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La Famiglia in Italia, il nuova grande progetto fotografico FIAF

La Famiglia in Italia, il nuova grande progetto fotografico FIAF: quasi 1300 scatti, un libro fotografico, una mostra nazionale aperta fino al 9 settembre

Inaugurazione sabato 16 giugno 2018, ore 17,30

La FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – associazione senza fini di lucro che si prefigge lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia su tutto il territorio nazionale – annuncia la mostra fotografica del nuovo grande progetto nazionale “La Famiglia in Italiache verrà inaugurata sabato 16 giugno 2018 al CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (Via delle Monache 2), a partire dalle ore 17,30.
La mostra rimarrà poi aperta fino a domenica 9 settembre 2018.
All’inaugurazione parteciperanno la Vice Presidente della Regione Toscana ed Assessore alla Cultura Monica Barni e il Sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini.

La famiglia in Italia: le trasformazioni nel corso del tempo

Lo scopo del progetto LA FAMIGLIA IN ITALIA è quello di documentare e interpretare la famiglia italiana contemporanea alla luce delle trasformazioni epocali che hanno riguardato i diversi ruoli dei suoi componenti, le identità sessuali, le esigenze economiche, il ruolo della donna, la presenza di immigrati e italiani di nuova generazione e molti altri aspetti che modificano continuamente un’idea di famiglia che per molti anni era apparsa congelata nelle sue statiche certezze.
Se l’articolo 29 della Costituzione Italiana afferma che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”, è lecito domandarsi l’attualità dell’affermazione: le trasformazioni sociali hanno messo in discussione sia l’esistenza di un’unica forma naturale di famiglia, sia il matrimonio come suo istituto fondativo per eccellenza. Dalle famiglie allargate fine alle coppie di fatto e le unioni civili, le nuove famiglie si presentano in maniera poliforme: Cosa è dunque oggi famiglia? Partendo da tale interrogativo, la ricognizione fotografica collettiva della FIAF ha inteso esplorare e rappresentare la famiglia italiana in tutte le sue declinazioni, tracciandone i nuovi confini. Ogni Autore ha affrontato la tematica del progetto partendo dalla propria esperienza personale, con uno sguardo intimo verso la realtà della propria condizione affettiva, oppure ha voluto aprirsi al racconto delle famiglie degli altri, senza alcuna preclusione linguistica.
Il progetto ha incoraggiato la ricerca della molteplicità e delle specificità familiari, chiarendo che per famiglia italiana si doveva intendere la famiglia che vive stabilmente in Italia, indipendentemente dalla nazionalità di origine dei suoi componenti. I campi di indagine hanno riguardato tematiche classiche come la nascita della coppia, le modalità di convivenza, il rapporto con l’esterno e gli equilibri interni, i figli o la loro mancanza, il rapporto tra fratelli, i rapporti con i genitori e con gli anziani, le risorse condivise (la casa, i mezzi di spostamento, etc.), gli spazi privati della famiglia e del singolo, le affinità, i vincoli, i rapporti tra padre/madre e figli, il ruolo dei nonni e degli zii, insieme a tematiche relativamente nuove quali l’omosessualità e la riproduzione assistita, la discriminazione, il ricorso alle terapie di sostegno, le famiglie allargate, quelle mono-genitoriali, le famiglie cosiddette “miste”, le comunità, le case famiglia e tutto quanto la sensibilità e la ricerca degli Autori fotografici potesse portare a scoprire nei mille universi dei nuclei famigliari contemporanei.
Le immagini prodotte mostrano complessità e articolazione di rapporti, affetto e solidarietà. La famiglia appare prevalentemente sana e robusta, frutto di scelte ponderate e resistente nelle difficoltà. Ma non mancano accenni a un lessico meno famigliare e più esistenziale, come quello del singolo per scelta, per necessità, per ritorno o per anzianità.

La famiglia in Italia: grande lavoro di ricognizione fotografica

LA FAMIGLIA IN ITALIA non è però solo un’esposizione fotografica, bensì un più grande lavoro di ricognizione fotografica che comprende anche la pubblicazione di un catalogo della mostra nazionale di Bibbiena contenente tutte le opere esposte, la pubblicazione di un libro delle mostre locali contenente una selezione delle immagini esposte nelle mostre locali diffuse in tutto il territorio nazionale e 100 mostre locali che verranno inaugurate in contemporanea con la mostra di Bibbiena.
FUJIFILM ha scelto di supportare il progetto coinvolgendo 9 fotografi e offrendo loro la possibilità di interpretare il tema del LA FAMIGLIA IN ITALIA con attrezzatura FUJIFILM: Bruno Maddeddu, Enrico Genovesi, Carlo Panza, Renato Iurato, Davide Grossi, Filippo Venturi, Umberto Verdoliva, Vittorio Scheni e Nazzareno Berton con la loro esperienza hanno portato ai partecipanti nuove idee e spunti di riflessione.

Quando si attiva un progetto il momento dell’idea è quello più creativo, ma questa volta è stato facile. Il settantesimo compleanno della Federazione e il suo essere istituzione analoga a quella della famiglia era una constatazione fin troppo ovvia. Se la famiglia è solidarietà, reciproca assistenza e fratellanza, allora la FIAF è una famiglia formata da chi si è scelto e si riconferma, di anno in anno, quale membro affezionato della comunità – ha commentato Roberto Rossi, Presidente della FIAF – In questo nuovo progetto nazionale troviamo chi parla della famiglia multietnica, chi della mononucleare, chi pone l’accento sui figli, chi sugli anziani, chi vede la famiglia come un’entità in cui il tempo si manifesta con la moltiplicazione dei propri membri, chi patisce l’assenza o l’abbandono di chi si è amato. Ampio spazio viene dato alla famiglia composta da coppie di sesso differente, ma c’è una speciale attenzione verso le famiglie omosessuali. Credo che nessuno di noi pensi alla famiglia come un’entità perfetta, tutti i partecipanti a questo progetto hanno però guardato alla famiglia con un’attenzione, con un affetto, con un trasporto che ci fa comprendere come ancora la famiglia sia al centro dei nostri pensieri, come sia il luogo ove maggiormente si spendono le nostre energie affettive. È un posto in cui si dona incondizionatamente e parimenti si chiede, e si deve ottenere, amore e rispetto.”

La famiglia in Italia: programma della mostra

Date: da sabato 16 giugno a domenica 9 settembre 2018

Inaugurazione: sabato 16 giugno h 17,30

Dove: CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR), Via delle Monache 2

Orari da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30 – domenica 10,00 / 12,30

Biglietto: ingresso gratuito

Sito: www.centrofotografia.org

Contatti: Tel. 0575 1653924 – Cell. 349 2335011

Per maggiori informazioni: www.fiaf.net/lafamigliainitalia

  • Main Sponsor: Fujifilm.
  • Sponsor: Photosi ,Cavaretta Assicurazioni.
  • Con il Patrocinio della Regione Toscana.

IDENTITY: la mostra fotografica del collettivo CAPTA

Dal 3 al 16 marzo si terrà la mostra fotografica IDENTITY del collettivo CAPTA

IDENTITY è il progetto del collettivo CAPTA dedicato al fotogiornalismo che consta di una mostra e un workshop alla fine del vernissage. Sarà esposta una raccolta dei reportage più importanti realizzati negli ultimi anni dai membri del collettivo CAPTA che percorrono il tema dell’IDENTITÀ in diversi luoghi. Le immagini rivelano identità radicate nella cultura di un luogo e rappresentano l’espressione di una parte nascosta del mondo contemporaneo. Il comune denominatore è la potenza di queste immagini che ha la volontà di far riflettere lo spettatore su realtà lontane e vicine, ma spesso sconosciute o non afferrate. Immagini che hanno ottenuto il riconoscimento con pubblicazioni sulle maggiori testate e premi di prestigio a livello internazionale.

Le foto esposte sono di Erik Messori, Francesco Pistilli, Alessandro Vincenzi, Mashid Mohadjerin.

Quando: Sabato 3 marzo alle ore 18.30

Dove: presso la sede ISOLAB a Castello 3865, Venezia

Per maggiori informazioni visita il sito.

Nino De Pietro in mostra a Milano

Schegge di periferie: il Neorealismo a Milano, mostra fotografica di Nino De Pietro

Fino al 31 marzo 2018 la Fondazione Luciana Matalon di Milano ospita, in collaborazione con Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze, la mostra del fotografo Nino De Pietro. Il vernissage è curato da Maria Possenti, Emanuela Sesti e Italo Zannier. L’esposizione Schegge di periferie: il Neorealismo a Milano, presenta 70 foto da pellicola negativa Kodak in bianco e nero che De Pietro, con la sua Leica, ha scattato a Milano tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta. Le sue fotografie si ispirano al cinema neorealista italiano di Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Luchino Visconti; un realismo poetico che porta Nino De Pietro a osservare Milano e il suo divenire mettendo in luce scorci non convenzionali, luoghi spesso dismessi resi vivi dai sentimenti dei suoi abitanti, senza regole formali o imposizioni ideologiche, ma semplicemente raccontando il tempo presente. I Navigli e i cortili delle case di ringhiera dove ci sono ancora tracce della Seconda Guerra mondiale, la neve a Sesto San Giovanni, le scritte sui muri, le discariche e le loro sedimentazioni di testimonianze ambientali, le baracche di viale Plebisciti, il Vicolo dei Lavandai, sede del suo studio.

La mostra Schegge di periferie: il Neorealismo a Milano di Nino De Pietro è visitabile nei seguenti orari: 10.00-19.00, da martedì a domenica (lunedì chiuso; la biglietteria chiude sempre 30 minuti prima dell’orario di chiusura).

I biglietti costano 4 euro; ridotti 3 euro (over 65, bambini 7-12 anni, scolaresche, disabili, gruppi minimo di 15 persone); gratis bambini fino a 6 anni.

Per info 02 878781

I Giorni della Fotografia 2018: IO SOGNO

I Giorni della fotografia 2018:  IO SOGNO la mostra inaugurale

I Giorni della Fotografia 2018 è la rassegna Fotografia, Arte e Cultura che avrà inizio il 20 febbraio alle 18.00 con l’inaugurazione della mostra IO SOGNO. A cura di Loredana Ficarelli e Pio Meledandri, con le fotografie di Maria Luisa Dilillo “Dream”, Antonio Giunta “Perdersi” e Massimo Brunialti “Viaggio” nonché la proiezione della videoclip “Dream” di Maria Luisa Dilillo. Gli autori rappresentano nelle loro Fotografie, coi loro sguardi visionari, il rapporto fra il mondo interiore e la realtà. La comprensione dell’interazione tra conscio e inconscio nasce proprio da questa relazione. La giovane artista tranese, confessa di aver scoperto che “l’idea che attraversa l’intero mio progetto è affine alla lezione sulla leggerezza di Italo Calvino e con grande sorpresa riprende il suo pensiero, dato dalla leggerezza, che non è sintomo di superficialità.” Il desiderio di sconfiggere l’impotenza di cambiare il proprio destino viene affidato a quella visione fantastica “leggera”, formata di nuvole, di oggetti e animali colorati che volano insieme a foglie verdi, nel vento.

Inoltre interverranno la psicologa Carla Vulcano, Loredana Ficarelli Responsabile Scientifico del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, Pio Meledandri Curatore d’arte.

La mostra, il cui ingresso è libero, si terrà sino al 2 marzo presso l’Ex Palazzo delle Poste Piazza Cesare Battisti, 1 Bari.

 

Luigi Corda: Sant’Efisio Ad Attrus Annus

Ad Attrus Annus Publisher Silvana Editoriale
Da 360 anni si svolge in Sardegna un raduno delle sue genti che s’incontrano per solennizare il Martire Efisio.
Sant’Efisio Ad Attrus Annus è un progetto editoriale e una mostra fotografica che, attraverso le foto inedite in bianco e nero del fotografo Luigi Corda, ci porta all’interno di una dimensione temporale quasi passata.


Ad Attrus Annus Publisher Silvana Editoriale

Il viaggio fotografico lungo sei anni racconta le vicissittudini della festa religiosa più importante della Sardegna, unica nel suo genere per sfarzo e dimensioni e tra le più grandi in Europa.
Protagonisti del libro, oltre all’amato Efisio, sono proprio le sue genti, che con dedizione e devozione ogni anno si adoperano affinché venga sciolto il voto fatto nel 1652, liberando cosè la città e l’isola dalla peste.


Ad Attrus Annus Publisher Silvana Editoriale

Le immagini in bianco e nero di alcuni dei momenti più salienti vogliono rappresentare uno spaccato sociale di un evento che nel tempo appare sempre uguale ma sempre diverso.
Il catalogo accoglie un’introduzione dell’arciconfratello onorario Antonio Salis.


Ad Attrus Annus Publisher Silvana Editoriale

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Dal 16 al 19 gennaio 2018

Inaugurazione martedì 16 gennaio 2018, ore 18.30
STILL Fotografia – via Balilla 36, 20136 Milano
Lun – ven 9 – 13 | 14 – 18
Ingresso libero
press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it
02 36 74 45 28

 

Alla Fabbrica del Vapore una mostra racconta Che Guevara

[…] Molti mi considereranno un avventuriero e questo sono, solo che di tipo diverso: uno che rischia la pelle per dimostrare le proprie verità. …”

(Che Guevara, lettera ai genitori – 1965)



Il 9 ottobre del 1967 Ernesto Guevara, catturato in Bolivia insieme ai compagni di guerriglia, dopo un lungo interrogatorio, viene assassinato nel piccolo villaggio de La Higuera.

Gli scatti dei fotografi che ritraggono il suo corpo steso su un tavolo all’ospedale di Vallegrande fanno il giro del mondo, così come l’annuncio della sua morte da parte di Fidel Castro. Il combattente, l’eroe, se n’era andato ma il suo ricordo e il suo mito sarebbero rimasti intatti fino ad oggi.
 
A cinquant’anni dalla sua morte dal 6 dicembre 2017 al 1 aprile 2018 (anno in cui ricorrono i novant’anni dalla nascita) a Milano alla Fabbrica del Vapore, una mostra spettacolare e di grande narrazione ci porterà dentro la Storia, a vivere gli avvenimenti cruciali e il mito del Che, ma anche a scoprire l’uomo, i suoi affetti, gli ideali e i turbamenti, grazie al ricchissimo e in parte inedito materiale di archivio del centro Studi Che Guevara a L’Avana e ai linguaggi delle più innovative tecnologie.



Oltre 2000 documenti – lettere, diari, foto ufficiali e private, la biblioteca personale, gli scritti autografi dei discorsi e delle opere letterarie, i video d’epoca, sono stati per due anni vagliati e tradotti e più della metà verranno riprodotti e riutilizzati in mostra per raccontare la storia di un uomo chiave del ‘900 – borghese, medico, marito e padre – che di fronte agli eventi, alla situazione geopolitica, alla visione delle ingiustizie sociali non è rimasto indifferente, si è interrogato e, al di là delle risposte date, ha scelto di agire in prima persona.

Per maggiori informazioni clicca qui.


INFO MOSTRA
www.mostracheguevara.it

Lun – Ven 8.30 – 18.00 // sab. 9.00 – 13.00

Michele Palazzo in mostra alla Galleria STILL di Milano

Flatiron Building © Michele Palazzo
DOVE COMINCIA IL MONDO
@STILL | 29 novembre 2017 – 12 gennaio 2018 | MILANO

Flatiron Building © Michele Palazzo

Alla galleria STILL di Milano, la prima mostra personale del fotografo italiano Michele Palazzo.


Alone in NY © Michele Palazzo

Dal 29 novembre 2017 al 12 gennaio 2018 la galleria Still di Milano ospiterà la prima personale del fotografo Michele Palazzo. Curata da Denis Curti e Maria Vittoria Baravelli la mostra si articola in 20 scatti rappresentativi del melting pot che popola New York.
Il titolo della mostra è un diretto riferimento agli scritti giovanili di Truman Capote (Where the World Begins) recentemente rinvenuti presso la New York Public Library. In una manciata di pagine si raccontano frammenti di storie che ci proiettano nella vita e nelle emozioni di personaggi sconosciuti.


Emerging from the dark © Michele Palazzo

Allo stesso modo le fotografie di Palazzo, uniche e piene di sensibilità, registrano queste emozioni e inducono noi spettatori a immaginare e a fantasticare, con uno slancio empatico, sulle dinamiche esistenziali degli abitanti di New York. Una donna piange al telefono, una coppia conversa al ristorante, un uomo ci osserva attraverso il vagone della metropolitana. Un mosaico umano sterminato e complesso che si ricompone nella metodica e quotidiana attività di catalogazione che Palazzo compie con la sua fotocamera.


Subway mood © Michele Palazzo

A chiusura della mostra un finale alquanto inaspettato: l’immagine di una New York sospesa e svuotata dai suoi abitanti, in cui la scena è occupata dalla forza della natura. Nella sua prima personale italiana viene esposto il celebre scatto del Flatiron Building immerso nella tempesta di neve Jonas del gennaio 2016. La fotografia è diventata iconica e virale e in poche ore dalla sua pubblicazione è stata ripresa dalle più importanti testate giornalistiche di tutto il mondo come il The Telegraph, The Guardian, la CNN e la BBC. Ha successivamente ricevuto numerosi premi tra cui il PDN Photo Annual Awards 2017 e quello di National Geographic (Italia).


© Michele Palazzo

About Michele Palazzo
Originario di Ravenna (1968) si è laureato in Architettura allo IUAV di Venezia.
Vive e lavora a New York dove si occupa di Design con una specializzazione in User Experience Design.
Appassionato da sempre di fotografia concentra la sua ricerca sui personaggi che popolano le città del mondo, tanto da creare un suo progetto fotografico, conosciuto sui social network sotto lo pseudonimo di StreetFauna, in cui raccoglie le immagini che quotidianamente cattura a New York e nei suoi viaggi.
Alcune delle sue immagini hanno ottenuto riconoscimenti in concorsi internazionali quali il Travel Photographer of the Year (2016), International Photographer of the Year 2015, il MIFA (Moscow International Photo Award) e i-Shot by Leica.
www.streetfauna.com



DOVE COMINCIA IL MONDO – LA NEW YORK DI MICHELE PALAZZO

Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
Lun – ven 9 – 13 | 14 – 18
Sab – dom su appuntamento
Ingresso libero
press@stillfotografia.it
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it
+ 39 02 36744528

Cinzia Camela in mostra a Milano – Galleria d’Arte Mario Giusti HQ


Behind The SilverScreen: Snapshots from the festivals, è la prima personale a Milano della fotografa Cinzia Camela. Un raffinato Red Carpet con i più amati divi del cinema, colti fuori dalle “pose”, naturali e spontanei.


Charlise Theron

Un punto di vista molto diverso dal solito, alla ricerca dell’umanità individuale. Potrete ammirare molte fotografie di Cinzia, pluripremiate nei più importanti contest mondiali, da Los Angeles a Londra e Parigi.


Lynch e Irons. 63° Festival del Cinema di Venezia 2006

Indirizzo: via Cesare Correnti 14, Milano

www.mariogiustihq.com

Pepi Merisio in mostra a Romano di Lombardia (BG)

Venezia 1958 © Pepi Merisio

La mostra “Pepi Merisio – Il Gioco”, presenta una selezione di scatti, per la maggior parte in bianco e nero, che raccontano con la delicatezza e la poesia caratteristiche dell’autore il tema del gioco, offrendo allo stesso tempo un approfondimento sulla cultura fotografica in Italia nel secondo Novecento.


Basket in Seminario, Bergamo 1964 © Pepi Merisio

Le fotografie de “Il Gioco” raccontano un pezzo di storia del nostro Paese, dalla fine degli anni Cinquanta fino agli Ottanta: quarant’anni di Italia che gioca, di bambini e ragazzi ripresi mentre giocano all’oratorio, corrono per strada, gareggiano con le slitte – impegnati in attività che sono allo stesso tempo sia divagazione che esercizio alla vita.


Piazza Navona, Roma 1965 © Pepi Merisio

Sullo sfondo la testimonianza di un’Italia ormai quasi scomparsa, che però è ben impressa nelle immagini di Merisio, per il quale la fotografia è “documentare ciò che succede in un determinato momento, senza attendere fatti spettacolari”.

L’inaugurazione avverrà alla presenza dell’autore sabato 2 dicembre 2017, presso Palazzo Muratori a Romano di Lombardia (BG). La mostra si aprirà con una introduzione su Merisio e sulla genesi delle immagini, e proseguirà fino al termine con l’esposizione di una quarantina di stampe fotografiche originali di medio formato.


Girotondo Carnevale sul Lago d’Endine © Pepi Merisio

Durante il periodo della mostra PhotoGarage organizza una serie di appuntamenti legati alla fotografia, da serate di approfondimento sul lavoro di Pepi Merisio, all’intervento di Sergio Ramazzotti/Parallelozero, per finire con la presentazione del lavoro del Collettivo PhotoGarage alla manifestazione 24HoursProject.
Per gli Istituti Scolastici sarà possibile prenotare visite didattiche gratuite.


Venezia 1958 © Pepi Merisio

INFORMAZIONI

Indirizzo: Palazzo Muratori, Piazza Roma, Romano di Lombardia (BG)

dal 2 dicembre al 17 dicembre 2017

Ingresso libero

Domani al via Expo Photo Day 2017

Domani si inaugura la manifestazione espositiva dedicata a tecnica e cultura fotografica

Il 28 e 29 ottobre presso La Vacherie – Joia Hotel a Brusaporto in provincia di Bergamo si svolge Expo Photo Day 2017. L’evento vuole coniugare la fotografia nei suoi aspetti tecnici, con la proposta delle più interessanti novità tecnologiche, e artistica con workshop, mostre, eventi culturali, shooting e seminari .
Durante i due giorni d’esposizione è possibile osservare e provare tutte le novità e tutti i prodotti fotografici offerti dal mercato, ad esporre infatti saranno presenti tutti i principali brand di settore: Canon, Sigma, Sony, Olympus, Tamron, Mafrotto, Pentax, Panasonic, Zeiss, Samyang, Dji, Sandisk, Dnp, Photosi, Fujifilm, Polaroid, Culmann, Godox, Marshall, Kodak.
All’interno del contemporaneo FC Photofestival, sono esposte le mostre di Paolo Agazzi, Antonio Manta, Michele Rigamonti e Angelo Parsani e verranno realizzati workshop con Mustafa Sabbagh e shooting guidati con Max De Martino e Alberto Buzzanca.

Ospiti d’eccezione, divertimento, cultura e apparecchiature fotografiche

“Grazie allo sforzo delle aziende partner, di Fornitureconti.it e del 2Fm Group, l’evento è completamente gratuito – spiegano gli organizzatori.  Si tratta di una manifestazione unica nel suo genere e siamo certi sia il miglior evento 2017”. Per maggiori informazioni clicca qui.

“Mogador”: una mostra italiana a Essaoiura

Veronica Gaido, Au premier temps de lavalse, da Mogador

“MOGADOR” MOSTRA ITALIANA AD ESSAOUIRA (MAROCCO) DI VERONICA GAIDO E VITO TONGIANI

Grazie all’Association Essaouira-Mogador e al presidente André Azoulay, il dialogo dei due artisti italiani sull’antica città marocchina arriva nel luogo che ne ha ispirato la creazione.
Dal 26 ottobre al 26 novembre 2017


Dopo l’esperienza al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago e l’inaugurazione della mostra a Rabat (Marocco), nella primavera del 2016, presso la Galleria Bab Rouah, il progetto “Mogador” prosegue il suo viaggio e arriva a toccare la città che ne ha ispirato la creazione: Essaouira. I lavori di Veronica Gaido – artista e fotografa – e di Vito Tongiani – pittore e scultore – dedicate al porto della città marocchina sono in mostra dal 26 ottobre al 26 novembre 2017 nel centro culturale Dar Souiri a Essauoira (Marocco).


Veronica Gaido, Au premier temps de lavalse, da Mogador

I due artisti, appartenenti a diversi mondi espressivi, si confrontano attraverso la visione fotografica e pittorica delle loro opere, con l’obiettivo di raccontare l’atmosfera e la vita dello storico porto della cittadina, battezzata Mogador nel VII secolo (dall’arabo “ben custodita”) quando venne riscoperta dai portoghesi dopo la conquista araba.

Nel testo che apre il catalogo dell’esposizione, lo scrittore marocchino Driss Ksikes riflette sulla difficoltà di rappresentazione della città (“…la città è immensa, inafferrabile, in movimento permanente…”) e riconosce alle sole arti visive la capacità di catturare un’immagine che sia, di per sé, vera metafora del luogo raffigurato. Secondo lo scrittore, Tongiani e Gaido, grazie alla loro personale visione artistica di Mogador, hanno saputo restituire appieno le percezioni sensoriali di un luogo, rappresentando con la fotografia e con la pittura, la mutevolezza dei colori che lo connotano, il brulichio delle persone che lo vivono, la presenza delle barche che lo riempiono e la pienezza dei gesti ricorrenti, e a volte per questo invisibili, che lo popolano.
È grazie alla loro visione che ritroviamo in questo luogo-simbolo il concetto di vita, di rifugio, di viaggio, ma anche il contrasto, lo sforzo quotidiano del popolo, i colori del giorno e l’oscurità della notte che convivono e si mescolano tra di loro.


Veronica Gaido, Gli alberi di Mogador, da Mogador

Nelle fotografie di Veronica Gaido, in particolare, questa visione di Mogador rimanda ad alcuni temi già indagati da lei in lavori precedenti; ritroviamo l’acqua, il viaggio, il passaggio, reinterpretati da lei dal punto di vista fisico, spirituale e astratto.
Le forme nei suoi lavori si sfanno nella luce e le apparenti dissolvenze creano un’“essenza narrativa” nuova, immediatamente leggibile. Lo spettatore può percepire così in modo istantaneo il sentimento della realtà del luogo, assaporando una dimensione quasi “espressionista” della fotografia. Veronica Gaido restituisce in questi lavori quello che ha avvertito a livello emotivo della città, con un gesto fotografico che gioca con i tempi di esposizione, della messa a fuoco dell’ottica, e crea una sorta di ”onda densa e luminosa, come una piccola epifania” del reale, come l’ha definita Philippe Daverio.

“I miei lavori su Mogador rappresentano una dimensione del reale in costante movimento, il flusso delle immagini trasmette la sensazione, a livello emotivo, di un luogo a metà tra terra e cielo, a volte luminoso nei colori delle barche e nella luce riflessa sulle onde, a volte oscuro nelle sue visioni notturne e apparentemente vuote. I bagliori, i movimenti continui, le oscillazioni sono come le vibrazioni dell’anima, rappresentazioni della visione di un luogo immutabile – ha spiegato Veronica Gaido – La mia idea di Mogador, nell’esposizione di Essaouira, si fonde con quella delle opere di Vito Tongiani, più concrete nelle forme delle persone e degli oggetti che la popolano. È questa fusione tra pittura e fotografia, tra percepito e visto, che restituisce il concetto universale di un luogo che è di per sé fisico ma anche puramente ideale. Per questo motivo Mogador è un progetto itinerante, per la sua capacità di trasmettere in maniera sensibile ed emotiva il concetto di luogo, di città, a chi osserva la sua rappresentazione. Dopo Essaouira, infatti, il viaggio di Mogador proseguirà, toccando Marrakech e Casablanca, fino ad arrivare alla Fundación Tres Culturas di Siviglia nella primavera del 2018.”

L’esposizione “Mogador” sarà inaugurata da Mr. Andrè Azoulay giovedì 26 ottobre 2017 alle ore 18.00 ad Essaouira (Marocco) con la partecipazione di Audrey Azoulay, Direttore Generale dell’UNESCO, Mohamed Laaraj, Ministro della Cultura marocchina e della Comunicazione, Driss Ksikes, Francis Ghilès.

A corredo della mostra, il catalogo con i testi di André Azoulay, Driss Ksikes, Francis Ghilès, Philippe Daverio e Jean Clair.


MOGADOR – Veronica Gaido e Vito Tongiani
Dal 26 ottobre al 26 novembre 2017
Centro culturale Dar Souiri, sala “Tayeb Saddiki” – +212 (0) 661 79 32 36
10 44000, Avenue du Caire, Essaouira, Marocco
Ingresso dalle 09.00 alle 19.00
Per maggiori informazioni: www.essaouiramogador.org

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