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La fotografia è chiamata istantanea proprio perché blocca per sempre l’istante di uno sguardo, uno solo e solamente quello

Oggi vogliamo regalarvi un interessante spunto di Luciano Bolzoni  Responsabile Arts and Cultural Projects di Sea Milano, a proposito della mostra FOUR CORNERS OF THE WORLD di Roberto Polillo, ospitata sino al 10 settembre 2019 presso lo spazio Photo Square Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa.

“Un tempo era la pittura a descrivere il momento dell’uomo, i suoi paesaggi, le sue azioni, i suoi luoghi; poi successivamente nacque la fotografia, che al contrario della pittura e della scultura, fu un’invenzione. La fotografia si sganciò dall’impegno di riprodurre il vero, come ad esempio, seguire la vero somiglianza di un volto con un ritratto o fissare il tempo in un dipinto di paesaggio, tutti gesti che sottolineano l’enorme distanza tra la lunga fase della lavorazione pittorica e il fugace e magari distratto sguardo di un osservatore, che digerirà il dipinto in pochi istanti. Questo breve discorso ci fa capire quanto la fotografia sia una materia pericolosa perché piena di luoghi comuni. Prima di tutto, perché seppur appunto il fotografo si occupi solo di fissare un istante e solo quello, la fotografia abita il suo tempo ma non solo quello: ogni immagine racconta una realtà che non è e probabilmente non sarà più come la vediamo. Per tale motivo la fotografia è di per sé una storia e quasi sempre dietro ogni storia c’è una fotografia. Dal momento che la fotografia viene guardata, anche da un solo osservatore, le storie si moltiplicheranno. La fotografia è chiamata istantanea proprio perché blocca per sempre l’istante di uno sguardo, uno solo e solamente quello. Però l’inquadratura quando diventa fotografia, si dilata e diventa evento mediante la sua trasformazione nel tempo e nello spazio.
Il grande fotografo, Mario Giacomelli, diceva che: “La fotografia è una cosa semplice. A condizione di avere qualcosa da dire” e inoltre “Nessuna immagine può essere la realtà, perché la realtà ti capita una volta sola davanti agli occhi”.
Questa forse un po’ troppo lunga introduzione ci aiuta a sostenere l’assenza di Denis Curti (insostituibile) e a comprendere quanto la fotografia di Roberto Polillo ci apra ad un mondo che l’aeroporto conosce molto bene, quello della tensione e della curiosità verso i luoghi. Per noi che lavoriamo in un aeroporto, i passeggeri sono già uno sguardo sul mondo. Scusate la banalità, ma è così ed è proprio per questo che ci occupiamo anche di arte, di cultura e di musica.
Concludo con una frase che mi è stata riportata stamattina da Chiara: “La fotografia di Roberto non ha bisogno di riconoscibilità, perché il suo sguardo che si fissa su luoghi e paesaggi già riconoscibile”.

FOUR CORNERS OF THE WORLD: mostra fotografica di Roberto Polillo

Roberto Polillo gira il mondo e ne fotografa alcuni particolari. Quelli che più lo colpiscono. Ma non come la maggior parte dei fotografi viaggiatori: non vuole documentare gli aspetti caratteristici – diversi o semplicemente curiosi – dei luoghi che visita, cerca, invece, di catturare e rappresentare lo “spirito dei luoghi”, la loro atmosfera, ciò che sta dietro a ciò che si vede. Ne ricerca l’anima, e tenta di trasmetterla con le sue immagini. Esplora la diversità del nostro pianeta, con lo spirito del collezionista. È affascinato da quei luoghi che possiedono quella speciale “magia” che il viaggiatore percepisce immediatamente quando li visita. Quei luoghi che comunicano sensazioni che non si dimenticano anche dopo molti anni, quei luoghi unici in cui desideriamo ritornare.

Mostra fotografica di Roberto Polillo

Le tecniche tradizionali utilizzate nella fotografia di viaggio non sempre riescono a comunicare queste sensazioni. Ecco perché le immagini di Roberto sono sempre mosse. In questo modo i dettagli sono nascosti, per portare alla superficie quelle atmosfere che percepiamo per istinto. Quando l’immagine funziona, essa mostra aspetti della realtà che l’occhio “fermo” non può percepire: è così possibile catturare quelle relazioni fra le forme, i colori e gli elementi della scena che solo il movimento può mostrare. Lo scopo di Roberto è quello di esplorare aspetti della realtà che altrimenti resterebbero nascosti.
Le immagini presentate in mostra sono una selezione tratta dai viaggi di Roberto nei quattro continenti serviti dall’aeroporto di Malpensa: quattro angoli del mondo con “anime” molto differenti. I Paesi rappresentati sono:
Europa: Italia, Russia, Islanda;
Africa: Marocco, Egitto, Mozambico;
Americhe: USA, Canada, Messico, Cuba;
Asia: Emirati Arabi Uniti, India, Cina, Giappone, Myanmar.

FOUR CORNERS OF THE WORLD: mostra fotografica di Roberto Polillo
Photo Square
Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa – piano -1 – Parking P3apertura:
23 maggio – 10 settembre 2019
www.rpolillo.photoshelter.com

Roberto Polillo: biografie e opere

Nato a Milano nel 1946, Roberto Polillo si è fatto inizialmente conoscere per le sue fotografie di musicisti di jazz: negli anni 60 ha fotografato oltre un centinaio di concerti, realizzando una galleria molto completa dei più noti musicisti dell’epoca. Queste foto sono state pubblicate su molte riviste, libri, copertine di dischi e presentate in numerose mostre personali. Una sua mostra permanente sul jazz è visitabile nei locali della Siena Jazz University, nella Fortezza Medicea di Siena. Dagli anni 70, Roberto si è dedicato all’informatica, come imprenditore e professore universitario. Appassionato viaggiatore, ha ripreso a occuparsi attivamente di fotografia dal 2003, con una vasta ricerca personale nell’ambito della fotografia di viaggio, con tecniche digitali. E questo ha fatto viaggiando, per quasi 15 anni, in oltre 25 Paesi, dal Medio all’Estremo Oriente, dal Sud al Nord America e, naturalmente, in Europa.
Libri fotografici:
Swing, Bop & Free (Polillo Editore, 2006)
Visions of Venice, (Skira, 2016)
Future & The City (Fiameni, 2017, limited edition)
Uno Sguardo Profondo (Fiameni, 2019, limited edition)
Jazz Icons (Fiameni, 2019)

Roberto Polillo in mostra alla Fondazione Stelline di Milano

“VISIONS OF VENICE”, A MILANO LA VENEZIA PITTORICA E FANTASMAGORICA DI ROBERTO POLILLO

Alla Fondazione Stelline Roberto Polillo, conosciuto dal grande pubblico per i suoi ritratti fotografici di musicisti jazz realizzati negli anni ’60, mette in mostra “Visions of Venice”, primo capitolo di “Impressions of the World”, il suo decennale progetto, tutto realizzato con tecnica ICM – Intentional Camera Movement, che ha per obiettivo di catturare il Genius Loci di città e paesi del mondo. Esposta in anteprima ai Tre Oci di Venezia, curata da Alessandro Luigi Perna e introdotta da un testo di Denis Curti, tratta dall’omonimo volume edito da Skira in distribuzione internazionale, la mostra è arricchita da citazioni su Venezia scelte dalle opere di scrittori famosi. A ispirare l’universo estetico e culturale di Polillo è la fotografia pittorialista, le opere orientaliste dei pittori viaggiatori dell’800 e poi i grandi movimenti artistici della pittura moderna e contemporanea.4_53C5637-S

È in esposizione dal 13 ottobre al 13 novembre 2016 alla Fondazione Stelline di Milano la mostra fotografica “Visions of Venice”, primo capitolo di “Impressions of the World”, il decennale progetto di Roberto Polillo ispirato ai pittori viaggiatori dell’800 che ha per obiettivo la ricerca del Genius Loci di città e paesi del mondo.
Un’avventura artistica e spirituale che finora lo ha portato in Marocco, India, Sud Est Asiatico, America Centrale, New Mexico, Miami, Islanda e Italia.
Tratta dal libro omonimo edito da Skira, presentata in anteprima ai Tre Oci di Venezia lo scorso inverno, la mostra è curata da Alessandro Luigi Perna ed è introdotta da un testo di Denis Curti. A comporre l’esposizione circa 75 immagini (dal piccolo al grandissimo formato) e una serie di citazioni dedicate a Venezia scelte dalle opere di alcuni degli scrittori più famosi che hanno parlato della città.15_53C6205-S

Il progetto “Impressions of the World” è tutto realizzato in ICM – Intentional Camera Movement, una tecnica di ripresa ancora poco conosciuta ma di grandi potenzialità artistiche che impone di realizzare le immagini tenendo tempi di ripresa lunghi e muovendo la macchina fotografica durante lo scatto. Il perfezionamento
delle immagini avviene poi in postproduzione, fase di elaborazione fondamentale perché permette di declinarle secondo la cifra stilistica di ciascun autore.26_53C3750-S

A ispirare culturalmente ed esteticamente Roberto Polillo è la fotografia pittorica delle origini, la pittura orientalista dell’800 e poi i grandi movimenti artistici della pittura moderna e contemporanea rappresentati da autori come Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico. Ma per quanti riferimenti ci siano nelle sue immagini alle loro opere, Roberto Polillo riesce a creare per sé e per il suo pubblico un suggestivo universo artistico ed estetico del tutto originale e autonomo.

Il fotografo si pone davanti a Venezia come i viaggiatori del passato, cercando di astrarsi dai tempi moderni in cui viviamo. Immagina infatti di rivivere tutta la meraviglia di coloro che per la prima volta giungevano in questa città dalle architetture visionarie e fantasmagoriche, con gli edifici, affacciati a precipizio sull’acqua, che sembrano avere fondamenta liquide anziché solide, con canali al posto delle strade e barche invece che carrozze, e con vicoli che sembrano nascondere un misterioso e magico segreto dietro ogni angolo.
La Venezia di Polillo, esplorata in differenti momenti della giornata e nelle diverse stagioni dell’anno, è carica di colori e umori mutevoli. Come fosse in grado di esprimere tutto l’arco dei sentimenti umani attraverso le sue luci, le sue ombre, le sue sfumature cromatiche. A volte è una città luminosa, solare, ottimista. Altre è invece cupa, misteriosa, gotica e avventurosa. Altre ancora è intimista, malinconica, desolata.37_53C5813LimEd-S1 (2000x1333)

Roberto Polillo, senza mai accontentarsi, con il suo sguardo profondo, va a caccia delle molteplici anime di Venezia e ce le mostra in forma di potenti suggestioni pittoriche che mettono a nudo una città che sembra perduta, anzi sospesa, in eterno nel tempo.


Note biografiche

Milanese, classe 1946, Roberto Polillo vive a Milano e a Roma. Fin da giovane si è occupato di fotografia e musica. Negli anni ’60 ha fotografato, per la rivista Musica Jazz, oltre un centinaio di concerti, realizzando così una galleria molto completa di ritratti dei più noti musicisti dell’epoca. Le sue immagini sono state esposte in numerose mostre personali, e utilizzate in riviste, libri, CD e magazine online. In particolare le sue foto sono regolarmente pubblicate sui mensili Musica Jazz e JazzIt.
Nel 2006 Roberto ha pubblicato il libro fotografico “Swing, Bop & Free”, edito dalla Marco Polillo Editore, che raccoglie i ritratti di oltre 100 fra i musicisti di jazz più importanti degli anni ’60. Polillo a partire dagli anni ’70 si è poi dedicato all’informatica, sia come imprenditore che come docente universitario. Da una decina d’anni ha ripreso a occuparsi attivamente di fotografia, svolgendo una ricerca personale nell’ambito della fotografia d’arte con tecnologie digitali.


Periodo espositivo:
13 ottobre / 13 novembre 2016

Sede espositiva:
Fondazione Stelline – Corso Magenta, 61 20123 Milano (Italia)

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