La Street Photography di Damien Demolder: 10 regole per formidabili scatti

Le dieci regole d’oro per formidabili scatti di strada

La fotografia di strada è uno dei generi più difficili, ma anche dei più emozionanti e gratificanti. Si fonda talmente tanto sulla nostra capacità di vedere, osservare e notare cose che le persone normali non registrano che impone un drastico cambiamento del modo in cui usiamo gli occhi. È fotografia d’azione: anche quando non ci muoviamo da un ambiente a un altro, il contenuto della scena cambia con il passaggio delle persone nell’inquadratura: tutte sono diverse, camminano in punti diversi e a velocità diversa.

Ecco alcuni utilissimi consigli di un celebre professionista per cogliere il meglio di quanto la street photography può offrirci.

 

  1. Una fotocamera piccola piccola: qualsiasi macchina fotografica può essere usata per la street photography, quindi non lasciamoci convincere da nessuno che occorra per forza un certo modello. D’altra parte, è comunque vero che alcuni tipi di fotocamere semplificano la vita e permettono di ottenere immagini altrimenti molto difficili. Anche se è possibile realizzare scatti di strada anche con le medio formato, non si può certo dire che siano la prima scelta consigliabile: gli apparecchi grandi attirano l’attenzione e sono pesanti da portarsi dietro tutto il giorno. Corpi e ottiche di dimensioni contenute sono preferibili: si fanno notare meno e possono infilarsi anche intasca, così da lasciare a casa la borsa. Quando siamo sul campo, non vogliamo (e non dobbiamo) sembrare fotografi e le fotocamere più piccole si nascondono con una mano. Anche se qualcuno le vede, poi, difficilmente sono considerate “professionali”. Cerchiamo di assomigliare a turisti, o comunque a semplici fotografi occasionali, e nessuno baderà troppo a noi.
  2. Usiamo obiettivi che riflettono ciò che vedono i nostri occhi: la scelta dell’ottica è cruciale nella street photography, come del resto in ogni genere fotografico. Molta gente si infervora parecchio sulle lunghezze focali “migliori” o “classiche” per la fotografia di strada, come se ci fosse una legge in materia. L’unica regola invece è sapere quanto vogliamo avvicinarci alle persone che fotografiamo e poi trovare la focale che includa la quantità di sfondo che vogliamo. In realtà, è semplice. Poiché l’impatto più forte viene spesso creato quando si scatta vicino ai soggetti, le lunghezze focali da “normale” a grandangolari sono le più usate, perché funzionano bene (diciamo un 50 mm equivalente, o un 24 mm per un effetto più teatrale). Se vogliamo che l’osservatore si senta “dentro” la scena, dobbiamo dargli un angolo di campo in cui possa identificarsi: di nuovo, una lunghezza standard crea precisamente quell’angolo.
  3. A colori? Perchè no! Sembra quasi esserci una regola che impone il bianco e nero alla fotografia di strada. Non c’è niente di male, ma solo se è quello che vogliamo, se ci abbiamo pensato e abbiamo davvero deciso che è il trattamento migliore per la situazione. La maggior parte di noi vede il mondo a colori, quindi un’immagine a colori è un riflesso sincero di quanto abbiamo osservato. Il colore è più realistico e l’osservatore ha più facilità a relazionarsi con una scena a colori. Si parla spesso in toni reverenziali della purezza del bianco e nero, ma in realtà si tratta di una rappresentazione falsata. Il bianco e nero non rende automaticamente le immagini più serie o suggestive.
  4. Descrizione:  Fa impressione quanto poco le persone si guardino le une con le altre per strada, ma vale comunque la pena fare il possibile per non dare nell’occhio. Cerchiamo di non indossare abiti che attirino l’attenzione. Anche un abito elegante è rischioso, perché le persone potrebbero supporre che stiamo scattando fotografie ufficiali e cercheranno di evitarci. Indossiamo vestiti “normali” che ci facciano sembrare perfettamente ordinari. Prepariamoci per qualsiasi clima: è importante poter rimanere asciutti e comodi tutto il giorno!
  5. Restiamo in attesa… senza fretta:  Possiamo passeggiare tutto il giorno e sperare di imbatterci in qualcuno o qualcosa che salti fuori proprio davanti a noi. Oppure, possiamo cercare una luce affascinante o un’ambientazione grafica, inquadrare una splendida scena e aspettare che qualcuno di interessante si presenti e calchi il nostro palcoscenico. Spesso, questa seconda opzione porterà più frutti, perché con un minimo di pazienza riusciremo a realizzare immagini molto meglio organizzate di un momento spontaneo. Nel primo caso, invece, finiremo per scattare più casualmente, in ogni direzione, e i risultati appariranno meno curati. Trattiamo la fotografia di strada come quella paesaggistica: troviamo la veduta migliore di un luogo interessante e aspettiamo il momento decisivo. Può essere la persona giusta al momento giusto o il sole che si sposta e crea una pozza di luce intorno al soggetto: entrambe le situazioni richiedono capacità di pre-visualizzazione e molta pazienza
  6. Pratica e regolarità: non sono molte le persone che si scoprono brave in qualcosa senza averci messo molto impegno e molto lavoro. La street photography è un’attività come un’altra: più la pratichiamo e più diventiamo bravi, a patto naturalmente di concentrarci, esaminare gli errori e non smettere MAI di studiare. Dopo una lunga pausa è facile sentire di avere perso “il tocco”, proprio come succederebbe se fossimo musicisti o atleti, quindi è importante fare esercizio con regolarità e con la massima frequenza possibile. Se abbiamo una piccola fotocamera, portiamola sempre con noi, così che non passi un giorno senza che abbiamo pensato almeno a un’immagine. Suona forse eccessivo, ma se riusciamo a integrare la pratica fotografica nella nostra vita quotidiana, ci diamo l’opportunità di cogliere qualsiasi occasione si presenti, dovunque e comunque. Gli smartphone, soprattutto i modelli pensati per la fotografia, sono un’ottima alternativa.
  7. Cerchiamo la forma: l’accurata scelta dello sfondo paga sempre. Dovremmo accordare allo sfondo quasi la stessa importanza del soggetto. Prendiamoci il tempo di provare angolazioni e punti di vista per arrivare a uno sfondo che sia interessante senza dominare la scena: non dovrebbe distrarre l’osservatore né attirare l’attenzione prima del soggetto. Puntiamo a uno sfondo o un primo piano marcatamente grafici, che facciano uso di sagome forti, di linee e di angoli e che presentino una zona pulita dove inserire il soggetto. Gli scenari migliori non sono sempre evidenti a prima vista: osserviamo con cura le architetture intorno a noi. Angoli o finestre illuminate possono creare sagome rettangolari da sfruttare al massimo.
  8. Usiamo fotocamere reattive: non usciamo con una fotocamera che non conosciamo bene, o lasceremo… per strada occasioni d’oro. Allo stesso modo, non portiamo un modello incapace di reagire con rapidità e di scattare quando glielo chiediamo. Il ritardo allo scatto non si nota con paesaggi e still-life, ma la street photography è azione! Ritardo è, inevitabilmente, sinonimo di opportunità mancata. Scattiamo a priorità di diaframma e lavoriamo correggendo solo il livello ISO. Studiamo il modo più veloce di cambiare o spostare il punto AF attivo e, se la fotocamera è troppo complicata o troppo lenta, cambiamola.
  9. Attenzione alla luce: nonostante la stessa parola, “fotografia”, rimandi all’idea della scrittura con la luce, molti fotografi finiscono per dimenticare che la luce stessa è l’elemento più importante del processo di creazione di un’immagine e che richiede una cura maniacale. Non dobbiamo concentrarci tanto sulla sua quantità, quanto su qualità e direzione, e sul modo in cui influenza l’aspetto del soggetto. Le buone immagini si affidano alla luce per definire il soggetto e creare interesse: in molte è il vero soggetto, in altre è un elemento cruciale per staccare un altro elemento dallo sfondo. L’illuminazione dovrebbe essere la nostra prima considerazione, in qualsiasi genere fotografico. Cerchiamo un’illuminazione attraente e usiamola per guidare lo sguardo dell’osservatore verso la zona più importante dell’inquadratura. Cerchiamo luoghi e condizioni in cui la luce ha una chiara direzione e crea punti luminosi e ombre che sottolineano la tridimensionalità di quello che stiamo fotografando. Trovata una luce interessante, impostiamo l’esposizione che più la valorizza. Spesso, piccole macchie di luce vengono bruciate perché l’esposimetro dà più peso alle ampie zone d’ombra nell’inquadratura, quindi impariamo a prendere il controllo e interpretare la lettura esposimetrica.
  10. Evitiamo di sovraesporre: quasi tutte le fotocamere, per impostazione predefinita, creano immagini un po’ troppo luminose. Puntano a mostrare il dettaglio delle ombre, per immagini piacevoli a video e in stampa. Le fotografie di strada molto luminose, però, spesso mancano di atmosfera. Impostiamo una compensazione di -1/3 EV di base, poi, in giornate soleggiate, permettiamoci di arrivare anche a -5 EV se vogliamo esporre un soggetto con uno sfondo scuro. L’esposizione giusta deve essere calibrata sulla luce che cade sul soggetto, non sulla gamma di luminosità nell’inquadratura. Identifichiamo il rapporto tra luce sul soggetto e luce sullo sfondo, indoviniamo cosa legge l’esposimetro e compensiamo di conseguenza. Proviamo sempre esposizioni diverse: un solo stop fa una grande differenza!

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