Lars Boering, managing director della World Press Photo Foundation. Le immagini più belle di ogni edizione vengono proposte, come accade al Forte di Bard, in una mostra. L’esposizione tocca 45 paesi e in centinaio di diverse località.   In occasione della 61esima Mostra di World Press Photo, i paesi partecipanti sono stati 125, con 4.548 fotografi e 73.044 immagini proposte. Una giuria internazionale indipendente ha selezionato, tra queste, un totale di 312 immagini – nominate nelle otto categorie, tra cui, quella ambientale che debutta proprio in questa edizione – di 42 fotografi provenienti da 22 paesi: Australia, Bangladesh, Belgio, Canada, Cina, Colombia, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito, Usa e Venezuela. Di questi candidati, 15 hanno vinto precedenti premi World Press Photo, mentre 27 sono stati riconosciuti per la prima volta.

World Press Photo 2018: il reportage “Crisi del Venezuela” del venezuelano Ronaldo Schemidt è vincitore assoluto

Vincitore assoluto del World Press Photo 2018 è il reportage “Crisi del Venezuela” del venezuelano Ronaldo Schemidt, fotografo della Agence France-Presse. Il suo scatto raffigura un giovane in fuga, avvolto dalle fiamme, nel giorno della manifestazione contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas nel maggio 2017.
Il presidente della giuria, nonché photo editor di Geo France, ha così affermato: “È una foto classica, ma che possiede un’energia fortemente dinamica. I colori, il movimento e la forza della composizione trasmettono un’emozione istantanea”.
I sei nominati vincitori delle altrettante sezioni concorrenti alla foto dell’anno sono, in ordine alfabetico: “Crisi Rohingya” di Patrick Brown, Australia, campagna per l’Unicef; “Boko Haram ha attaccato le bombe suicide e contro di loro. In qualche modo queste ragazze adolescenti sono sopravvissute. – Aisha, 14 anni” di Adam Ferguson, Australia, per il New York Times; “Testimoniare le conseguenze immediate di un attacco nel cuore di Londra” di Toby Melville, Regno Unito, Reuters; “La battaglia per Mosul – Allineati per una distribuzione di aiuti” di Ivor Prickett, Irlanda, per il New York Times. Tra i vincitori cinque sono italiani: Alessio Mamo, secondo nella categoria Volti – foto singola; Luca Locatelli, secondo nella categoria Ambiente – reportage; Fausto Podavini, secondo nella categoria progetti a lungo termine; Giulio di Sturco, secondo nella categoria Storie d’attualità – foto singola e Francesco Pistilli, terzo nella categoria Notizie generali – reportage.

World Press Photo 2018: programma

Dal 7 al 23 dicembre
Martedì-venerdì 10.00-18.00
Sabato, domenica, 10.00-19.00
Chiuso il lunedì
Chiuso il 24.12 e 25.12 

Dal 26 dicembre al 6 gennaio
Aperto tutti i giorni
Feriali: 10.00-18.00
Sabato, domenica e festivi 10.00-19.00
Lunedì 31 dicembre: ore 10.00-17.00
Martedì 1° gennaio: ore 13.00-19.00

 Immagine in evidenza Ronaldo Schemidt

 

 

World Press Photo al Forte di Bard

World Press Photo

Dal 7 dicembre al 6 gennaio, il Forte di Bard accoglie la mostra degli scatti finalisti del World Press Photo, uno dei più prestigiosi premi al mondo dedicati al fotogiornalismo. Più di 70mila, da 125 Paesi, le fotografie candidate a questa 61esima edizione, selezionate da una giuria internazionale indipendente. Vincitore assoluto del 2018 è il fotografo venezuelano Ronaldo Schemidt con lo scatto Venezuela Crisis che ritrae un giovane in fuga, avvolto dalle fiamme, nel giorno della manifestazione contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas, nel maggio del 2017.

World Press Photo
Dal 7 dicembre al 6 gennaio
Forte di Bard
www.worldpressphoto.org
 

Immagine in evidenza
© Ronaldo Schemidt

Al Forte di Bard i Paesaggi di Cartier-Bresson in collaborazione con Magnum Photos International

Al Forte di Bard i Paesaggi di Cartier-Bresson

Dal 17 giugno al 21 ottobre 2018 la mostra realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con Magnum Photos International e Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi, presenta 105 immagini in bianco e nero, personalmente selezionate da Henri Cartier-Bresson, scattate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta fra Europa, Asia e America. 

Ciascuna fotografia è rappresentazione di quell’‘istante decisivo’ che per il maestro è il “riconoscimento immediato, nella frazione di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente, della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel fatto”. 

Sebbene in alcune foto compaiano anche delle persone, l’attenzione dell’autore è concentrata in modo particolare sull’ambiente, tanto che si può parlare di Paesaggio della Natura e Paesaggio dell’Uomo

Le immagini in bianco e nero di colui che è stato denominato l’occhio del secolo, sono raggruppate per tema: alberi, neve, nebbia, sabbia, tetti, risaie, treni, scale, ombra, pendenze e corsi d’acqua. A proporre una “promenade” tra paesaggi urbani e paesaggi rurali.

Sono immagini che riflettono il rigore e il talento di Henri Cartier-Bresson che in esse ha saputo cogliere momenti e aspetti emblematici della natura. Spesso immortalando la perfetta armonia tra le linee e le geometrie delle immagini. Armonia perfetta e serena, ad offrire una interpretazione naturale, calma e bella di un secolo, il ventesimo, per altri versi magmatico e drammaticamente complesso.  

Come ha affermato il poeta e saggista Gérard Macé nella prefazione al catalogo Paysage (Delpire, 2001), “Cartier Bresson è riuscito a fare entrare nello spazio ristretto dell’immagine fotografica il mondo immenso del paesaggio, rispettando i tre principi fondamentali che compongono la sua personale geometria: la molteplicità dei piani, l’armonia delle proporzioni e la ricerca di equilibrio”. 

Nato nel 1908 a Chenteloup, Seine-et-Marne, Cartier-Bresson fu co-fondatore nel 1947 della celebre agenzia Magnum. Dopo gli studi di pittura, la frequentazione degli ambienti surrealisti e dopo l’esperienza in campo cinematografico al fianco di Jean Renoir, nel 1931, in seguito a un viaggio in Africa, decide di dedicarsi completamente alla fotografia.  Da Città del Messico a New York, dall’India di Gandhi alla Cuba di Fidel Castro, dalla Cina ormai comunista all’Unione Sovietica degli anni cinquanta: HCB percorre la storia del secolo breve con la fedele Leica al collo, scegliendo con cura il punto di ripresa, cogliendo il ‘momento decisivo’ e dando vita a immagini ormai entrate nell’immaginario comune e che gli sono valse l’appellativo di ‘occhio del secolo’.

Informazioni

Associazione Forte di Bard

T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it

Prenotazione visite 

T. + 39 0125 833818

prenotazioni@fortedibard.it

Orari 

martedì-venerdì: 10.00-18.00

Sabato, domenica e festivi: 10.00-19.00

Aperta tutti i giorni dal 23 luglio al 2 settembre 10.00-19.30

La Biglietteria chiude 45 minuti prima.

Le immagini più straordinarie del World Press Photo al Forte di Bard

LE IMMAGINI PIÙ STRAORDINARIE DEL WORLD PRESS PHOTO AL FORTE DI BARD

Oltre 140 scatti sensazionali e 12 video dei più grandi fotoreporter di oggi raccontano la storia dei nostri giorni  

7 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018

Inaugurazione 7 dicembre



Dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 il Forte di Bard presenta la 60esima edizione del World Press Photo. Oltre 140 immagini straordinarie e 12 video dei vincitori del digital storytelling contest in mostra per il più importante riconoscimento internazionale di fotogiornalismo che, per un anno, hanno documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. Un’esposizione unica per scorrere, attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi, gli scatti più sensazionali che raccontano, denunciano, enfatizzano e racchiudono in una cornice la storia del nostro tempo.

Dopo aver esaminato 80.408 immagini pubblicate sui giornali proposte da 5.034 fotografi provenienti da 126 paesi, la giuria del prestigioso concorso ha premiato 45 fotografi di 25 diverse nazionalità: Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, India, Iran, Italia, Nuova Zelanda, Pakistan, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Siria, Turchia, Stati Uniti e Ungheria.

Quattro i fotografi italiani premiati nelle otto categorie del concorso (spot news, notizie generali, attualità, vita quotidiana, ritratti, natura, sport e progetti a lungo termine): Giovanni Capriotti (categoria: sport, primo premio), Antonio Gibotta, Agenzia Controluce (categoria: ritratti, secondo premio), Alessio Romenzi (categoria: notizie generali, terzo premio) e Francesco Comello (categoria: vita quotidiana, terzo premio).


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In mostra al Forte di Bard anche la foto dell’anno 2016An Assassination in Turkey” (Omicidio in Turchia), del fotografo turco, membro dell’Associated Press, Burhan Ozbilici, scattata il 19 dicembre e che ritrae l’attentatore Mevlüt Mert Altıntaş dopo aver assassinato l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, durante un’inaugurazione nella Galleria d’Arte di Ankara. L’immagine ha vinto anche il primo premio per la categoria spot news. A tal proposito Mary F. Calvert, membro della giuria, ha dichiarato: «È stata una decisione molto difficile, ma alla fine abbiamo intuito che la Foto dell’anno doveva essere un’immagine esplosiva che rappresentasse il disprezzo e l’odio dei nostri tempi. È un’immagine talmente dirompente che ogni volta che compariva sullo schermo bisognava allontanarsi, proprio per questo abbiamo capito che incarnava alla perfezione ciò che è il World Press Photo e cosa significa».


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L’esposizione presenta anche i 12 video vincitori del 2017 Digital Storytelling Contest, premio assegnato alle migliori forme di giornalismo visivo grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e alla diffusione di Internet. Quest’anno sono state esaminate 282 produzioni: 135 per la categoria short form, 54 per la categoria long form, 62 per la categoria immersive storytelling e 31 per la categoria innovative storytelling.

Nata nel 1955, la World Press Photo Foundation è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro con sede ad Amsterdam.


I dettagli sul sito ufficiale di World Press Photo  www.worldpressphoto.org

World Press Photo

Forte di Bard. Valle d’Aosta

7 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018

Info

Associazione Forte di Bard, tel. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.itwww.fortedibard.it

Orari

7 dicembre 10.00-18.00

dall’8 al 10 dicembre 10.00-19.00

dal 12 al 22 dicembre: feriali 10-17.00, sabato e domenica 10-19.00

23 e 24 dicembre: 10.00-18.00

Chiuso l’11, il 18 e il 25 dicembre

dal 26 dicembre al 7 gennaio aperta tutti i giorni:

feriali 10.00-18.00, sabato, domenica, festivi 10.00-19.00

1° gennaio: 13.00-19.00

Tariffe

Intero 7,00 euro | Ridotto 5,00 euro

Cumulativo con mostra Da Raffaello a Balla. Capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca Intero 11,00 euro | Ridotto 8,00 euro

Ufficio Stampa Forte di Bard

Equipe International Tel. +39 0234538354

Maria Grazia Vernuccio cell. +39 3351282864 | mariagrazia.vernuccio@equipemilano.com

Agnese Paris cell. +39 3203506955 | agnese.paris@equipemilano.com

Steve McCurry. Mountain Men al Forte di Bard

© Steve McCurry, Monk at Jokhang Temple. Lhasa, Tibet, 2000 'There was something about his face,' McCurry has said of this monk at the Jokhang temple in Lhasa, Tibet. There was some 'ancient feeling, some kind of ancient truth there. I have never seen a face quite like his.' He looks with intensity into McCurry's camera, deeply aware of the transience of the moment. "The lines of time trace a deep personal history across this old monk's face. It seems as though his has been a life of enquiry, a quest for a truth, on a higher level. He looks into the lens of the camera with a searching gaze. That is what attracted McCurry, as he visited the Jokhang Temple on his photographic pilgrimage through Tibet, sketching with his camera the various pathways to the Buddha. - Phaidon 55 Magnum Photos, NYC31836, MCS2000009 K001 Phaidon, 55, Looking East, The Path to Buddha, Iconic Images, final book_iconic, Iconic Photographs Path To Buddha_Book Steve McCurry_Book Looking East_Book Iconic_Book PORTRAITS_book Untold_book final print_MACRO final print_Sao Paulo final print_Milan final print_Birmingham PORTRAITS_APP final print_HERMITAGE retouched_Sonny Fabbri 7/13/2015
Steve McCurry. Mountain Men
28 maggio – 26 novembre 2017
Forte di Bard. Valle d’Aosta

Il Forte di Bard presenta un inedito progetto espositivo di uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea internazionale. Steve McCurry. Mountain Men è il titolo della coproduzione Forte di Bard, Steve McCurry Studio, Sudest57 che affronta i temi della vita nelle zone montane e della complessa interazione tra uomo e terre di montagna. Una selezione di paesaggi, ritratti e scene di vita quotidiana mette in evidenza il continuo e necessario processo di adattamento delle popolazioni al territorio montano che influenza ogni aspetto dello stile di vita delle persone: dalle attività produttive al tempo libero, dalle tipologie di insediamento, di coltivazione e di allevamento ai sistemi e mezzi di trasporto.


© Steve McCurry, Monk at Jokhang Temple. Lhasa, Tibet, 2000

Il tema della mostra è la vita in montagna, ossia evidenziare attraverso un percorso di immagini le specifiche antropologiche delle popolazioni che vi vivono, i legami e le interazioni fra gli uomini e l’ambiente e la terra in aree non pianeggianti. La montagna influenza il modo di vivere e tutte le attività dell’uomo, dai trasporti al tempo libero, dall’agricoltura alla produzione di energia, al costo stesso della vita.

Il percorso è incardinato su 77 immagini del celebre fotografo stampate e allestite in formati diversi e selezionate dai suoi archivi rispetto al concept del progetto. Sono immagini di popolazioni di montagna raccolte da McCurry nel corso dei suoi innumerevoli viaggi: Afghanistan, Pakistan, India, Tibet, Nepal, Brasile, Etiopia, Myanmar, Filippine, Marocco, Kashmir, Slovenia e Yemen.


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Festa del papà con Doisneau e Wildlife Photo

Domenica 19 marzo in occasione della Festa del Papà, il Forte di Bard celebrerà la ricorrenza con una promozione speciale che prevede l’accesso agevolato alle mostre presenti nelle sale della struttura espositiva.

Chiunque si recherà alla biglietteria del Forte accompagnato da figli under 18 potrà entrare gratuitamente alle mostre Wildlife Photographer of the Year e Robert Doisneau. Icônes. Durante la giornata sarà anche lanciato il contest Instagram #Sei Forte Papà! I padri che si registreranno al Bookshop e che pubblicheranno su Instagram un selfie con il proprio figlio per raccontare la loro giornata trascorsa assieme nella fortezza, potranno ritirare un gadget omaggio. La promozione non è valida per i gruppi che hanno prenotato una visita guidata. Per usufruire degli omaggi, papà e figli, naturalmente, devono presentarsi insieme alla biglietteria.
Nella stessa giornata di domenica 19 marzo, alle ore 15.00, sarà possibile visitare la mostra Robert Doisneau. Icônes con una guida: gli interessati devono lasciare il proprio nominativo e recapito presso la biglietteria il giorno stesso. La visita, sino a esaurimento dei posti disponibili, ha un costo di 4,00 euro aggiuntivo al prezzo del biglietto di ingresso alla mostra. Viste guidate alla mostra di Robert Doisneau. Icônes sono in programma anche nel mese di aprile, domenica 9 e 23, sempre alle ore 15.00.

Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0125.833811
www.fortedibard.it

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San Valentino con Robert Doisneau

Le Baiser de l'Hôtel de Ville, 1950 © Robert Doisneau

La bellissima struttura espositiva del Forte di Bard propone un evento speciale per tutte le coppie di innamorati: “San Valentino nel segno dei baci di Robert Doisneau“, una serata esclusiva e romantica tra le possenti mura della più imponente fortezza delle Alpi Occidentali, alle porte della Valle d’Aosta.Bacio-2-Robert-Doisneau
Un brindisi all’interno della Cappella del Forte, darà il via alla visita guidata della mostra Robert Doisneau. Icônes che presenta una nuova selezione di fotografie realizzate dal grande artista francese nel corso della sua straordinaria carriera. Fil rouge del percorso espositivo è la iconicità delle immagini, quelle che maggiormente hanno saputo conquistare l’immaginario collettivo e il grande pubblico, a partire dal celebre bacio del 1950, Le baiser de l’Hôtel de ville.
La serata continuerà nei locali della Polveriera, per l’elegante cena. Una musica d’ambiente renderà ancora più magica l’atmosfera. Al termine della cena sarà possibile visitare anche la mostraFORTEDIBARD
È richiesta la prenotazione al numero 0125.833886 oppure via email all’indirizzo eventi@fortedibard.it. Le coppie che riserveranno la cena avranno in omaggio una copia del catalogo della mostra Robert Doisneau Icônes. Nel giorno di San Valentino, martedì 14 febbraio 2017, speciale promozione per tutte le coppie, sposi, conviventi, fidanzati: si entra in due e paga uno. L’offerta è valida per tutte le aree espositive del Forte.

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