Ci sono situazioni in cui una foto HDR (High Dynamic Range) è fondamentale per catturare scene dall’elevata gamma dinamica.

20 Novembre 2023 di Redazione Redazione

Che cos’è una foto HDR? E quando ricorrere a questa tecnica? Ecco tutto quello che devi sapere…

Fotografia HDR: a cosa serve?

L’HDR (High Dynamic Range) è uno strumento utile per catturare scene la cui gamma dinamica è molto estesa. La gamma dinamica, in poche parole, è l’insieme dei diversi livelli di luminosità di una scena, dalle ombre più profonde alle luci più alte.

Gli strumenti usati per catturare e riprodurre immagini (fotocamere, monitor e stampe) hanno a loro volta una propria gamma dinamica. La fotocamera è il punto di partenza di tutto il resto, ma la sua gamma dinamica è spesso inferiore a quella delle scene che riprende.

I paesaggi sono un bel banco di prova per una fotocamera, perché mostrano spesso alti livelli di contrasto: in particolare, includono il cielo, che in qualche misura è sempre più luminoso del primo piano. Di fronte a una scena dall’alta gamma dinamica, è possibile che la fotocamera tagli qualche dettaglio nelle luci o nelle ombre – o in entrambe.

Un esempio di foto scattata con HDR
Urban Lights di Andrea Facco

Due strade

Ci sono due strade per risolvere il problema: puoi comprimere la gamma dinamica della scena in modo che rientri in quella della fotocamera oppure estendere la gamma dinamica dell’immagine finale usando tecniche di HDR e “fondendo” più esposizioni.

Usare filtri graduati è una classica soluzione del primo tipo. Questi filtri hanno una metà trasparente e una metà scura: sovrapponendo quest’ultima al cielo, possiamo avvicinarne i livelli di esposizione a quelli del terreno e del paesaggio.

Filtri ottici: la guida definitiva

Ampliare la gamma dinamica

Fotografare in HDR ti permette di non ridurre la gamma dinamica entro i confini di quella registrabile con una singola esposizione, ma di estenderla sfruttando multiple esposizioni. La tecnica prevede prima la cattura di una sequenza di scatti con diversi valori espositivi e poi la fusione delle immagini via software. Il risultato finale mostra dettagli visibili dalle luci alle ombre.

Quando è necessario ricorrere a una foto HDR?

Per capirlo guarda l’istogramma. L’istogramma, infatti, ti dice tutto quello che devi sapere sulla gamma di luminosità della scena e, soprattutto, se la fotocamera è in grado di registrarla per intero.

foto HDR

1 – La base del grafico rappresenta la gamma dinamica (i livelli di luminosità) gestibile dalla fotocamera.

2 – La gamma dinamica della scena invece è indicata dall’ampiezza del tracciato. Se la curva esce dal grafico, serve un correttivo.

3 – L’altezza del tracciato corrisponde al numero di pixel registrati in ogni livello di luminosità.

4 – Il lato sinistro corrisponde alle ombre (i toni più scuri dell’immagine).

5 – Il lato destro rappresenta le luci alte (i toni più luminosi).

6 – Se l’istogramma è schiacciato o tagliato ai lati del grafico, rischiamo di perdere dettaglio nelle luci o nelle ombre: un’immagine HDR può essere qui una soluzione.

Le forme dell’istogramma

foto HDR

Scene a basso contrasto – Con i soggetti standard, l’istogramma ha un picco al centro del grafico, in corrispondenza dei toni medi. Senza aree particolarmente luminose o buie, abbiamo più margine con l’esposizione e l’HDR non è necessario.

Scene ad alto contrasto – Quando i valori di luci alte e ombre sono troppo distanti, l’istogramma risulta tagliato su uno o entrambi i lati. Le zone più scure scivolano nel nero e quelle più chiare risultano completamente bianche.

Foto HDR: la tecnica

Il segreto per riuscire a ottenere un HDR perfetto è fotografare la medesima scena con esposizioni diverse, unendo poi il tutto in Photoshop, Lightroom o qualsiasi altro programma dedicato allo scopo.

Dovrai, quindi, catturare tre esposizioni diverse, una per il cielo (sovraesposta), una per l’orizzonte (corretta) e l’altra per il terreno (sottoesposta). Ciò significa che avrai una variante di 3 stop: +1, 0, -1. Per ottenere un’immagine HDR puoi spingerti fino a 5 stop: +2, +1, 0, -1, -2.

A priorità di diaframma o in manuale, imposta ISO, diaframma e tempo di posa per un’esposizione bilanciata, poi applica la compensazione dell’esposizione (se sei a priorità di diaframma) o cambia il tempo di posa (in modalità manuale) e realizza una serie di scatti con diverse esposizioni, sovra e sottoesposte. Infine, unisci gli scatti utilizzando Lightroom o Photoshop.

Lightroom è più che sufficiente per un ottimo lavoro e produce un’immagine finale in DNG, che puoi poi elaborare come un qualsiasi altro file RAW. Inoltre, Lightroom ha il pregio della semplicità: basta selezionare le immagini e andare su Foto> Unione foto> HDR. Se selezioni Impostazioni automatiche, Lightroom applica da solo le prime correzioni all’immagine, su cui avrai poi la possibilità di intervenire dopo la conversione del file a DNG, nel modulo Sviluppo.

Molte fotocamere oggi offrono una modalità HDR dedicata, per fare tutto allo scatto. Non tutte adottano lo stesso approccio: alcune richiedono di scattare in JPEG anziché RAW, altre permettono di scegliere il RAW ma forniscono un  risultato in JPEG. Può variare anche il numero di esposizioni che una fotocamera realizza per produrre l’immagine HDR finale e in alcuni modelli è possibile salvare separatamente anche i singoli file sorgente.

Scopri anche come realizzare una immagine HDR in bianco e nero

Fotografia in HDR: gli errori da evitare

Inquadratura troppo stretta

HDR

Problema: alcune fotocamere riescono ad allineare le foto scattate a mano libera, ma per farlo ritagliano leggermente l’immagine HDR finale. Soluzione: componi con un po’ di margine oppure disattiva l’allineamento automatico e usa un treppiede.

Ghosting

HDR

Problema: l’immagine finale mostra contorni fantasma intorno agli oggetti in movimento. Soluzione: è possibile realizzare HDR con movimento nell’inquadratura, ma devi usare tempi molto veloci e impostare la modalità di avanzamento più veloce disponibile affinché le immagini sorgente siano scattate a così breve distanza da non catturare uno spostamento troppo evidente.

Mosso allo scatto

HDR

Problema: se la fotocamera si muove durante l’esposizione di un’immagine sorgente, se va bene ottieni un risultato morbido, se va male risulta impossibile allineare gli scatti. L’esempio qui mostra tracce di mosso allo scatto. Soluzione: usa il treppiede e avvia lo scatto con un sistema remoto, per non toccare la fotocamera tra le esposizioni.

immagine HDR
Moonlight di Alessandro Veneri

Se anche tu vuoi entrare a far parte della COMMUNITY de IL FOTOGRAFO registrati gratuitamente e carica le tue foto. Potresti essere pubblicato sulle nostre riviste!

Ricordati di iscriverti con un indirizzo mail che controlli abitualmente: la Redazione potrebbe scriverti per avvisarti della pubblicazione.

C'è 1 commento

Lascia un commento

qui