Scopriamo come immortalare le grandi vedute primaverili, sfruttando la luce migliore e le giuste impostazioni.

3 Maggio 2022 di Redazione Redazione

Ecco 5 consigli (più uno) per immortalare grandi vedute paesaggistiche, sfruttando le lunghe giornate primaverili e la luce giusta.

5 trucchi per fotografare grandi vedute

La combinazione di luce spettacolare, foschia mattutina e colori vibranti è quasi una garanzia di successo, in qualsiasi stagione. Le condizioni perfette possono durare poco, però, ed è importante essere pronti…

1 – Le ore dorate

La primissima mattina e il tardo pomeriggio sono i momenti migliori per catturare splendidi paesaggi, con cieli colorati e luce calda e dorata. Teniamo d’occhio le previsioni e scartiamo le giornate coperte e nuvolose che appiattirebbero il risultato. Le condizioni migliori si presentano nelle giornate limpide con una spolverata di nuvolette leggere.

2 – Non bruciamo il cielo 

Inevitabilmente, immortalando paesaggi ci imbatteremo in cieli molto più luminosi rispetto al terreno. Esponendo per il cielo, sprofonderemo il primo piano nell’ombra; puntando al suolo, invece, finiremo per bruciare il cielo… 

Il problema, per fortuna, può essere abbastanza agevolmente aggirato montando un filtro graduato a densità neutra (ND) davanti all’elemento frontale dell’obiettivo. In sostanza, funziona come gli occhiali da sole sfumati. La parte scura blocca parte della luce intensa del cielo e permette di catturarne i colori, mentre la sezione trasparente ci lascia esporre normalmente il primo piano.

Questi filtri esistono in diversi densità, da 1, 2 e 3 stop e possono essere anche sovrapposti quando il cielo è davvero molto luminoso.

3 – Teniamo d’occhio il sole

Cerchiamo di scattare sempre con il sole leggermente alla nostra destra o alla nostra sinistra. Se gli diamo la schiena, possiamo catturare cielo azzurro e colori intensi, ma le ombre saranno meno tridimensionali e le immagini perderanno vitalità.

Evitiamo anche di scattare direttamente verso il sole, a meno che non si tratti dell’alba o del tramonto, quando la luce è meno intensa. Negli altri casi, senza filtro ND o bracketing, è impossibile ottenere altro che cielo bruciato e totale assenza di dettaglio.

4 – Prendiamo il controllo del diaframma

Impostiamo la modalità di esposizione a priorità di apertura (Av). È la più indicata perché ci permette di impostare da noi il diaframma di cui abbiamo bisogno per ottenere la profondità di campo desiderata. Del tempo di posa si occuperà quindi la fotocamera, ma potremmo dover comunque intervenire con una compensazione dell’esposizione per assicurarci un’esposizione corretta delle parti più importanti della scena.

In alternativa, lavoriamo in modalità manuale e impostiamo da soli tempo di posa e diaframma, ricorrendo all’istogramma per avere la sicurezza di non tagliare luci o ombre. Per tenere a fuoco tutto il paesaggio, impostiamo un diaframma chiuso, intorno a f/16, e mettiamo a fuoco a circa un terzo della profondità della scena.

5 – Scegliamo l’obiettivo giusto

Possiamo catturare splendidi paesaggi con uno zoom standard 18-55 mm, ma se vogliamo vedute estese e prospettive cariche di enfasi, dobbiamo procurarci uno zoom grandangolare, nell’ordine dei 16-35 mm per full-frame e 10-20 mm per sensori APS-C. Proviamo anche a usare un teleobiettivo, come l’estremità tele di uno zoom 24-105 mm, per isolare gli elementi chiave della scena.

Il polarizzatore circolare

Lo ribadiamo sempre: se potessimo avere un solo filtro, questo dovrebbe essere un polarizzatore circolare! Elimina il riverbero dalle superfici riflettenti e approfondisce l’azzurro del cielo, dando risalto e impatto alle nuvole bianche. Il suo effetto è massimo quando lo usiamo ad angolo retto rispetto al sole.

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