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Foto del mese: Dior, Venezia e il Bal Oriental

3 settembre 1951, Venezia: a Palazzo Labia, il multimilionario Don Carlos de Beistegui y de Yturbe organizza quello che sarà ricordato come il “Ballo del Secolo”, il Bal Oriental. All’evento in maschera, che richiama i fasti del Settecento veneziano, partecipano un migliaio di celebrità del jet set. A creare i magnifici abiti di questa serata famosi stilisti, tra cui Christian Dior, Pierre Cardin, Nina Ricci e persino Salvador Dalí. Quello stesso anno, Christian Dior aveva scelto la città lagunare e i suoi scorci per presentare la sua collezione. Testimoni di entrambi gli eventi erano stati i fotografi di Cameraphoto, l’agenzia fotografica fondata a Venezia nel 1946 da Dino Jarach. Per volontà di Vittorio Pavan, attuale conservatore dell’imponente Archivio Cameraphoto, e di Daniele Ferrara, Direttore del Polo Museale Veneto, questi storici scatti vengono esposti al pubblico nella mostra Intramontabili eleganze. Dior a Venezia nell’Archivio Cameraphoto, fino al 3 novembre. La mostra è ospitata a Villa Nazionale Pisani a Stra, una delle più belle Ville Venete, impreziosita da meravigliosi affreschi di Giambattista Tiepolo

Grandi promozioni alla Casa dei Tre Oci di Venezia per vivere a pieno l’emozione della fotografia

Alla Casa dei Tre Oci grandi promozioni

Alla Casa dei Tre Oci di Venezia, fino al 22 novembre 2018, il biglietto di ingresso a tutte le mostre in programma, garantisce al contempo,  una riduzione sul biglietto di ingresso alla mostra Magister Canova presso la Scuola Grande della Misericordia (e viceversa). 

Presentando il biglietto di “Fulvio Roiter. Fotografie 1948-2007” , in mostra fino al 26 agosto e “Willy Ronis. Fotografie 1934-1998” in mostra a partire dal 6 settembre 2018, presso la biglietteria di Magister Canova, si ha diritto ad un ingresso ridotto a 12 euro anziché 14; allo stesso modo, recandosi in biglietteria alla Casa dei Tre Oci con il biglietto di Magister Canova si avrà diritto ad un ingresso ridotto pari a 10 euro, anziché intero a 12 euro.

Anche per i residenti La Casa Dei Tre Oci ha pensato a delle grandiose offerte; e così ogni mercoledì i residenti e i nati nel Comune metropolitano di Venezia possono usufruire di un ingresso ridotto speciale al prezzo di 8 euro anziché 12 per visitare la rassegna. La stessa promozione è valida tutti i giovedì per i possessori di carta Feltrinelli.

Continuano inoltre le convenzioni con Ca’ Foscari e Iuav, grazie alle quali gli studenti iscritti alle due università veneziane hanno sempre un biglietto ridotto del 50%, al costo di 6€; iniziativa estesa, il venerdì, a tutti gli studenti delle altre università italiane muniti di tesserino.

Infine, scaricando l’app gratuita MyPass Venezia si ha diritto ad un ingresso alla mostra al prezzo speciale di 8 euro anziché 12.

Qui tutte le altre convenzioni http://treoci.org/index.php/it/prenotazioni

Epson è partner per l'innovazione tecnologica della mostra Magister Canova

Epson e il viaggio nella vita e nell’opera di Antonio Canova

I videoproiettori Epson a tecnologia laser sono protagonisti nella creazione del suggestivo percorso multimediale per un viaggio di totale immersione nella vita e nell’opera di Antonio Canova.
La tecnologia di proiezione 3LCD sviluppata da Epson, da sedici anni leader a livello mondiale nel settore dei videoproiettori, è il risultato di una continua ricerca di innovazione tecnologica.

Epson Italia e Magister Canova, la mostra che si terrà a Venezia dal 16 giugno al 22 novembre 

L’azienda, in armonia con la filosofia del Gruppo Epson, di cui fa parte, crede che oggi una società debba essere un soggetto attivo nell’ambiente in cui opera. Per questo partecipa a progetti di sponsorizzazione di eventi di grande significato culturale che contribuiscono all’evoluzione e alla crescita della società civile nel suo complesso. È con questo spirito che Epson ha scelto di essere partner per l’innovazione tecnologica dell’importante evento culturale Magister Canova, riconoscendo in esso un utilizzo della tecnologia come elemento essenziale della progettazione al fine di unire nella mostra approfondimento scientifico e momento di spettacolo e intrattenimento. La tecnologia di videoproiezione laser Epson, unica per prestazioni visive grazie alla alta precisione nella riproduzione dei colori e alla elevata potenza nella resa luminosa, ha permesso di creare un ambiente di grande suggestione dove i videoproiettori Epson, strumenti essenziali per la creazione dell’ambiente multimediale, contribuiscono ad offrire al visitatore un percorso di grande fascino. Le installazioni – rese possibili dalla grande versatilità di installazione dei videoproiettori Epson – creano un ambiente immersivo dove la tecnologia diventa protagonista nel creare emozione e nell’offrire una diversa occasione di conoscenza, più in linea anche con gli interessi e i linguaggi delle più giovani generazioni.

Magister Canova, la mostra che permette di immergersi nella vita e nelle opere del grande maestro veneto.

La mostra Magister Canova è un viaggio che immerge il visitatore nella genesi del processo creativo del massimo interprete del Neoclassicismo. Attraverso uno spettacolare percorso multimediale, infatti, il visitatore potrà avvicinarsi alla vicenda canoviana in tutte le sue fasi e aspetti.
Magister Canova è una mostra dove spettacolo e approfondimento, emozione e conoscenza si calibrano e fondono alla perfezione. L’assoluto rigore scientifico del racconto è coniugato a una sapiente regia che, attraverso una pluralità di linguaggi, propone un percorso di narrazione che spazia dal micro al macro, dalla farfalla di Amore e Psiche al gigante Ercole che scaglia Lica, passando dalla danza alla bellezza senza tempo di Paolina Borghese. La mostra si completa con importanti “stanze” dedicate a particolari approfondimenti.
La mostra è ideata e realizzata da Cose Belle d’Italia Media Entertainment, in collaborazione con la Fondazione Canova Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno (TV).

Magister Canova
Venezia dal 16 giugno al 22 novembre
Scuola Grande della Misericordia.

Fulvio Roiter a La Casa dei Tre Oci: appuntamento con gli aperitivi fotografici

Continua la mostra Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007 

Continua presso la Casa dei Tre Oci la prima retrospettiva dedicata al grande Fulvio Roiter dopo la sua scomparsa, il 18 aprile 2016.
La mostra, che si presentata come la più completa monografica mai realizzata sull’autore e la prima dopo la sua recente scomparsa, è promossa dalla Fondazione di Venezia in partenariato con Città di Venezia; la retrospettiva ripercorre l’intera carriera fotografica di Fulvio Roiter, e rappresenta un omaggio e un ricordo che la Casa dei Tre Oci ha voluto dedicare al fotografo che più di ogni altro ha legato l’immagine di Venezia al proprio nome.
Curato da Denis Curti e reso possibile grazie al prezioso contributo della moglie Lou Embo, il percorso farà emergere attraverso 9 sezioni tematiche tutta l’ampiezza l’internazionalità del lavoro del fotografo veneziano, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.

Aperitivi fotografici in occasione della mostra Fulvio Roiter. Fotografie 1948 – 2007 

Giovedì 21 giugno 2018 alle ore 18.00 quinto appuntamento con gli Aperitivi fotografici in compagnia di Distilleria Nardini 1779. Con un biglietto ridotto al costo di 8 euro, comprensivo di ingresso e consumazione, sarà possibile trascorrere una serata speciale con gli amici, tra oltre 200 opere vintage di Fulvio Roiter. Per l’occasione è prevista un’apertura straordinaria della Casa fino alle ore 20.

Prossimo appuntamento giovedì 5 luglio alle ore 18.00.

Casa dei Tre Oci di Venezia: continua la mostra di Roiter

ph. Marco Cappelletti DSL Studio

Venezia: continua la mostra di Roiter alla Casa dei Tre Oci

Prosegue fino al 26 agosto la mostra FULVIO ROITER. FOTOGRAFIE 1948-2007, curata dal direttore artistico Denis Curti, la prima e più completa retrospettiva dedicata al fotografo veneziano a due anni dalla sua scomparsa, il 18 aprile 2016.
200 scatti (moltissimi vintage), videoproiezioni, ingrandimenti spettacolari e circa 20 libri originali raccontano la sua intera carriera fotografica.
Partendo dalle origini e dal caso che hanno determinato i primi approcci di Roiter alla fotografia, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo ha ereditato la finezza compositiva, il percorso racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, Belgio, Portogallo, Andalusia e Brasile. Ne derivano 9 sezioni, L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile di Roiter. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.
L’ allestimento si arricchisce di videoproiezioni, ingrandimenti spettacolari e una ventina di libri originali, che, oltre a visualizzare in pagina l’opera di Roiter, restituiscono anche la vastità di contributi critici dei tanti autori che hanno scritto sul suo lavoro, tra cui Andrea Zanzotto, Italo Zannier, Alberto Moravia, Ignazio Roiter, Gian Antonio Stella, Roberto Mutti, Stenio Solinas, Fulco Pratesi. Non manca il breve ma intenso ricordo della moglie Lou, riferito a quel primo incontro in Belgio, che fu la nascita di un rapporto umano e professionale lungo quarant’anni.

Durante l’apertura della mostra un ricco programma di attività collaterali e iniziative contribuirà a evidenziare il nesso tra la vita e l’arte di Roiter e la città di Venezia attraverso incontri e approfondimenti. Accompagna la rassegna un catalogo bilingue Marsilio Editori.

Fulvio Roiter alla Casa dei Tre Oci di Venezia: laboratori gratuiti

Hai un’età compresa tra i 5 e 13 anni? Vieni alla Casa dei Tre Oci con la tua famiglia e partecipa ai laboratori gratuiti organizzati, da sabato 5 maggio a domenica 10 giugno, in occasione della mostra Fulvio Roiter

  • Viaggi reali e viaggi immaginari. Emozioni in bianco e nero tra immagini e parole. Laboratorio a cura di BarchettaBlu con S. Italiano. Viaggio, natura e immaginazione sono i temi di questo percorso fotografico. Ai partecipanti verrà distribuita un’originale “macchina fotografica” attraverso cui sperimentare le prospettive da cui inquadrare le cose e le persone che ci circondano. Le letture arricchiranno questa esperienza,fornendo ulteriori stimoli visivi e fantastici.
    Domenica 3 giugno
    ore 11 > 5-7 anni
    ore 15 > 8-10 anni
  • Radici e chiome. Tra realtà e immaginazione
    Laboratorio a cura di BarchettaBlu con S. Pichi
    Il tema dell’albero è al centro di questo laboratorio di espressività corporea e creativa. Si parte dal grande albero che cresce davanti alla Casa dei Tre Oci per arrivare alla sezione del percorso espositivo dedicata agli alberi.
    domenica 10 giugno
    ore 11 > 5-8 anni
    ore 15 > 9-13 anni

I laboratori, della durata di 1h30, sono completamente gratuiti (incluso l’ingresso in mostra) e si svolgono solo su prenotazione a partire da un minimo di 8 fino a un massimo di 20 partecipanti. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0412413551 o alla mail info@barchettablu.it dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12. Il sabato e la domenica scrivere a bookshoptreoci@libero.it

 

Museo del Paesaggio di Torre di Mosto | Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani

Pedro Vaz, Segunda Natureza, 2017, still da video. Doppia proiezione video, (2x) 1080x1440px, 4/3, loop. Doppia struttura di proiezione, (2x) 120x160x70cm. Legno, tela per proiezione.
Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
Federica Landi, Victor Leguy, Pedro Vaz, Marco Maria Zanin
a cura di Carlo Sala
Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
Torre di Mosto, Località Boccafossa
28 gennaio – 25 febbraio 2018
opening 27 gennaio 2018, ore 18.00

Il Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, in provincia di Venezia, ospita la mostra collettiva Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani che riunisce le opere di Federica Landi (Rimini, 1986), Victor Leguy (San Paolo, 1979), Pedro Vaz (Maputo, 1977), Marco Maria Zanin (Padova, 1983).

I quattro artisti presentano in mostra lavori inediti realizzati nel corso di Humus Interdisciplinary Residence, piattaforma interdisciplinare che ha come scopo lacontaminazione tra il mondo dell’arte contemporanea e quello di territori “al margine”, ancora estremamente legati al rapporto con l’agricoltura, le tradizioni del mondo contadino, il paesaggio, la terra intesa nel senso primario del termine.
Grazie a un periodo immersivo passato nella zona rurale del Veneto orientalecompresa tra i comuni di Torre di Mosto, Eraclea e Caorle, in provincia di Venezia, a stretto contatto con la popolazione locale, gli artisti hanno potuto operare una rilettura delle identità locali attraverso l’arte in dialogo con diverse discipline. Un processo di narrazione che è anche strumento di creazione di consapevolezza e lo sviluppo della comunità stessa in futuro.

Pedro Vaz, Segunda Natureza, 2017, still da video. Doppia proiezione video, (2x) 1080x1440px, 4/3, loop. Doppia struttura di proiezione, (2x) 120x160x70cm. Legno, tela per proiezione.

Se il lavoro di Pedro Vaz, paesaggista, si è centrato sulla rappresentazione di un tratto del fiume Livenza, Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin hanno deciso di focalizzarsi sulla rilettura e la narrazione in senso contemporaneo del patrimonio di oggetti appartenenti al Museo della Civiltà Contadina della piccola località di Sant’Anna di Boccafossa, che gli artisti hanno visto come una potenziale attrattiva per attività di educazione, turismo e ricerca.In mostra saranno esposte una serie di fotografie di Federica Landi, una installazione di Victor Leguy, una video installazione e due grandi pitture di Pedro Vaz, fotografie e sculture di Marco Maria Zanin. Ci sarà inoltre una installazione collettiva realizzata dagli artisti Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin secondo il modello deldeMuseo, dispositivo che mira a ripensare l’idea tradizionale di museo inteso come ente conservativo statico, divenendo al contrario un “organismo” dinamico dove le esperienze collettive sono il fondamento per raccogliere ed elaborare la storia e la memoria locale, che possa fungere da volano per fortificare l’identità e la coesione sociale di un territorio.
L’attività di rilettura dell’identità locale condotta da Humus Interdisciplinary Residencenel Veneto Orientale è stata individuata da VeGAL (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale) nell’ambito del Piano di comunicazione del Programma di Sviluppo Locale (PSL) Leader 2014/2020 “Punti, Superfici e Linee” che VeGAL gestisce nel territorio, con l’obiettivo di aumentare la qualità della vita e le opportunità di lavoro per la popolazione locale, in particolare i giovani, finanziando progetti che investono sul patrimonio ambientale, storico, culturale, agroalimentare del territorio.
Il progetto Humus Interdisciplinary Residence è nato nel 2015 su iniziativa dell’artistaMarco Maria Zanin e coinvolge Carlo Sala, curatore e critico d’arte, e Michele Romanelli, psicologo e mediatore di conflitto. 
In occasione del seminario di conclusione dei lavori che avrà luogo il 25 febbraio 2018alle ore 17.00 verrà presentata la pubblicazione contenente i testi critici, le immagini del processo artistico e delle opere.


Federica Landi, Shell, 2017, stampa fine art su carta cotone, 70×100 cm

Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
artisti: Federica Landi, Victor Leguy, Pedro Vaz, Marco Maria Zanin
a cura di: Carlo Sala
sede: Museo del Paesaggio di Torre di Mosto
indirizzo: Torre di Mosto, Località Boccafossa (Venezia)
date: 28 gennaio – 25 febbraio 2018
opening: 27 gennaio 2018, ore 18.00
orari: sabato: 16-19 e domenica: 10.00-12.00 / 16-19. Dal lunedì al venerdì su appuntamento. 
visite guidate: domenica 28 gennaio, 4, 11 e 18 febbraio dalle 15.00 alle 18.00

Werner Bischof in arrivo alla Casa dei Tre Oci

USA. Southern part of the country. 1954. © Werner Bischof/Magnum Photos

250 immagini del grande fotografo svizzero consentono di ripercorrere le storie e i viaggi di uno dei punti di riferimento dell’Agenzia magnum, fondata nel 1947 da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Werner Bischof viaggiò negli angoli più remoti del mondo: dall’India al Giappone, dalla Corea all’Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile e in Perù. La mostra arriva in Italia in occasione delle celebrazioni dei 100 anni dalla nascita del fotografo e si compone di stampe vintage, memorie, documenti, lettere e pubblicazioni.


SWITZERLAND. Zurich. 1941. Nude. “Breast with grid.” © Werner Bischof/Magnum Photos

Per la prima volta sarà esposta una selezione di 20 fotografie inedite, dedicate all’Italia.


Dal 22 settembre 2017 al 25 febbraio 2018, Casa dei Tre Oci di Venezia ospita una grande antologica dedicata a Werner Bischof (1916-1954), uno dei più importanti fotografi del Novecento, tra i fondatori dell’agenzia Magnum.

La mostra, curata dal figlio Marco Bischof, organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, in collaborazione con Magnum Photos e con la Werner Bischof Estate, presenterà 250 fotografie, in larga parte vintage, tratte dai più importanti reportage di Werner Bischof, che consentiranno di ripercorrere i lunghi viaggi che portarono l’artista svizzero negli angoli più remoti del mondo, dall’India al Giappone, dalla Corea all’Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile ed in Perù.


USA. Southern part of the country. 1954. © Werner Bischof/Magnum Photos

Per la prima volta, sarà esposta una selezione di 20 fotografie in bianco e nero inedite che hanno nell’Italia il suo soggetto privilegiato. In essa si coglie l’originalità dello scatto che rivela l’occhio ‘neorealista’ di Werner Bischof.

Il percorso espositivo trasporterà il visitatore nell’età dell’oro del fotogiornalismo, conducendolo sulle tracce di Werner Bischof.

Sarà un itinerario che, partendo dall’Europa, appena uscita devastata dalla seconda guerra mondiale, giungerà in India dove ci si troverà di fronte a un paese attanagliato dalla povertà e dalla miseria, ma in cui si iniziano a intravvedere gli sviluppi industriali che la porteranno a essere uno delle nazioni leader del nuovo millennio.

Quindi, il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra di Corea introdurrà all’analisi del continente americano.


Cambodia 1952 © Werner Bischof/Magnum Photos

Il viaggio di Bischof, infatti, proseguirà nelle città statunitensi, di cui coglierà lo sviluppo metropolitano, anche con una serie di fotografie a colori, e si chiuderà idealmente tra i villaggi del Perù e sulle cime andine dove trovò la morte.

Bischof, considerato uno dei migliori fotogiornalisti, non si limitò a documentare la realtà con il suo obiettivo, quanto si fermò a riflettere di fronte ai soggetti, cercando di raccontare quelle dicotomie tra sviluppo industriale e povertà, tra business e spiritualità, tra modernità e tradizione.

Non mancherà una sezione dedicata alle fotografie di paesaggio e di natura morta, realizzate in Svizzera, tra la metà degli anni trenta e quaranta del Novecento.

Accompagna la mostra un catalogo aperture (in inglese).


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“Fino alla fine del mare” di J. Di Cera in mostra alla Biennale del Cinema di Venezia

Isola #1, Fino alla fine del mare

Le barche di Lampedusa, con la mostra fotografica Fino alla fine del mare di Jacopo Di Cera arrivano alla Biennale del Cinema di Venezia.


Isola #1, Fino alla fine del mare

Continua il viaggio della mostra “Fino alla Fine del Mare”, dopo Milano, Roma, Arles, Napoli, Parigi e Venezia, in contemporanea alla Biennale Arte 2017, la mostra sarà inserita nella programmazione della 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, dal 31 agosto al 10 settembre sull’Edipo Re, storica imbarcazione di Pier Paolo Pasolini ora di proprietà della cooperativa sociale “Impresa a Rete” che sulla barca è solita organizzare diverse ed interessanti attività.


Isola #4, Fino alla fine del mare

Dieci opere della mostra, inserita nella manifestazione come “Premio Edipo Re”, saranno date a Emilio Isgrò, Dacia Maraini, Vasco Rossi, Ezio Bosso, Bebe Vio, Claudio Morganti, Gianfranco Rosi, Pia Covre, Massimo Bottura, Angelo Vescovi, Luciano Carrino, Augubonon Gregoire.

Jacopo Di Cera in 30 immagini convoglia il reale con l’astratto, l’emergenza sociale dell’immigrazione con una resa figurativa. Dagli scatti dei frammenti intatti degli scafi accatastati nel cimitero delle barche di Lampedusa ne trae paesaggi senza confine, sfumati, metafore di un viaggio che rende le identità individuali colori amalgamati che perdono la loro vera essenza per mutarsi in un mare astratto.


Lotta #2, Fino alla fine del mare

“Fino alla fine del Mare” narra della terra nel sud della Sicilia, Lampedusa, fatta di contraddizioni, di sofferenza, di approdi e di speranza. Centro del Mediterraneo, Lampedusa è la terra di passaggio della contemporaneità ed è, come il viaggio di Ulisse, il viaggio che rappresenta tutta l’umanità. Un’umanità in continuo cambiamento, in continuo movimento. Un’umanità in cerca di una nuova, dovuta opportunità.

In questo suo nuovo lavoro, “Fino alla fine del Mare”, l’autore vuole raccontare attraverso forme e cromatismi l’errare dell’uomo, in una serie di immagini stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno prelevati in parte dal cimitero della barche di Lampedusa. Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio. È il traghettamento verso un’altra dimensione, verso una seconda occasione.
Dai versi di Omero sono state estratte le sei parole chiave del lavoro: il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno. Per ogni parola chiave sono state scelte cinque immagini che, attraverso il cromatismo, raccontano la storia di migranti.


Ritorno #1, Fino alla fine del mare

Una modalità di utilizzo della fotografia molto originale, per mostrare come solo utilizzando il colore si possa regalare sorprendenti serie di associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale la quale attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo.

“Il punto di vista originale dell’artista non ci traspone immagini crude, ma attraverso un gioco di rimandi cromatici che si rifanno più all’arte di Mark Rothko e Yves Klein, ci spiega la metafora del viaggio, del naufragio e della salvezza”, ha spiegato Auronda Scalera, curatrice del progetto.


Ritorno #3, Fino alla fine del mare

Tutte le opere esposte sono stampe fotografiche ad alta definizione su legno trattato, con interventi manuali di resina realizzati direttamente dall’autore. Il ricavato della vendita sarà, in parte devoluto ad alcune ONG e ONLUS che lavorano per marginare il problema dell’immigrazione, a sostegno di coloro che lasciano il loro paese per il diritto ad una vita degna.

Il progetto è patrocinato dal Comune di Napoli e dal Comune di Lampedusa e realizzato con la collaborazione di Bside, Il Papiro Art, Hart Studio, bArt, Idea Art and More.
Parte del ricavato delle vendite viene devoluto ai progetti “Informazione e Sensibilizzazione” e “Minori in transito” di Save The Children.


Viaggio #4, Fino alla fine del mare

Jacopo Di Cera
Nato a Milano nel 1981, Jacopo studia con grandi fotografi internazionali con i quali ha avuto modo di sperimentare e di confrontarsi. Espone i suoi lavori a Roma al Museo di Roma in Trastevere e a Palazzo Valentini con un importante progetto su Gerusalemme. Nel 2010 vince il prestigioso quarto posto al concorso del National Geographic, partecipa ad esposizioni e fiere italiane e internazionali. Le sue fotografie sono presenti in gallerie in Italia e all’estero e fanno parte di importanti collezioni private. www.jacopodicera.it


Per maggiori informazioni:
www.finoallafinedelmare.com
info@finoallafinedelmare.com
Fino alla fine del mare di Jacopo Di Cera
74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Dal 31 agosto al 10 settembre
Barca Edipo Re, Lido di Venezia


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Beat Kuert in mostra a Venezia – Palazzo Bembo

Beat Kuert, Caterina Blood 1aa © Beat Kuert
A PALAZZO BEMBO – VENEZIA
DAL 13 MAGGIO AL 26 NOVEMBRE 2017
BEAT KUERT: GOOD MORNING DARKNESS
 
Nello storico palazzo sul Canal Grande, la mostra presenta una grande installazione composta da 30 fotografie digitali in bianco e nero del regista e artista multimediale svizzero.


Beat Kuert, Caterina Blood 1aa © Beat Kuert

Palazzo Bembo, morbidamente affacciato sul Canal Grande, a due passi dal Ponte di Rialto, ospita dal 13 maggio al 26 novembre 2017, una grande installazione del regista e artista multimediale svizzero, Beat Kuert.

L’esposizione, dal titolo Good Morning Darkness, curata da Francesca Martire, è parte del progetto PERSONAL STRUCTURES – Open Borders, organizzato da European Cultural Centre, in collaborazione con Dust & Scratches, laboratorio creativo dell’artista.

Good Morning Darkness è un’opera creata appositamente per l’appuntamento veneziano e si compone di 30 fotografie digitali in bianco e nero che vivono lungo la sottile linea dialettica che lega il buio alla luce.

È proprio il buio l’elemento in cui le fotografie di Beat Kuert prendono vita e si presentano nel loro stato originale. Come in una camera oscura le immagini raggiungono la loro forma definitiva, al termine di un processo dinamico che le porta a raccontare una storia, quasi si trattasse di un filmato. L’allestimento, costruito da una tripla striscia di fotografie che si specchiano in due immagini di grandi dimensioni a colori, aiuta il visitatore a immergersi in questa atmosfera cinematografica.

Come afferma Beat Kuert, “Le mie immagini alla Biennale di Venezia sono scure, e molto vulnerabili sono come pensieri che sorgono e volano via. Ho montato le mie immagini come su un nastro, una dietro l’altra così vicine che parzialmente si fondono. Se li proviamo a seguire con gli occhi, si muovono, e formano una sorta di film, una storia che, mi auguro, saprà poi creare nuove immagini e nuovi universi di nuovo”.

Benché si manifestino in bianco e nero, le opere di Beat Kuert si possono definire come falsi monocromi, in cui si percepisce tanta luce; ad esempio, in uno scatto, il bagliore di una sigaretta serrata tra le dita di una ragazza produce una curva luminosa che tocca terra per poi elevarsi a lambire il secondo soggetto, che si scorge solo in parte; o ancora, la luce è una pioggia che bagna due astanti, mentre la fonte luminosa si produce caravaggescamente da una finestra.

Accompagna la mostra, il volume Beat Me. A pictorial requiem to hallucination and desire (Eyemazing editions).


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Afterglow: Pictures of Ruins | Galleria Palazzo Cini e Vik Muniz

A inaugurare la stagione espositiva le foto inedite ispirate ai capolavori della collezione Cini.

Il 21 aprile 2017 apre al pubblico Afterglow: Pictures of Ruins, il nuovo progetto ideato ad hoc per la Galleria di Palazzo Cini dal noto artista Vik Muniz, un omaggio alla contemporaneità.



Nata dal dialogo con il curatore Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, l’esposizione, ospitata al secondo piano della casa-museo, include foto inedite ispirate ai grandi maestri della collezione Cini, come Francesco Guardi, Dosso Dossi e Canaletto, oltre a una speciale scultura in vetro di Murano.
Muniz, affascinato dal capriccio italiano e dalla tradizione veneziana, presenta al pubblico fotografie di collage materici realizzate ex novo in una scala cromatica straordinariamente vivida, attingendo ai dipinti della collezione di Vittorio Cini e ponendosi così in un dialogo ideale con le opere esposte in Galleria.



La tradizione del capriccio architettonico, che unisce edifici reali e immaginari, rovine archeologiche e una varietà di altri elementi architettonici combinati in modo creativo e fantasioso, divenne un vero e proprio fenomeno nella pittura italiana del XVII e XVIII secolo che fu molto apprezzato, condiviso e stimato.
Muniz rivisita questo tema in chiave contemporanea, simulando le pennellate di questi quadri con ritagli di dipinti riprodotti in volumi di storia dell’arte attentamente selezionati non solo per i loro valori cromatici ma anche per le immagini che contengono, che incollati insieme richiamano una superficie tattile, a impasto. Proseguendo la tradizione degli artisti del XVII e XVIII secolo, Muniz ricombina in modo creativo questi elementi ricostruendo nuove immagini che, attraverso un gioco di rimandi e citazioni, incuriosiscono lo spettatore.

La mostra, aperta fino al 24 luglio, è realizzata in collaborazione con Ben Brown Fine Arts London.


Palazzo Cini la Galleria
Campo San Vio, Dorsoduro 864 Venezia
21 aprile – 24 luglio 2017
Tutti i giorni dalle 11 alle 19, chiuso il martedì
Biglietto intero 10€, biglietto ridotto 8€
Per info: palazzocini@cini.it

Palazzo Cini


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Mauro Masera Fotografo del design italiano (1957-1992)

© Mauro Masera

di Alessandro Curti


Va in mostra a Venezia uno fra i migliori fotografi di design in Italia, milanese di nascita e di formazione e cresciuto artisticamente con la fotografia di industria.
Mauro Masera ha collaborato con importanti grafici, architetti e designer, rinomate aziende del calibro di Kartell, Cassina, Alessi e molte altre.


© Mauro Masera

Il suo lungo percorso di ricerca nel design, durato dagli anni Cinquanta in avanti, lo ha portato effettuare importanti e interessanti sperimentazioni artistiche.
Negli spazi dello Iuav viene presentato il suo lavoro caratterizzato da alcuni aspetti particolari come la straordinaria cura dei caratteri e degli elementi compositivi, la precisa attenzione ai dettagli degli oggetti – anche grazie alla sua esperienza come fotografo industriale – e il continuo dialogo tra prodotti e figure umane.
La mostra è organizzata in otto sezioni e, oltre alle fotografie, raccoglie documenti, cataloghi e riviste che testimoniano la vivace attività artistica di Masera.


Info:
Indirizzo: Università Iuav di Venezia, Tolentino, Aula Magna
Orari: lunedì-venerdì 10.30-17.30
Tel: 04.12.57.10.11
Mail: archivioprogetti@iuav.it
Web: www.iuav.it/archivioprogetti

fino al 19 maggio


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