Tom ha posizionato con cura la fotocamera affinché i tronchi non si sovrapponessero e non si impastassero troppo e ha coperto il sole dietro un albero per creare l’esplosivo riverbero che illumina questa distesa di campanule nella foresta di Hallerbos, Belgio. © Tom Mackie

Leggere la scena #4. Come scattare nei boschi

Torna la nostra rubrica dedicata alla lettura della scena! Le scorse settimane vi abbiamo parlato di come fotografare la montagna, la campagna e i paesaggi marini. Con i consigli di Tom Mackie, esperto fotografo paesaggistico, troverete il miglior punto di ripresa per qualsiasi location.

Leggere la scena: boschi e foreste

Le aree boscose offrono una marea di possibilità, ma richiedono alcune accortezze…

Luce

Non sono molti i casi in cui un cielo coperto, magari piovoso, può entusiasmarci, ma per fotografare in un bosco è l’ideale: una giornata soleggiata creerebbe troppo contrasto, slavando dettagli e colori. In alcuni casi può funzionare il controluce, per esempio quando il sole scintilla tra le foglie autunnali.

Fiori

Un tappeto di fiori aggiunge colori e motivi che riescono a spezzare la ripetitività dei tronchi verticali e può dare più tridimensionalità all’immagine, offrendo all’osservatore l’illusione di poter fare un passo nella scena. Possiamo anche isolare un singolo esemplare con un obiettivo macro o tele e aprire molto il diaframma per sfocare lo sfondo. La luce morbida è la migliore: se la giornata è variabile, aspettiamo che una nuvola copra il sole.

Creare l’ordine

Quando camminiamo in un bosco, ci accorgiamo di quanto sia caotico e di quanto sia difficile estrarne una composizione efficace. Prendiamoci il tempo di osservare le relazioni tra gli alberi. Basta un passo di lato per fare la differenza nel modo in cui si fondono e si sovrappongono. Anziché usare il grandangolo, che include troppo in un ambiente così ricco, affidiamoci al teleobiettivo per isolare motivi e dettagli delle foglie.
obiettivi. La scelta dell’obiettivo può stravolgere l’atmosfera dell’immagine. Un grandangolo aiuta a dare più profondità se inquadriamo dal sottobosco fino al fondale degli alberi. Le focali più lunghe aumentano la compressione dei tronchi. Fotografiamo ogni scena con ottiche diverse per vedere come cambia il risultato.

Il filtro improbabile

Non viene mai in mente di montare un filtro polarizzatore nel bosco, in assenza del cielo azzurro e delle nuvolette bianche cui lo associamo di norma. Invece, è efficacissimo anche per rimuovere i riflessi dalle foglie e così aumentarne la saturazione: i verdi appaiono più lussureggianti e i colori autunnali squillano più intensi. A volte è difficile vedere con precisione l’effetto del filtro, ma se teniamo d’occhio l’intensità dei riflessi luminosi sulle foglie possiamo regolarlo fino a farli svanire.

Tutti i consigli sulla lettura della scena di Tom Mackie sono nel numero 94 di NPhotography, in versione digitale qui.


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