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I 10 consigli di JP Baudey per fotografare piatti stellati

Il “pro” JP Baudey, specializzato in fotografia gastronomica, ci insegna a costruire immagini food che fanno venire… l’acquolina in bocca!

10 consigli per realizzare fotografie gastronomiche

  1. Costruiamo un rapporto con lo chef
    JP suggerisce di cercare di conoscere lo chef e di stabilire una relazione con lui (o lei). Consiglia di chiamarlo per nome: solo gli assistenti e gli aiuti chiamano “chef” il loro chef!
  2. Troviamo il punto focale
    Cerchiamo un punto d’interesse evidente, come un fiore, una guarnizione o un taglio di filetto, e rendiamolo protagonista dello scatto.
  3. Cibo di qualità, immagini di qualità
    Un piatto ben studiato e ben concepito non può che facilitare la creazione di immagini meravigliose. Non possiamo far sembrare bello e buono un piatto mediocre, nemmeno in post-produzione.
  4. Scattiamo rapidamente
    Prepariamo fotocamera, sfondi e luci prima che il piatto esca dalla cucina: non abbiamo tempo da perdere!
  5. Portiamoci i piatti da casa!
    JP acquista i propri piatti decorati e chiede agli chef o ai clienti il permesso di usarli per ottenere il risultato che ha in mente.
  6. Spostiamo gli elementi
    Sperimentiamo spostando le piccole guarnizioni in posizioni diverse per cercare di ottenere il punto focale più forte possibile.
  7. Stiamo attenti alle venature del legno
    Se i piatti poggiano su tavoli di legno, assicuriamoci che venature e grana corrano verso di noi, per evitare che si formino ombre dure.
  8. Usiamo lampade modellanti
    Usiamo la luce modellante della nostra unità flash per visualizzare in anticipo dove cadranno luce, ombre e riflessi.
  9. Evitiamo il mosso allo scatto
    JP scatta al doppio della lunghezza focale per evitare il mosso allo scatto (1/200 di secondo a 100 mm e così via).
  10. Esponiamoci sui social!
    JP sfrutta il suo profilo Instagram @faydit_photography per esibire i suoi lavori e attrarre nuovi clienti.
Per scoprire tutti i segreti della tecnica di JP Baudey, leggi il servizio completo su Photo Professional 122 o in versione digitale qui.

Intervista: Simon Annand e i segreti dei camerini dei divi del cinema

Il celebre attore prima di salire sul palco nei panni di Lambert Le Roux nella commedia satirica Pravda di David Hare e Howard Benton. Anthony Hopkins, National Theatre, 1986 © Simon Annand

I ritratti di Simon Annand mostrano visi noti, stelle di cinema e teatro, ma offrono anche uno sguardo su un momento privato, invisibile a chiunque altro. Alcuni attori fissano lo specchio applicandosi il trucco, altri sono rilassati e calmi, altri aspirano il fumo di un’ultima sigaretta prima dello spettacolo. E a questo punto, Simon entra in camerino…

Intervista a Simon Annand

Quanti attori hai ritratto in tutti questi anni?
Non li ho mai davvero contati, devo essere sincero, ma a questo punto penso siano più di 1.500!

Come è nata l’idea e come si è presentata la prima opportunità?
Ho frequentato una scuola di teatro, al Bradfield College, che all’interno del campus ha persino un proprio teatro greco, costruito nel 1862. Poi ho lavorato al Lyric Theatre di Hammersmith quando Griff Rhys Jones era in scena con La zia di Carlo. La sua interpretazione era fantastica: strappava una risata dopo l’altra. All’epoca non facevo il fotografo, spillavo birre. Appena ho acquistato la mia prima macchina fotografica, gli ho chiesto il permesso di ritrarlo sul palco, nascosto dietro la scenografia, un istante prima che la sua testa spuntasse in scena dalla finestra e facesse esplodere il pubblico. Mi sembrava un momento interessante. Da lì mi è venuto in mente che avrei potuto fare un altro passo indietro, e osservare l’attore in camerino.

Che tipo era allora?
Era particolare, mi incuriosiva: sul palco era spumeggiante, ma dietro le quinte veniva fuori una malinconia diversa. È un po’ un cliché, quello del comico triste, ma in questo caso era proprio vero. Mi è sembrato interessante e ho iniziato a collezionare ritratti, prima di quelli che recitavano in quel teatro e poi mi sono allargato a tutto il West End.

C’è mai stato qualche attore che abbia rifiutato?
Oh, sì, certo, ce ne sono stati alcuni. In genere, sono stati statunitensi. Credo che sia perché per essere un attore americano su un palco del West End devi essere davvero di serie A e i personaggi così famosi vengono fotografati un sacco. Con gli inglesi non ho mai avuto grossi problemi, anche perché qui sono abbastanza conosciuto. Se non hai una buona reputazione, un americano può anche dirti «Grazie mille, ma no!». Ma non è che sia sempre così: l’altro giorno ho visto Matthew Broderick ed è stato semplicemente delizioso, perché credo che abbia capito il progetto e gli sia piaciuta l’idea. So che ha visto i miei ritratti e deve aver pensato che chiunque li abbia scattati può essere degno di fiducia, è dalla parte degli attori. Non cerco di esporli, o di metterli in imbarazzo, né di fare il furbo.

Le immagini sono create dal rapporto tra me e loro – e tra loro e la loro mente

Che aspettative hai quando incontri un attore per la prima volta?
Il mio scopo è sempre non spezzare il ritmo che trovo nella stanza quando varco la soglia, perché non puoi mai sapere con certezza cosa sia capitato a una persona durante il giorno – e se ci stia pensando, o se sia in compagnia o se lo spettacolo per lei sia più o meno un successo… Cerco di tenermi aperto a quello che posso trovare anziché entrare con un mucchio di preconcetti in stile David Bailey “Catturerò l’anima di qualcuno” o cercare di dirigere gli attori, non sono nel mio studio.

Di cosa parlate?
È molto raro che accenni a qualsiasi lavoro abbiano fatto in precedenza, a cosa li ha resi famosi. Chiacchiero della particolare produzione in cui sono coinvolti al momento, o di qualche notizia da prima pagina dei giornali o magari di qualche cosa che possiamo avere in comune. Non faccio molta ricerca, scelgo persone che mi piacciono come uomini e donne e che per caso sono anche ottimi attori.
È difficile che vada a incontrare qualcuno solo perché è famoso. Non sono inviato dalla redazione di qualche rivista, posso permettermi di scegliere le persone che voglio nel mio progetto.

Quali attori ti hanno fatto lasciare il loro camerino saltellando per un’esperienza particolarmente positiva?
Molti. Per me, le condizioni migliori si pongono quando qualcuno si fida di me come fotografo, ha voglia di vedersi attraverso i miei occhi. Mi vengono in mente persone come Judi Dench o Cate Blanchett, John Goodman, Daniel Radcliffe (è molto gentile ed è stato fotografato così tante volte!), Jude Law e David Tennant. Nessuno mi lascerebbe entrare in camerino in quel particolare momento se non volesse far funzionare la sessione, ma ci sono persone che ti danno quel 20 o 30 per cento in più, e non sono tante, e sono i miei eroi!

Appunti visuali addobbano lo specchio di Jude Law (a destra) e l’attore nel ruolo di Amleto di Shakespeare (a sinistra). Jude Law, Whyndham’s Theatre, 2009. © Simon Annand

Il prossimo attore che poserà per Simon Annand? Scoprilo nell’intervista completa di Photo Professional n.121 o in versione digitale qui.

Astrofotografia: intervista esclusiva a Riccardo Crescimbeni

Riccardo Crescimbeni ama l’astrofotografia tanto da aver allestito un piccolo osservatorio tra i boschi della campagna senese. Per anni, la sua compagna di esplorazioni è stata una Canon.

L’astrofotografia spiegata da Riccardo Crescimbeni

Riccardo, sei un astrofilo da oltre vent’anni e oggi catturi bellissime immagini
astronomiche. Che cosa ha dato il via alla tua passione? Fin da piccolo, ho sempre guardato più in alto che in basso… Sono cresciuto in una zona di montagna e per me è stato molto facile lasciarmi affascinare da quei cieli pieni di scintille coloratissime -la parte più visibile di un mondo sconfinato che è inimmaginabile persino per il bambino con la fantasia più fervida. E così, quando mi fu regalato il mio primo telescopio (un Konus 114 mm Newton), il mio interesse per lo spazio crebbe insieme a me, portandomi a conoscere diverse persone con la mia stessa passione e trovando una community molto attiva.

Qual è stata la tua prima strumentazione astronomica? Ora che strumenti e tool utilizzi per fotografare i corpi celesti? Inizialmente avevo un setup molto semplice, ma estremamente funzionale per gli spostamenti. Il mio strumento di ripresa era un telescopio Newton Skywatcher 200/1000, mentre come camera di acquisizione avevo una fidatissima Canon EOS 550D a cui avevo sostituito il filtro per poter riprendere le nebulose, oltre che le galassie o altri oggetti deep-sky. Oggi invece utilizzo sempre un telescopio Newton – solo molto più grande – abbinato a una camera CCD Moravian G2 8300 FW, che se da un lato è molto efficiente per la ripresa, dall’altro richiede una strumentazione più complessa, a causa della necessità di essere alimentata a corrente (cosa che con la mia Canon EOS 550D non era necessario). Nonostante io viva a Milano, il mio setup al momento si trova nel mio osservatorio in Toscana, in provincia di Siena. Il cielo è nettamente più buio, c’è meno inquinamento luminoso e soprattutto posso controllarlo da remoto.

E per la post-produzione? Mi affido a un programma di elaborazione fotografica che si chiama Pixinsight, ormai diventato un must per tutti gli astrofili – un po’ come Photoshop per i grafici, che è un altro tool interessante da utilizzare soprattutto per chi è alle prime armi. L’elaborazione fotografica è imperativa per chi si diletta nella fotografia astronomica, perché anche se si possiede una strumentazione onerosa (e parliamo di numeri a cinque cifre!) ma non si ha un buon programma per montare ed elaborare i frame ottenuti da ore e ore di ripresa, il risultato finale sarà estremamente deludente.

Il contest di astrofotografia

Invitiamo tutti i fotografi e astrofili a partecipare al nostro Contest dedicato all’astrofotografia. Invia 3 fotografie astronomiche realizzate con qualsiasi setup tu abbia a disposizione e le caricheremo sul nostro portale. Inoltre, le immagini più belle verranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori. Partecipa al Contest cliccando qui. Puoi usare qualsiasi setup astronomico senza vincoli. 

Puoi leggere l’intervista integrale su Photo Professional 121 in edicola dal 27 novembre e disponibile online qui

Chi è – Nato a Milano nel 1982, Riccardo Crescimbeni comincia a studiare come orologiaio nel 1995, iniziando immediatamente a fare pratica. Diventa presto un mastro orologiaio esperto seguendo le orme del padre, portando avanti la gioielleria di famiglia. Da 21 anni appassionato di fotografia astronomica, oggi è in possesso di un’eccellente strumentazione astronomica e di un vero e proprio osservatorio astronomico tra le colline senesi – gestibile da remoto da qualsiasi angolo del mondo. Riccardo è vincitore di tre premi europei AAPOD per l’astrofotografia.

Fotografia & social: siamo autorizzati a postare immagini sul nostro account?

In questo numero, ci occupiamo di una pratica molto comune, ossia il caricamento online di proprie immagini da parte delle celebrities, immagini che viaggiano alla velocità della luce nella Rete e che qui prendiamo come spunto per commentare alcuni casi famosi. Il primo riguarda una celebre modella statunitense, vincitrice di premi e nota per aver sfilato per i più importanti stilisti mondiali. La bella e giovane modella, come tutti i suoi coetanei tecnologici, gestisce il proprio account sui social media, posta fotografie di se stessa e ha un seguito di 44 milioni di follower collegati da ogni parte del mondo. Modella e influencer, diremmo. Ma un giorno, dopo aver postato una propria immagine, si trova chiamata in causa per violazione di copyright

Fotografia & social: violazione del copyright

Il fotografo di una nota agenzia fotografica aveva scattato una fotografia della modella, per la strada, sorridente verso l’obiettivo. Il giorno successivo allo scatto, la modella – che ha sostenuto di aver trovato la foto online – ha postato sul proprio account la fotografia realizzata dal fotografo. L’agenzia che lo rappresenta, considerando che si trattava di una violazione di copyright, ha citato in giudizio la donna avanti la Corte di New York. Secondo l’agenzia, infatti, la modella avrebbe postato l’immagine ai suoi 44 milioni di seguaci senza il permesso o il consenso dell’agenzia, e così facendo avrebbe violato i diritti esclusivi di riproduzione e distribuzione di quest’ultima…..

A cura dell’Avvocato
CRISTINA MANASSE

L’articolo completo sul nuovo numero di Photo Professional, in edicola e online cliccando qui 

Tokina Opera 16-28mm f/2.8 FF: da Tokina la seconda ottica della Serie Opera

Tokina Opera 16-28mm f/2.8 FF

Rinowa ha annunciato il nuovo Tokina Opera 16-28mm f/2.8. Un’ottica zoom super-grandangolare “full-frame” di grande luminosità, dedicata ai Sistemi reflex Nikon e Canon. Opera è una parola italiana, ben nota agli appassionati di musica classica di tutto il mondo. Una parola che è entrata nel lessico corrente in moltissime lingue, come sinonimo di perfezione assoluta. Con la ottiche Serie Opera, Tokina guarda alla nuova generazione di reflex digitali full-frame, che con i loro sensori ad altissime prestazioni necessitano di ottiche di livello ancora superiore, in termini di risoluzione, correzione cromatica, e trattamenti anti-riflessi. Il nuovo zoom Opera 16-28mm f/2.8 FF va ad affiancare l’Opera 50mm f/1.4 FF commercializzato nella seconda metà del 2018.
Il nuovo Opera 16-28 presenta uno schema ottico molto sofisticato: 15 elementi in 13 gruppi, che include tre elementi asferici (P-MO) e tre elementi a basso indice di dispersione (Super-Low Dispersion SD). Grazie a questi elementi la planeità di campo, la nitidezza ed il contrasto restano su valori estremamente alti, anche nelle riprese effettuate “a tutta apertura”, con aberrazioni cromatiche e distorsione virtualmente ridotte a zero. La lente frontale “a bulbo” garantisce inoltre uniformità di resa fino ai bordi estremi dell’immagine. Il motore di messa a fuoco GMR (ad ultrasuoni) è veloce e silenzioso, la configurazione “ad anello” ha inoltre consentito di contenere peso e dimensioni dell’ottica. L’ottica ha un sistema di messa a fuoco IF, non c’è quindi “allungamento” nel passaggio verso le focali maggiori. L’ottica è inoltre dotata di ghiera di messa a fuoco “one touch”, che consente il passaggio istantaneo dalla messa a fuoco automatica al controllo manuale, senza aver necessità di intervenire sui comandi della fotocamera. Il sistema di apertura del diaframma è a nove lamelle e garantisce una resa del fuori fuoco (“bokeh”) estremamente piacevole. La distanza minima di messa a fuoco è di soli 28cm ed è costante su tutte le focali. Con la sua ampia escursione focale (che “copre” tutte le inquadrature grandangolari), la sua grande luminosità, le dimensioni compatte e l’incredibile qualità di immagine, il nuovo Tokina Opera 16-28mm f/2.8 FF è la scelta ideale per la fotografia di viaggio, la “street-photography” ed ovviamente la fotografia di paesaggio.

Il nuovo Tokina Opera 16-28mm sarà disponibile per la vendita al pubblico a partire dalla seconda metà del mese di Marzo 2019. 

Il futuro di Canon è sempre più “pro”

Canon e il futuro sempre più “pro”

Hanno fatto molto scalpore nel mondo della fotografia – non solo tra i canonisti – le parole di Fujio Mitarai riguardo il futuro prossimo della fotografia. Il CEO di Canon ha infatti sottolineato come le vendite delle macchine fotografiche a obiettivo intercambiabile (di qualsiasi marchio) si siano ristrette fino a scendere ai circa 10 milioni di esemplari all’anno attuali (fonte CIPA, Camera & Imaging Products Association), senza che l’avvento delle mirrorless sia riuscito a cambiare le sorti del mercato.Intervistato da Nikkei.com, Fujio Mitarai ha affermato che nei prossimi due anni il business delle ILC (Interchangeable Lens Cameras) probabilmente si dimezzerà, e a nulla o quasi serviranno le vendite delle mirrorless che andranno semplicemente a sostituire quelle attuali delle reflex digitali. Questo trend interesserà soprattutto il mercato “consumer” (colpa in parte di smartphone sempre più evoluti), mentre avrà un impatto minore su quello professionale. Per questo motivo il brand giapponese avrebbe deciso di concentrare maggiormente i propri sforzi produttivi sul settore “corporate”, non solo in ambito fotografico ma anche medico, industriale e di sorveglianza. Potrebbe sembrare in un certo senso una dichiarazione di resa da parte di Mitarai, ma in realtà Canon si impegnerà come non mai nel tentare di cambiare il proprio destino, a partire proprio dal lancio di una nuova mirrorless della serie EOS R – più economica del modello capostipite della gamma e dunque indirizzata al mondo degli appassionati che hanno un occhio di riguardo per il budget. Si attendono anche nuove ottiche per l’innesto RF, nonché una gamma di stampanti fotografiche di ultima generazione. Per saperne di più… non ci resta che attendere!

Immagine in evidenza Fujio Mitarai, presidente di Canon

Gruppo ETT e la tecnologia di videoproiezione Canon a Matera 2019 con la mostra “Ars Excavandi”

Matera 2019: la mostra “Ars Excavandi”

Interazione ed esperienzialità le parole chiave della grande mostra “Ars Excavandi”, curata dall’architetto Pietro Laureano e realizzata da ETT S.p.A. con tecnologia di videoproiezione Canon per la Fondazione Matera – Basilicata 2019 che ha inaugurato Matera 2019 Capitale Europea della Cultura.

Gruppo ETT e Canon a Matera 2019: la mostra “Ars Excavandi

La mostra rappresenta la prima indagine sull’arte e le pratiche di scavo che hanno dato luogo ad architetture, civiltà e paesaggi rupestri attraverso i secoli. Rilegge da una prospettiva contemporanea la cultura dell’arte ipogea dal primo uso di cavità naturali e incisioni sulla roccia alla realizzazione di grotte, abitazioni, monumenti, opere idriche, città e paesaggi basati sullo scavo. La visita, articolata tra il Museo Ridola e gli ipogei di Palazzo Lanfranchi, accompagna infatti i visitatori in un itinerario che spazia dal Paleolitico al presente attraverso cui possono accedere al ventre della Terra, vivendo di persona la magnificenza dell’architettura scavata, frutto di un duro e sapiente lavoro umano. Il percorso, che si sviluppa in cinque tappe caratterizzate dagli elementi Aria, Fuoco, Eros, Acqua, Terra marcati dai colori Giallo, Rosso, Ultravioletto, Blu, Verde e da una serie di suoni e profumi, si svolge in modo cronologico con rimandi in basso alla linea del tempo, sulle pareti sono presenti continue analogie atemporali con l’arte, l’artigianato, le tradizioni, il folklore, la musica e i riti. Un allestimento innovativo progettato e sviluppato da ETT per creare un contesto immersivo e un’atmosfera unica, tra passato e futuro, grazie all’utilizzo di oltre 50 mq di teli retroproiettati per ogni tappa e complice la collaborazione con Canon Italia che da tempo sostiene iniziative di elevato valore artistico e culturale, attraverso il proprio ecosistema di soluzioni di imaging. All’interno del percorso, arricchito da sei postazioni interattive e una olografica, è custodita una ricostruzione dell’altopiano murgico e dei Sassi di Matera cosi come descritti nel XVI secolo; un gioco di luci e proiezioni permetterà di vedere ai raggi X la città, mostrando una parte degli oltre 20mila mq di strutture e architetture ipogee nascoste sotto la città di Matera. L’impianto di proiezione conta sette videoproiettori multimediali XEED WUX450ST compatti ed estremamente flessibili, che offrono immagini nitide, luminose e vivaci per un’esperienza immersiva unica.

Perché fu fatto il primo scavo? Sono attuali l’arte e il pensiero delle caverne? Qual è la città più antica del mondo? Queste alcune delle domande per stimolare la curiosità dei visitatori durante il percorso espositivo complice Chi siamo? il gioco interattivo realizzato da ETT a cui potranno partecipare grazie a un braccialetto RIFD. Il gioco termina con la risposta che siamo quello che conosciamo e il visitatore riceverà un certificato di Nomade Digitale indicante il suo grado di Empatia Universale con la figura che lo identifica a uno dei personaggi della mostra e potrà quindi essere uno o una: Neanderthal Percettivo; Sapiens Innovatore; Sciamano Scopritore; Paleo Astronauta.

Foto Flower Contest. È iniziata la selezione dei vincitori

È terminato Foto Flower Contest. Ora al via il lavoro di valutazione delle immagini.

Sono stati 270 i fotografi che hanno partecipato al nostro contest di primavera caricando nelle loro gallery 1.620 immagini. Per partecipare era necessario realizzare 6 scatti di fiori, piante, terrazzi o giardini, raccontare dover era stato realizzato lo scatto e quale tipo di specie era stata ritratta. Le immagini più emozionnti e tecnicamente migliori si aggiudicano la possibilità di essere pubblicate sulle riviste NPhotography, Photo Professional, Digital Camera. Le migliori che saranno anche corredate dalla descrizione del soggetto conquistare l’opportunità di apparire anche sulle riviste Sprea Editori dedicate al mondo del garden: Il Mio giardino e Pollice Verde.

Le redazioni congiunte sono al lavoro per selezionare gli scatti vincenti che saranno annunciati a breve! Resta collegato!

Ogni mese ti raccontiamo la nostra passione per la fotografia

Sprea Editori con le sue celebri e apprezzate riviste Il Fotografo, Digital Camera, NPhotography, Photo Professional, Professional Photoshop, insieme ai numerosi speciali monografici e al sito www.spreafotografia.it, ha rinnovato piacere di leggere di fotografia trasmettendo un entusiasmo che contagia appassionati e professionisti, giovani ed esperti. La fotografia è un’arte fantastica basata sulla passione, la competenza e il divertimento di chi “fa” e di chi ama le immagini. La nostra missione è premiare l’arte e la creatività di chi vorrà continuare a vivere la fotografia come un’avventura culturale e personale.

Non perdere l’eccezionale opportunità di abbonarti alle tue testate preferite in versione cartacea o digitale godendo di uno speciale sconto. CLICCA SUBITO PER NON PERDERE L’OFFERTA!

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Scopri un 4K di qualità cinematografica

Registra i tuoi filmati utilizzando la potenza dell’incredibile sensore di EOS 5D Mark IV per aggiungere maggiori dettagli a ogni scena. Scegli le opzioni di ripresa ad alta risoluzione 4K o Full HD, gestisci il frame rate per ottenere l’effetto desiderato tra cui lo slow motion (Full HD 60p) e crea filmati reflex ancora più emozionanti.

Acquisisci l’immagine perfetta da ogni fotogramma

Grazie alla funzione ereditata da EOS-1D X Mark II, chi utilizza EOS 5D Mark IV può riprendere filmati 4K e salvare ogni fotogramma direttamente sulla scheda di memoria come una foto da 8,8 megapixel in formato JPEG.

Un frame rate alto offre nuove e stimolanti opportunità per consentire al tuo pubblico di immergersi nel momento. Grazie all’incredibile risoluzione video HD 120 fps, anche i soggetti in rapido movimento verranno immortalati con una ricchezza di dettagli straordinaria.

Messa a fuoco da professionisti

EOS 5D Mark IV presenta la modalità Dual Pixel CMOS AF, una delle innovazioni più importanti rispetto a EOS 5D Mark III. Transizioni fluide e precise della messa a fuoco con qualsiasi risoluzione, da 4K a Full HD: tocca semplicemente sul display LCD il punto in cui desideri mettere a fuoco e lascia fare il resto alla fotocamera.

Mantieni tutti i dettagli nei filmati HDR

Alternando fotogrammi normali e sottoesposti, la modalità filmato HDR può mantenere maggiori dettagli nelle parti più luminose, per video con ampia gamma dinamica.

Ritmo dinamico per eventi straordinari

Le funzioni di ripresa con timer su EOS 5D Mark IV consentono la registrazione time-lapse di eventi con una nitidezza straordinaria. Acquisisci fino a 3.600 immagini fisse per un filmato Full HD con un tempo di riproduzione di circa 2 minuti per video dinamici davvero unici.

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Gli ingressi per microfono e cuffia ti permettono di registrare l’audio per i tuoi filmati e di monitorarlo per ottenere un suono perfetto. Una connessione HDMI consente di trasmettere un audio completo e un output Full HD non compresso a registratori esterni e monitor video.

 

 

Canon EOS 5D Mark IV: la video-recensione

Alla ricerca della perfezione
Progettata per lavorare in qualsiasi situazione, EOS 5D Mark IV è una fotocamera completa realizzata in modo eccellente.
Qualità d’immagine senza compromessi e una performance altamente professionale.
Questa è la nuova EOS 5D Mark IV. #Comeandsee

Andiamo a scoprire insieme il nuovo gioiello firmato CANON.

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