bokeh

Il bokeh: cos’è e come renderlo al meglio #1

Con buona probabilità, anche chi si è appena avvicinato alla fotografia ha sentito parlare di “bokeh”. Questa parola è usata per descrivere la sfocatura di un’immagine. Non la quantità, che dipende da diaframma, distanza di messa a fuoco, lunghezza focale e altro, ma la qualità.

È una caratteristica difficile da quantificare perché non può essere misurata nello stesso modo in cui possiamo misurare, per esempio, la nitidezza. È anche molto soggettiva. Un bokeh giudicato bellissimo da qualcuno potrebbe apparire orrendo da qualcun altro.

Ci sono però alcuni termini che tendono a ricorrere nella descrizione di una sfocatura. Morbida, nervosa, dolce, cremosa, ruvida, piena, confusa… La resa delle aree fuori fuoco è diventata un elemento da considerare tra i pro e i contro di un obiettivo.

bokeh

Profondità di campo e bokeh

Bokeh e profondità di campo vanno mano nella mano. Più è limitata la profondità di campo, più diventano pronunciate le aree sfocate dell’immagine. È per questo motivo che il modo in cui l’ottica tratteggia il bokeh è più importante negli obiettivi pensati per ritratti e close-up (due generi in cui si usano di frequente i diaframmi ampi per staccare il soggetto dallo sfondo) che non, per esempio, in un grandangolo specialistico per la fotografia paesaggistica.

Come massimizzare l’effetto

Per massimizzare il bokeh, dobbiamo usare focali lunghe e diaframmi molto aperti, avvicinarci il più possibile al soggetto e assicurarci che lo sfondo sia invece abbastanza lontano dal piano di fuoco da essere reso come una morbida sfocatura.

Scattare con la luce giusta è come sempre fondamentale. Il sole di mezzogiorno in una giornata limpida non offre le condizioni migliori per un bokeh fluido e morbido. La luce dura e diretta non può che produrre un bokeh altrettanto duro e introdurre distrazioni, perché le macchie di luci alte sullo sfondo, per quanto sfocate, finiranno sempre per attirare l’attenzione dell’osservatore.

Gli obiettivi giusti

La piacevolezza delle aree fuori fuoco è influenzata in massimo grado dall’obiettivo in uso. In generale, alcune ottiche producono una sfocatura più gradevole e attraente di altre. Ma se siamo davvero contagiati dalla febbre del bokeh, forse è il caso di interessarci a quei pochi obiettivi specialistici studiati appositamente per il controllo del bokeh. Per esempio i due Nikon 105 mm e 135 mm Defocus Control (DC), il Fujifilm XF 56 mm f/1.2 R APD e il modello retrò di Lomography, il Petzval 58 Bokeh  Control.

Leggi anche Il bokeh: cos’è e come renderlo al meglio #2


Latest from LATESTHIGHLIGHTS

0 0,00
Go to Top