Martin Parr/Magnum Photos
Martin Parr/Magnum Photos

Martin Parr: ora celebre e acclamato documentarista, in passato outsider della fotografia

MARTIN PARR

Martin Parr era considerato un outsider del mondo della fotografia e i suoi lavori hanno a lungo diviso critici e colleghi. Alcuni ne apprezzavano lo sguardo personalissimo e umoristico sulla vita contemporanea, altri lo consideravano uno snob intellettuale con molta puzza sotto il naso. Parr ha continuato a crescere e produrre e oggi, dopo una carriera quarantennale, è uno dei più popolari fotografi documentaristi in attività. Cosa ha innescato la sua passione per la fotografia?
Nato a Epsom, Surrey, nel 1952, Parr ha cominciato a scattare all’inizio dell’adolescenza. Era incoraggiato dal nonno, George, fotografo dilettante. Parr ha poi studiato fotografia al Manchester Polytechnic nel 1970-73. Dopo gli studi ha cominciato a lavorare come freelance, sostenendosi con l’insegnamento.

Ha sempre lavorato a colori?
No: le sue prime opere, raccolte in libri (tra cui Bad Weather, del 1982), erano in bianco e nero. Ha iniziato a scattare a colori nel 1984 e da allora ha sviluppato uno stile molto personale, contraddistinto dai colori saturi, ottenuti con un flash ad anello.

Quale libro ha segnato l’affermazione di Parr come fotografo?
The Last Resort, del 1986: era uno studio dei villeggianti nelle decadenti località turistiche costiere intorno a New Brighton. È una splendida raccolta di immagini caustiche e ironiche, come famiglie raccolte alle fermate dell’autobus accanto a tracimanti cestini della spazzatura o folle di persone in coda per il fish-and-chips. Oggi è considerato una pietra miliare di quel periodo.

Quali sono i suoi altri titoli importanti?
Parr ha pubblicato oltre cento libri di fotografia. Tra quelli fondamentali citiamo Small World (1995), sul turismo globale, Common Sense (1999), sul consumismo, e Think of England (2000), uno sguardo satirico sull’Inghilterra e l’“inglesità”.

Come mai c’è stata opposizione al suo ingresso in Magnum?
Quando ha fatto richiesta di ammissione, nel 1994, il suo lavoro divideva i membri. Il fotogiornalista Philip Jones Griffiths era fermamente contrario all’ammissione di Parr, che descrisse come “il preciso avversario di tutto ciò in cui credo e, spero, in cui Magnum ancora crede”. Parr è riuscito a farsi nominare membro con un margine di un solo voto, ma dal 2014 al 2017 è stato presidente dell’agenzia.

E di recente cosa sta facendo?
Poco più di un anno fa ha inaugurato la Martin Parr Foundation di Bristol. Ospita il suo archivio e una crescente collezione di fotografi britannici e irlandesi, oltre a organizzare eventi e mostre.


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