Quarant’anni di ricerca artistica di David LaChapelle in mostra al MUDEC di Milano tra opere celebri e produzioni recenti.

21 Aprile 2022 di Elisabetta Agrati Elisabetta Agrati

Dal 22 aprile all’11 settembre 2022 il MUDEC di Milano ospita una grande, imperdibile, mostra di David LaChapelle. Intitolata I Believe in Miracles, è curata da Reiner Opoku e Denis Curti, insieme allo studio LaChapelle, e riunisce oltre novanta opere.

Tra grandi formati, installazioni site-specific e nuove produzioni si potranno così ripercorrere quarant’anni di ricerca artistica. Una ricerca che si focalizza sull’uomo, sul rapporto con sé stesso e il mondo che lo circonda.

La mostra di David LaChapelle a Milano

«David LaChapelle crede nei miracoli», spiegano i due curatori. L’artista «ci invita a creare nuove relazioni con le persone, con la natura, con il consumo, con la spiritualità. Un altro mondo è possibile».

In un viaggio tra memorie personali e sentimenti, si potranno, dunque, ammirare alcune delle serie più famose ma anche le ultime produzioni. Tra le prime spiccano gli scatti che hanno reso LaChapelle un’icona vivente della cultura pop e che hanno visto la collaborazione di superstar come Madonna, Britney Spears, Michael Jackson, Kim Kardashian, David Hockney, Uma Thurman e David Bowie.

Ancora Deluge (2006) e la serie successiva After the Deluge (2006-2009), ispirate entrambe al Diluvio Universale della Cappella Sistina. New World (2007-2017) è, invece, pervasa da un desiderio di pace: tutti i protagonisti sono immortalati nella foresta pluviale incantata e sembrano alla ricerca di nuove possibilità di interazione nei confronti della natura.

Tra le serie più recenti, Revelations (2020) è il racconto di una società contemporanea angosciata dall’incertezza e dall’instabilità.

Rappresentare il non rappresentabile

A guidare David LaChapelle è sempre stato un senso di urgenza, fin da quando, diciottenne, realizzò le vetrate che aprono questa grande mostra. «Anche allora eravamo in guerra», commenta l’artista. «La nostra guerra era l’AIDS. Pensavo di non avere molta vita davanti a me e avevo, quindi, fretta di completare delle immagini, di lasciare qualcosa dietro di me. Di capire che cosa fosse l’anima e come si potesse rappresentare».

«Tantissimi miei amici stavano morendo e allora ho pensato di farli rivivere, di ridare loro vita attraverso le ali. Ho cominciato a rappresentare gli angeli e il Paradiso. Cercavo di rappresentare il non rappresentabile. Fu in quel momento che sentii di potermi avvicinare a Dio».

David LaChapelle, The Holy Family with S. Francis, 2019, Hawaii © David LaChapelle

Questo senso di urgenza, racconta David LaChapelle, è ritornato negli ultimi quindici anni: «La nostra esistenza è minacciata. La natura è minacciata. Il genere umano ha sempre più paura. E allora ho cominciato a onorare la Sacra famiglia, a rivolgermi alle scene bibliche, a dare a questi personaggi una nuova vita».

«Sono stato molto fortunato perché nel corso di questi anni ho potuto lavorare con molti amici che mi hanno aiutato a compiere piccoli miracoli. Queste idee, attraverso la nostra fede, attraverso il nostro camminare tutti insieme nel bosco, si sono trasformate in immagini».

«Ci ritroviamo oggi in un mondo che sta andando in pezzi e il nostro compito è cercare di rimettere insieme questo mondo, liberandoci dal materialismo, dalle preoccupazioni, dall’ansia, lottando con la fede. Sempre. Attraverso le mie immagini cerco di riportare la luce, un senso di sicurezza, sensazioni ed emozioni. E se il mio lavoro riesce nell’intento di far risuonare senza fine queste emozioni, allora io sono felice».

Info

La mostra è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura.

Orari: lunedì 14.30‐19.30 | martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09.30 ‐ 19.30 | giovedì, sabato 9.30‐22.30. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.

www.mudec.it

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