Letizia Battaglia Rosaria Schifani Palermo 1992

La crudeltà della Mafia nelle immagini di Letizia Battaglia

Nella immagini di Letizia Battaglia tutta la crudeltà della mafia.
Rosaria Costa la conoscevano in pochi fino a quando non rimase vedova. Il marito, Vito Schifani, fu ucciso nell’attentato di Capaci in cui persero la vita anche Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e quattro uomini della scorta. Poteva restare una delle troppe vedove piangenti e silenziose, ma non fu così. Rosaria Costa, nella chiesa di San Domenico a Palermo, gremita per le esequie alle vittime, pronunciò dal pulpito parole indimenticabili, esortando i mafiosi al pentimento cristiano. Letizia Battaglia, fotografa di cronaca negli anni spietati della guerra di mafia, sceglie di ritrarre Rosaria Costa con un nettissimo bianco e nero, come figura che esce dall’ombra a rivendicare la volontà di una società onesta, a chiedere la fine della violenza in cui la Sicilia era precipitata, dove i bambini crescevano in guerra e le donne troppe volte vestivano di nero.

Il dolore nelle fotografie di Letizia Battaglia: in mostra al Festival Pazza Idea

Le fotografie di Letizia Battaglia sono cruente e rappresentano il dolore, dolore che come dichiara l’artista “sono entrati dentro di me”.
La fotografa ha immortalato, con immagini in bianco e nero, le vittime dei più efferati assassinii della mafia. A queste cruenti immagini fanno da contrappeso sguardi di fanciulli persi nel vuoto, straniti, e immagini di donne, perché la fotografa è stanca di essere definita come la “fotografa della mafia, i miei soggetti preferiti restano le donne”.

Immagine in evidenza Letizia Battaglia Rosaria Schifani Palermo 1992


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