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FUJIFILM X-PHOTOGRAPHERS Italia: il programma per diffondere la cultura fotografica

FUJIFILM X-PHOTOGRAPHERS Italia

Il connubio imprescindibile tra macchina fotografica e chi attraverso di essa osserva il mondo, lo interiorizza e lo racconta con i propri lavori è alla base del programma FUJIFILM X-Photographer, che oggi si rinnova ampliando la rosa dei professionisti testimonial del marchio. Da quando nel 2011 ha presentato la Serie X, Fujifilm ha affidato a fotografi professionisti il delicato compito di testimoniare, attraverso le proprie immagini e i propri lavori, le caratteristiche uniche della gamma. Con il lancio poi della gamma GFX, è nata l’esigenza di far entrare in squadra nuovi talenti per raccontare le nuove frontiere raggiunte e la potenzialità dell’intera offerta FUJIFILM.
La Serie X e la gamma GFX si contraddistinguono per semplicità di utilizzo, grandi prestazioni, innovazione tecnologica e design accurato, segnando una vera trasformazione, se non rivoluzione, nell’approccio alla tecnica e alle tendenze fotografiche. FUJIFILM oggi è a pieno titolo utilizzata per affrontare qualsiasi situazione di scatto, dalla fotografia di reportage, di street, di sport, di architettura, in studio, di moda, a quella naturalistica e paesaggistica.

FUJIFILM X-PHOTOGRAPHERS Italia: workshop e seminari incentrati sul linguaggio visivo 

Pertanto nuova linfa al progetto X-Photographers, che vede coinvolti 18 fotografi. Di questi, dodici conferme con cui FUJIFILM collabora da anni – Max Angeloni, Luca Bracali, Alberto Buzzanca, Gianluca Colla, Max De Martino, Elena Givone, Pierluigi Orler, Simone Raso, Simone Sbaraglia, Riccardo Spatolisano, Marco Tortato, Marco Urso e sei nuovi professionisti – Flavio Bandiera, Giorgio Cravero, Sara Lando, Alex Liverani, Luca Locatelli, e Federico Tardito.
Il programma nasce con l’intento di affidare agli X-Photographers un compito molto caro all’azienda giapponese, quello di promuovere e diffondere nel miglior modo possibile la cultura fotografica, in ogni suo aspetto e nei diversi campi di utilizzo. L’X-Photographer viene infatti coinvolto come docente e relatore durante workshop e seminari, incontri incentrati sul linguaggio visivo attraverso i racconti di progetti e lavori fotografici personali, partecipa attivamente alla creazione di contenuti che vengono divulgati all’interno dei canali ufficiali FUJIFILM Italia e Global, oltre a dare supporto all’azienda madre durante la fase di sviluppo di nuovi prodotti, suggerendo all’azienda le reali esigenze dei professionisti e fotoamatori.
Inoltre, nella galleria virtuale https://fujifilm-x.com/it-it/photographers saranno esposti lavori e scatti prodotti con i diversi modelli della Serie X e GFX.

Baldelli, Grassani, Monteleone: il futuro del fotogiornalismo

Republic of Chechnya, Russia, 03/2013. Rada, 14 years old is trying a wedding dress designed by her sister, inside a bus during the rehearsal for the shooting of a movie on Chechen deportation. Child brides were very common in the Chechen tradition as in many other Muslim countries. Despite President Kadyrov is strongly promoting a revival of Chechen tradition and Islamic law, he was recently forced by central authority of the Russian Federation to publicly condemn the practice of child marriage, illegal in the entire Russian Federation. Shatoy.

Baldelli, Grassani, Monteleone

In occasione dell’undicesima edizione dei Sony World Photography Awards, Sony ha proposto tre serate di approfondimento aperte al pubblico (presso gli spazi di Open a Milano) dal titolo “Fotografare il domani. Progettualità, etica e bellezza” che hanno visto protagonisti i Sony Digital Imaging Ambassador, gli attuali dieci fotografi professionisti selezionati per l’Italia nell’ambito del programma Sony Global Imaging Ambassadors. Con loro, Denis Curti, curatore dell’edizione italiana della mostra, ha affrontato diversi temi legati alla fotografia, indagandone gli aspetti fondamentali. Il talk conclusivo ha visto la partecipazione di Luigi Baldelli, Alessandro Grassani e Davide Monteleone con i quali Denis Curti ha dialogato intorno al tema del fotogiornalismo, professione, o forse “vocazione”, che oggi propone ai fotografi nuove sfide, ma anche inedite opportunità.

Intervista a Baldelli, Grassani, Monteleone

La discussione prende il via dal titolo dell’incontro, “Fotografare il domani”, quasi un ossimoro, come sottolinea il moderatore, perché la fotografia ha una costante aderenza alla realtà, anche se spesso ai fotografi viene chiesto di raccontare il futuro. Come si conciliano presente e futuro, attualità e domani, nel lavoro di un fotogiornalista? «Raccontare il futuro è praticamente impossibile – esordisce Luigi Baldelli. Quando ti viene chiesto di raccontare una storia, è importante cercare di raccontarla nel miglior modo possibile nel presente. Questo è ciò che va fatto, secondo me, nel nostro mestiere. Ma bisogna sempre avere un occhio rivolto al domani, capire come questa storia sarà utilizzata o manipolata». Sul rapporto tra fotografia e futuro interviene anche Alessandro Grassani: «Quando ho iniziato a studiare fotografia, sono rimasto colpito dallo slogan con cui Henry Luce lanciò la rivista LIFE nel 1936: “Vedere la vita, vedere il mondo, essere testimoni dei grandi eventi”. Per me la fotografia aveva una forte attinenza al presente, voleva dire raccontare quello che succedeva. Con il passare del tempo, con questa globalizzazione dell’immagine che fa sì che tutti possano vedere tutto, fotografare tutto, condividere immediatamente in Rete ciò che hanno visto, ho capito che essere fotografi significa interpretare il presente per raccontare alcuni aspetti del futuro. Questa è la mia idea di fotografia oggi: provare il più possibile a interpretare il presente, perché partiamo da ciò che è reale, da quello che succede oggi, cercando di darne un senso. Per essere testimoni del nostro mondo dobbiamo avere la capacità di aprire una finestra sul futuro». «Immagino la fotografia come una concatenazione di eventi che si manifestano in tempi diversi – è il pensiero di Davide Monteleone. Il primo evento è quello del fotografo che va da qualche parte, che incontra qualcuno, qualcosa. Poi c’è il secondo momento, quello in cui il fotografo ha una relazione diretta con l’opera che ha prodotto, con la fotografia che ha immaginato. Questo diventa anche il momento in cui l’autore sceglie cosa divulgare e cosa tralasciare di quanto ha prodotto. Il terzo evento è la relazione che il pubblico ha con la fotografia e che riconduce all’evento iniziale. La fotografia rappresenta, di fatto, nello stesso momento tre tempi diversi. Il passato, cioè il momento in cui è stata scattata, il presente, il momento in cui è vista e scelta, e il futuro, nel senso che la fotografia diventa in qualche modo memoria del passato e simbologia per il futuro».

© Alessandro Grassani

Baldelli, Grassani, Monteleone: Oggi, i fotografi sono chiamati a schierarsi, a prendere posizione, a dire come la pensano… È davvero così?

«In una guerra si deve odiare qualcuno oppure amare qualcuno; è necessario avere una posizione oppure non si può capire ciò che succede». Denis Curti prende spunto da questa affermazione di Robert Capa per lanciare una provocazione: oggi, i fotografi sono chiamati a schierarsi, a prendere posizione, a dire come la pensano… È davvero così? E come si fa a schierarsi attraverso un linguaggio ambiguo come quello della fotografia? Secondo Luigi Baldelli, la fotografia è in qualche modo una forma di politica: «Quando si scatta una fotografia, non si assume solo una posizione fisica, controsole o a favore di luce, ma si prende una posizione ben precisa rispetto a quello che si vuole raccontare. Se vai a Kabul quando ci sono i talebani, non puoi stare dalla loro parte. Se vai a fotografarli lo fai solo per denunciare, almeno questa è stata la mia scelta». «Trovo quasi ovvio che la fotografia sia un linguaggio personale, soggettivo – gli fa eco Alessandro Grassani. Quando un fotografo prende in mano la macchina fotografica, comunque vada esprime un punto di vista personale. Il fotografo racconta ciò che vede sulla base delle sue conoscenze, della sua esperienza di vita, interpreta la realtà per restituire un parere personale».Oggi, dunque, i fotografi sono chiamati a interpretare ciò che fotografano, a restituire attraverso l’obiettivo il loro personale punto di vista sulla realtà. Un punto di vista che, sempre più spesso, passa attraverso non un singolo scatto, ma una serie di immagini. A emergere sono le storie, i progetti, che possono tenere impegnati i fotografi anche per mesi o anni. Torna, allora, preponderante il tema della progettualità. A prendere la parola su questo particolare aspetto è Davide Monteleone: «Ho detto qualche tempo fa che si sta profilando una generazione di “fotografi pensanti”. Quando ho cominciato a fare questa professione, mi sono imbattuto in una frase che inizialmente avevo attribuito a Ferdinando Scianna, scoprendo poi che era di Sciascia che a sua volta l’aveva rubata a Čechov, e dice che “i giornalisti vanno da qualche parte e appena ci capiscono qualcosa vanno da un’altra parte”. Mi ha sempre inquietato questa affermazione perché penso che sia un segno di grande superficialità. Però, per tanti anni, per tante generazioni – senza nulla togliere ai grandi maestri che abbiamo citato – il ruolo del fotografo è stato confinato a quello di un operatore che serviva le agende politiche e le necessità di Stati, giornali e, in generale, del potere. Da qualche anno, invece, soprattutto nelle generazioni più giovani, si inizia a comprendere che il fotografo non fa più solo le foto, fa molte altre cose. Tra le prime, pensa. Le immagini non sono semplicemente il risultato di un “clic”, ma appartengono a un processo di pensiero, di valutazione, di schieramento. Il lavoro non è più quello di andare da qualche parte, capirci qualcosa e andare da un’altra parte, bensì quello di studiare, di capire che cosa si vuole fare, come lo si vuole raccontare e a chi ci si vuole rivolgere». Altro tema che affiora nel corso della discussione è legato al modo di porsi dei fotografi verso un mondo dell’editoria che è sempre più in crisi e nel quale le opportunità e gli spazi si restringono. Questo impone ai fotografi di cercare altrove opportunità e ambiti, per esempio nelle mostre e nei festival di fotografia, di diversificare il proprio lavoro per adeguarsi a dinamiche in continua evoluzione. Secondo Alessandro Grassani, ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione in questo senso: «Uno riguarda il linguaggio contemporaneo, che sta cambiando da descrittivo a evocativo. Questo, in un momento di crisi dell’editoria, facilita il fotografo documentarista a rivolgersi verso altri ambiti non propriamente editoriali. Sotto il profilo del linguaggio, il lavoro del fotografo oggi si presta maggiormente a dialogare con altri mercati come le mostre e le ONG». Dunque, si interroga Denis Curti, tutto ciò impone ai fotografi di avere una produzione adeguata a questo sdoppiamento, a questa necessità di rivolgersi a mercati diversi? «È una domanda difficile – riprende la parola Alessandro Grassani – perché non so se sceglierei una storia per la sua capacità di dialogare con diversi mercati. Poi immagino che tutti noi facciamo qualche calcolo prima di iniziare un progetto, perché è chiaro che un progetto ha bisogno di finanziamenti. Non si può però prescindere dalla storia che si vuole raccontare, si parte da quello e poi si va avanti, si vede se la storia è destinata a sopravvivere o se bisogna abbandonarla perché non trova spazio». Parole, dunque, punteggiate da una certa amarezza o, forse, dalla disillusione. Ma ciò che non viene meno in questi tre fotografi, e in tanti altri reporter impegnati in questo difficile mestiere, è la passione per le storie, la capacità di trovare in ogni aspetto della realtà qualcosa che valga la pena di essere raccontato. E allora, finché ci sarà questo innamoramento, finché emergerà la bellezza di una storia, di un volto, di un’emozione, allora ci sarà sempre una ragione valida per premere il tasto della macchina fotografica, per intraprendere un nuovo progetto che possa arricchire chi lo fa e chi lo ammira.

Un gruppo di donne in un campo profughi in Somaliland, 2017. © Luigi Baldelli
Dicko Hdiana, allevatore della Costa D’Avorio gravemente ferito durante gli scontri del 2016 tra le comunità di allevatori e agricoltori.
Dicko Hdiana, allevatore della Costa D’Avorio
gravemente ferito durante gli scontri del 2016
tra le comunità di allevatori e agricoltori. © Alessandro Grassani
© Davide Monteleone
Russia, Novocherkask 2007 © Davide Monteleone

Alghero Street Photography Awards: al via il contest internazionale di fotografia

ASPA – Alghero Street Photography Awards

ASPA – Alghero Street Photography Awards, festival internazionale dedicato alla fotografia d’autore, ritorna con un secondo appuntamento che consolida la sua formula ma propone alcune innovazioni. Come nella prima edizione, il festival ASPA è preceduto da un concorso internazionale, opportunità di riflessione, osservazione di una realtà che muta velocemente, contatto con un mondo eterogeneo.

Alghero Street Photography Awards: contest

Il contest si suddivide in tre categorie principali – Fotografia di viaggio, Fotografia Documentaria e Fotografia di strada a cui si aggiungono la categoria Fotografia di ricerca e Insula/Insulae, tema speciale sviluppato interamente in Sardegna. A questi si sommano i premi della categoria Blow-up, riconoscimenti speciali dal taglio maggiormente fotogiornalistico che mirano a dare un particolare approfondimento sulla realtà. Gli autori saranno selezionati da una giuria internazionale composta da professionisti del settore: Siegfried Hansen, Viviana Gravano, Valerio Bispuri, Simone Sbaraglia, Ezio Ferreri, Salvatore Ligios, Ivo Serafino Fenu, Sonia Borsato.

Alghero Street Photography Awards: al vincitore un soggiorno ad Alghero, interamente pagato e la pubblicazione sulla prestigiosa rivista Digital Camera 

La vera novità di questa seconda edizione è la sinergia tra lo sponsor ufficiale.
Fujifilm Italia e il nuovo sponsor Il Fotografo che ha dato vita al Premio sponsor: un soggiorno ad Alghero, interamente pagato, per la realizzazione di un progetto autoriale nella nostra città per raccontarla in modo inedito tra natura e tradizioni, passato e contemporaneo. Il vincitore sarà coadiuvato dall’associazione Officine di idee, ideatrice del festival, che sarà disponibile, sin da prima dell’arrivo ad Alghero, a dare tutto il supporto necessario alla realizzazione del progetto (contatti, informazioni logistiche, curiosità sul luogo).
Al vincitore verrà fornito in prestito un corredo Fujifilm di ultima generazione e il suo progetto verrà successivamente pubblicato sulla prestigiosa rivista Digital Camera con un articolo di 5 pagine a lui dedicate.
Il vincitore verrà selezionato tra tutti i 40 semifinalisti delle categorie in concorso da una giuria composta da un membro di Fujifilm Italia, uno della casa editrice Sprea e da un rappresentante dell’amministrazione comunale di Alghero.

https://www.aspawards.com/

FUJIFILM TRADE-IN GFX 50S: scattare col medio formato Fujifilm è una realtà!

FUJIFILM TRADE-IN GFX 50S

È il momento giusto per passare al medio formato FUJIFILM e avvalersi per ogni tipo di scatto fotografico di un sistema versatile e affidabile. Sino al 30 aprile 2019, FUJIFILM supervaluta la vecchia attrezzatura fotografica riconoscendo uno sconto molto allettante per l’acquisto di GFX 50S.
FUJIFILM schiera tra le sue attività promozionali il Trade-In dedicato alla GFX 50S, la fotocamera digitale mirrorless dotata di sensore medio formato, pari a 43,8×32,9mm da 51,4 Megapixel. Caratterizzata da un ricercato design e da un’ottima operatività, GFX 50S, con gli obiettivi FUJINON rappresenta il culmine dell’esperienza Fujifilm in materia di design, progettazione ottica, qualità delle immagini e progettazione di circuiti, maturata nel corso di molti anni dedicati allo sviluppo di pellicole fotografiche, obiettivi per fotocamere di grande e medio formato.
Sino al 30 aprile 2019, coloro che acquisteranno, presso un rivenditore autorizzato “GFX Authorised Specialist” la fotocamera GFX 50S permutando un prodotto full frame o medio formato, tra quelli ritenuti idonei per la promozione, riceveranno una super valutazione pari a 500 euro iva compresa.
Per questa promozione sono da ritenersi validi solo prodotti nuovi e che siano stati distribuiti da FUJIFILM ITALIA S.p.A. (entro la fine del periodo di validità della promozione)

Per maggiori dettagli sulla promozione e per conoscere i prodotti full frame e medio formato validi per la promozione, visitare http://blog.fujifilm.it/promozioni

Per conoscere la lista dei rivenditori GFX Authorised Specialist visitare il sito www.fujifilm.it/aree/supporto/acquistare/RicercaFdp.asp

Un sabato di fotografia firmato Antonio Manta & FUJIFILM

© Antonio Manta Maramures
© Antonio Manta Maramures

Antonio Manta & FUJIFILM

Per un pieno di fotografia, sabato 26 gennaio FUJIFILM e Antonio Manta danno appuntamento ad Arezzo presso BAM, via Isaac Newton 23.
Dalle 10 alle 19, si potrà accedere liberamente allo spazio e partecipare a workshop di ritratto, seguire incontri tecnici, testare sul campo la migliore tecnologia FUJIFILM con il servizio touch&try e avere il piacere di visitare due mostre fotografiche. L’evento, dedicato a tutti coloro che vogliano approfondire la cultura dell’immagine, presenta dalle 11 alle 13 un workshop di ritratto gestito da Antonio Manta, per unire la sua riconosciuta esperienza fotografica alle tecnologie FUJIFILM. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, Onnik Pambakian dirigerà l’incontro “Lavorare con il banco ottico, revisione delle tecniche fotografiche alla luce delle nuove tecnologie” in cui si metterà sotto stress il medio formato FUJIFILM.  Inoltre, per tutta la durata dell’evento, ci sarà uno spazio FUJIFILM Touch&Try in cui lo staff tecnico FUJIFILM sarà a disposizione per dare in prova i prodotti della gamma GFX e Serie X e approfondire le peculiarità dei diversi sistemi e dare consigli sulle migliori modalità di utilizzo.

Durante l’evento saranno esposti il lavoro fotografico di Antonio Manta “Maramures” e quello di Luigi Bartolini Montanari “Zanzibar”, quest’ultimo sarà inaugurato proprio il 26.

Fai-da-te Illuminazione: scopriamo come riciclare un tubo di patatine

Fai-da-te Illuminazione: scopriamo come riciclare un tubo di patatine per  per illuminare al meglio un soggetto macro

Ecco un progetto che ci stuzzicherà la golosità, ma ci darà anche close-up dall’illuminazione impeccabile. Lasciamo a casa flash esterno e treppiede: questa volta ci basta il piccolo flash incorporato! Dobbiamo solo tagliare su misura un tubo di patatine foderato di carta argentata e trovare il modo giusto di fissarlo sulla macchina fotografica: la luce del flash a scomparsa non potrà fare altro che riflettersi sulle pareti argentate del tubo e arrivare diritta sul soggetto. Se vogliamo ombre meno rigide, non dobbiamo far altro che diffondere un po’ la luce con un tovagliolino di carta.

Passo 1

Estraiamo il flash a scomparsa e prendiamo le misure dei tagli che dobbiamo fare per poter incastrare il tubo sulla piccola testa dell’illuminatore. Ritagliamo anche l’altra estremità, con un angolo diagonale in modo che la luce possa cadere dall’alto e avvolgere il soggetto.

Passo 2

Fissiamo un pezzetto di scottex o un tovagliolo di carta sull’apertura di fondo per diffondere la luce e addolcire le ombre. Non abbondiamo, altrimenti perderemo troppa luce e non riusciremo a illuminare a sufficienza il soggetto. 

Se vogliamo una soluzione più solida, usiamo carta o plastica.

Passo 3

Pratichiamo dei fori con le forbici nella parte di tubo che deve collegarsi al corpo macchina e facciamo passare degli elastici. Fissiamo gli elastici alla fotocamera: non saranno certo una soluzione elegante, ma sono la cosa più semplice da mettere e togliere velocemente!

Passo 4

Con i soggetti alti e sottili, come fiori e funghi, scattiamo in verticale per adattarci alla loro forma. Scattiamo in orizzontale per riprendere invece più ampi ciuffi e grappoli. Stiamo solo attenti a non urtare niente e a non danneggiare i delicati soggetti con il nostro nuovo flash con diffusore.

 
 

NIKON si aggiudica tre iF Design Award 2018

Nikon si aggiudica tre iF Design Award 2018 con la D850, la D7500 e la coolpix W300

Nikon è lieta di annunciare che ben tre delle sue fotocamere hanno ricevuto l’iF Design Award 2018, il prestigioso premio che l’International Forum Design GmbH di Hannover (Germania) conferisce dal 1953 ai prodotti che si distinguono per il design innovativo. Il riconoscimento è stato assegnato alla D850, alla D7500 e alla Coolpix W300.

La reflex full-frame D850 si è aggiudicata il premio nella categoria Digital SLR camera grazie alle sue eccellenti caratteristiche. Ultima nata in casa Nikon, offre la massima combinazione di risoluzione, velocità e sensibilità alla luce perché offre sensore da 45,7 MP, velocità di scatto di 7 fps che può arrivare fino a 9 fps e intervallo di sensibilità ISO 64-25600 estendibile da 32 fino a 102400 (equivalente) ed è quindi la scelta ideale per i professionisti che desiderano la libertà di creare immagini mozzafiato in ogni situazione.

Nella stessa categoria è stata insignita dell’iF Design Award anche la D7500, reflex che racchiude gran parte dell’innovazione dell’acclamata D500 in un corpo leggero, robusto e più economico. Il sensore da 20,9 milioni di pixel, il processore e l’ampio intervallo di sensibilità ISO la rendono uno strumento capace e versatile dedicato a tutti gli appassionati di fotografia.

La Coolpix W300, premiata nella categoria Compact Digital Camera, è una compatta robusta e impermeabile fino a 30 m, in grado di resistere al freddo fino a -10°C e alle cadute fino a 2,4 m; registra filmati 4K UHD ed è dotata di GPS integrato, oltre che di funzioni intuitive che consentono di catturare tutte le emozioni di un’escursione ricca di azione come il trekking, il campeggio, lo sci o anche il relax sulla spiaggia.

Ogni anno l’International Forum Design GmbH sceglie tra i prodotti presentati dalle aziende di tutto il mondo quelli che si caratterizzano per il design innovativo. Quest’anno la giuria, composta da esperti indipendenti, ha preso in considerazione oltre 6.400 prodotti provenienti da 54 Paesi diversi.

Foto Flower Contest. È iniziata la selezione dei vincitori

È terminato Foto Flower Contest. Ora al via il lavoro di valutazione delle immagini.

Sono stati 270 i fotografi che hanno partecipato al nostro contest di primavera caricando nelle loro gallery 1.620 immagini. Per partecipare era necessario realizzare 6 scatti di fiori, piante, terrazzi o giardini, raccontare dover era stato realizzato lo scatto e quale tipo di specie era stata ritratta. Le immagini più emozionnti e tecnicamente migliori si aggiudicano la possibilità di essere pubblicate sulle riviste NPhotography, Photo Professional, Digital Camera. Le migliori che saranno anche corredate dalla descrizione del soggetto conquistare l’opportunità di apparire anche sulle riviste Sprea Editori dedicate al mondo del garden: Il Mio giardino e Pollice Verde.

Le redazioni congiunte sono al lavoro per selezionare gli scatti vincenti che saranno annunciati a breve! Resta collegato!

Ogni mese ti raccontiamo la nostra passione per la fotografia

Sprea Editori con le sue celebri e apprezzate riviste Il Fotografo, Digital Camera, NPhotography, Photo Professional, Professional Photoshop, insieme ai numerosi speciali monografici e al sito www.spreafotografia.it, ha rinnovato piacere di leggere di fotografia trasmettendo un entusiasmo che contagia appassionati e professionisti, giovani ed esperti. La fotografia è un’arte fantastica basata sulla passione, la competenza e il divertimento di chi “fa” e di chi ama le immagini. La nostra missione è premiare l’arte e la creatività di chi vorrà continuare a vivere la fotografia come un’avventura culturale e personale.

Non perdere l’eccezionale opportunità di abbonarti alle tue testate preferite in versione cartacea o digitale godendo di uno speciale sconto. CLICCA SUBITO PER NON PERDERE L’OFFERTA!

Olympus PEN-F

Una fotocamera con prestazioni così elevate non è mai stata così bella, alla vista e al tatto: la PEN-F è l’esatta definizione di stile e sostanza in fotografia. Un oggetto esclusivo prodotto dalla maestria artigianale e destinato a diventare un’icona.

Allegato di posta elettronica

I creatori della nuova PEN F hanno preso a cuore questo progetto e affiancato alle sue ottime credenziali ottiche una tangibile miscela di tradizione, design contemporaneo e genuina innovazione che fornisce alla fotocamera la più elusiva e coinvolgente delle qualità: l’intuizione.

È una fotocamera pensata per coloro che sanno apprezzare le cose più belle della vita. Proprio così, la PEN F offre possibilità fotografiche di livello eccezionale ma la sua vera anima aspira a molto di più.

Il design
Tutti coloro che amano il design autentico capiranno immediatamente che la PEN-F una fotocamera che gli altri afferrano con bramosia quando gli si permette di farlo e che tendono a restituire malvolentieri. I suoi progettisti hanno fatto tutto il possibile affinché la sensazione tattile risulti piacevole quanto il suo aspetto, senza che sia visibile neppure la testa di una singola vite. E’ un oggetto da collezionisti e, sebbene piacerà sicuramente anche a chi non sa resistere al richiamo esercitato dalle novità, il suo successo è destinato a durare nel tempo.

Allegato di posta elettronica1

Il formato
Siamo in presenza di qualcosa che vede la luce una volta ogni generazione,destinata a piacere a coloro che possiedono un’inclinazione fotografica e ancora di più a tutti coloro che hanno ricevuto in dono una percezione visiva o una consapevolezza superiore alla media. Naturalmente la nuova PEN-F è una fotocamera ad obiettivi intercambiabili, come ogni altra PEN. Adotta il formato Micro Quattro Terzi e questo significa che risulta più compatta e più leggera delle ingombranti fotocamere reflex digitali pur essendo comunque in grado di offrire una qualità d’immagine paragonabile se non addirittura superiore.

PEN-F

PEN-F

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

> Apparecchio da collezionisti grazie al design iconico, alla qualità costruttiva e ai materiali e alle finiture di gran pregio

> Stabilizzazione dell’immagine su 5 assi allo stato dell’arte e nuovo sensore Live MOS da 20 Megapixel per scatti spontanei eccezionali a bassi ISO con disturbo limitato e gamma dinamica più estesa

> Mirino elettronico per scatti “street” come con una fotocamera a telemetro, con anteprima in tempo reale delle impostazioni, funzione Focus Peaking e ingrandimento dei particolari sul mirino OLED ad alta risoluzione da 2,36 milioni di punti

> Ghiera Creative Dial per accedere agli Art Filter integrati e alle nuove opzioni creative Colour Profile Control, Monochrome Profile Control e Colour Creator

> Funzione Eye Detect AF e selezione del punto di messa a fuoco tramite touchscreen per rendere ancora più rapida la messa a fuoco

> Wi-Fi integrato per condividere le immagini utilizzando uno smartphone compatibile e l’app gratuita OI.Share

> Più veloce delle reflex digitali, miglior tempo di risposta della categoria* grazie al Fast AF e alla velocità di elaborazione

> Compatibile con l’intera gamma dei pregiati obiettivi M.ZUIKO e degli accessori PEN-F

ULTERIORI CARATTERISTICHE:

> Monitor LCD Vari-angle ad elevata risoluzione per scattare comodamente anche da angolazioni complesse

> Processore True Pic VII con modalità High Res Shot da 50 Megapixel

> Ghiera delle modalità personalizzabile per la regolazione rapida delle impostazioni preferite

> Filtro Supersonic Wave Filter per la pulizia automatica del sensore senza la necessità di ulteriori programmi di pulizia

> Scatto in sequenza ad alta velocità (10 fotogrammi al secondo)

> 1/8000 di secondo e sensibilità equivalente a 80 ISO per scattare in condizioni di elevata luminosità

> Area di lettura esposimetrica spot AF legata al punto AF (come richiesto dai fotografi) utilizzato per esposizioni corrette in qualsiasi situazione

ID: 22331

CIRCULAR ECONOMY: Premio per Canon per la campagna riciclo cartucce toner

Canon vince il prestigioso premio People’s Choice all’edizione 2016 di “The Circulars”

foto canon
Da sinistra a destra: David Bateson, Senior Vice President of Legal, IP e Sustainability di Canon Europe alla consegna del premio The Circulars presentato da Andy Wales, Corporate Affairs Director, SAB Miller

 

Canon, leader mondiale per le soluzioni di imaging, all’edizione 2016 del noto programma annuale “The Circulars”, si aggiudica il prestigioso premio People’s Choice grazie alla campagna dedicata al riciclo delle cartucce dei toner. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo nei giorni scorsi a Davos, in Svizzera.

The Circulars è un’iniziativa dei Young Global Leaders del World Economic Forum in collaborazione con Accenture il cui scopo è quello di individuare le persone e le aziende commerciali e della società civile in tutto il mondo che abbiano contribuito in modo significativo ai principi guida dell’economia circolare – dove la crescita non deve dipendere dall’uso delle scarse risorse naturali.

Canon è stata premiata con il riconoscimento, votato dal pubblico, in quanto azienda che dimostra una leadership nell’ambito delle pratiche di economia circolare grazie al proprio sistema innovativo di riciclo delle cartucce.

“Questo Premio è motivo di orgoglio, siamo felici che il programma di riciclo messo a punto da Canon sia stato riconosciuto come contributo significativo all’economia circolare dove Canon intende fornire innovazione e portare un grande valore,” ha commentato David Bateson, Senior Vice President of Legal, IP e Sustainability di Canon Europe.  “Nel 1990, Canon è stata la prima azienda ad attuare un programma di riciclo globale delle cartucce dei toner che attualmente è attivo in 24 Paesi in tutto il mondo. Questo programma è solo una parte del nostro continuo impegno nei confronti di iniziative che promuovono la sostenibilità. Siamo onorati di essere stati selezionati dal pubblico e di ricevere il premio People’s Choice, inoltre ringraziamo i nostri clienti che sostengono il programma e contribuiscono al riciclo”.

Nel 2015, Canon ha celebrato il 25° anniversario del programma di riciclo delle cartucce dei toner laser, per ridurre al minimo lo sfruttamento delle risorse, permettendo allo stesso tempo di soddisfare le esigenze stampa di alta qualità dei propri clienti. Il programma, che è gratuito, da quando è stato lanciato ha consentito il riciclo di oltre 344.000 tonnellate di cartucce a livello globale, risparmiando più di 502.000 tonnellate di CO2. Lo scorso anno, Canon ha inoltre reso operativo un nuovo impianto di riciclo in Giappone, che ha contribuito a migliorare la propria efficienza di smistamento e ha incrementato di oltre il 50% la capacità di trattamento.

Per ulteriori informazioni: http://www.canon.com/environment/cartridge-sp/index.html. Per ulteriori informazioni sul premio: https://thecirculars.org/

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